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Padova24ore
Armeni: "I figli dell'Ararat mercoledì su Rai 3"
con Antonia Arslan
Lunedì 02 Gennaio 2012 00:42 Redazione
Mercoledì 4 gennaio Piero Marrazzo torna su Rai 3
alle 23.30 con un programma intorno cui c'è molta attesa. Si tratta de "I figli
dell'Ararat" un documentario di un'ora per dare voce agli eredi del genocidio
armeno. Inevitabile per Marrazzo fare tappa a Padova dove ha incontrato Antonia
Arslan, autrice de "La masseria delle allodole", romanzo che ha vinto il premio
Campiello ed ha contribuito a squarciare il velo della strage di armeni compiuta
dai turchi alla fine dell'impero ottomano. Un reportage alla scoperta del dramma
del popolo armeno, un viaggio in una Nazione più grande dei propri confini. Tra
le testimonianze, quelle di Charles Aznavour e del presidente della Carnegie
Foundation di New York, Vartan Gregorian.
I figli dell'Ararat - L'avamposto (RAI Tre,
Mercoledì 4 Gennaio ore 23.30)
23:30 – 00I figli dell'Ararat - L'avamposto
Reportage realizzato da Piero Marrazzo (al suo
secondo reportage, dopo quello dedicato al dramma della Somalia) per la regia di
Grazia Michelacci, "I figli dell'Ararat - L'avamposto" è un viaggio alla
scoperta del dramma del popolo armeno, un viaggio in una Nazione più grande dei
propri confini. Prodotto da Brave Film in collaborazione con Rai Cinema il
documentario ripercorre le vicende del popolo armeno: donne, uomini, famiglie
che hanno attraversato la storia del ventesimo secolo, ricominciando altrove la
propria esistenza. O confinandola in una prigione, come nel caso di Karikin
Crikorian che – in carcere in Italia per terrorismo – ripercorre la propria
vita: la follia della lotta armata, i lunghi anni di carcere, la consapevolezza
di aver perso la gioventù. E senza mai aver visto la patria per cui ha tanto
lottato. Ma ci sono anche personaggi di origine armena, diventati famosi, che
vivono e lavorano in giro per il mondo: dal cantante Charles Aznavour,
intervistato nella sua residenza nel sud della Francia, alla scrittrice Antonia
Arslan, docente universitaria e autrice del libro "La masseria delle allodole",
che Marrazzo incontra nella splendida cornice nel Monastero di San Lazzaro degli
Armeni a Venezia. E ancora, Vartan Gregorian, presidente di una delle maggiori
istituzioni culturali statunitensi, la Carnegie Foundation di New York; e la
documentarista Satenig Gugiughian, che vive a Roma e il cui padre è stato uno
delle vittime della diaspora.
Il Giornale.it 04.01.2012
La nuova vita di Marrazzo Dopo il diluvio, gli
armeni
Dopo lo scandalo di via Gradoli, dopo le
inchieste, dopo la lunga assenza dalla scena pubblica, dopo le polemiche sulla
presunta (e poi smentita) partecipazione all'Isola dei famosi, Piero Marrazzo
(nella foto) torna alle origini. L'ex presidente della Regione Lazio si è
rimesso i panni del giornalista e ha preparato un reportage sul popolo armeno.
Questa sera alle 23.30 su Rai3 va in onda I figli dell'Ararat-L'avamposto, con
ricostruzioni storiche e testimonianze di armeni diventati famosi, come il
cantante e attore Charles Aznavour e la scrittrice Antonia Arslan. Il
documentario racconta le sorti di un paese incastrato tra Turchia, Georgia,
Azerbaigian e Iran, di un popolo disperso nel mondo a causa di un genocidio che
l'ha decimato e che sogna ancora una patria vera. Il titolo del reportage di
Marrazzo fa riferimento alla montagna simbolo dell'Armenia, dove si posò l'Arca
di Noè alla fine del diluvio. Per Piero Marrazzo, dopo il lavoro realizzato
sempre per la Rai sulla Somalia, una nuova vita tra terre lontane e popoli
sventurati.
“I Figli dell’Ararat, L’Avanposto”, Marrazzo
racconta l’Armenia
January 3, 2012
Un paese incastrato tra Turchia, Georgia,
Azerbaigian e Iran. Un fazzoletto di terra, se confrontato a quelli che erano i
suoi confini di un tempo. Eppure che l’Armenia esista di nuovo – ufficialmente
dal 1991, in conseguenza del crollo del Muro e della fine dell’Urss – pare quasi
un miracolo, dopo il genocidio che ne ha sterminato la popolazione ai primi del
Novecento, determinando la diaspora di persone senza più radici e con il sogno
di una patria. Storie che Piero Marrazzo – al suo secondo reportage, dopo quello
dedicato al dramma della Somalia – racconta in “I figli dell’Ararat –
L’avamposto”, in onda mercoledì 4 gennaio alle 23.30 su Rai3: un riferimento
alla montagna simbolo dell’Armenia, quella in cui su cui si posò l’arca di Noè
dopo il Diluvio e che si staglia sullo sfondo della capitale, Erevan, ma in
territorio turco.
Prodotto da Brave Film in collaborazione con Rai
Cinema il documentario ripercorre le vicende del popolo armeno: donne, uomini,
famiglie che hanno attraversato la storia del ventesimo secolo, ricominciando
altrove la propria esistenza. O confinandola in una prigione, come nel caso di
Karikin Crikorian che – in carcere in Italia per terrorismo – ripercorre la
propria vita: la follia della lotta armata, i lunghi anni di reclusione, la
consapevolezza di aver perso la gioventù. E senza mai aver visto la patria per
cui ha tanto lottato.
Ma ci sono anche personaggi di origine armena, diventati famosi, che vivono e
lavorano in giro per il mondo: dal cantante Charles Aznavour, intervistato nella
sua residenza nel sud della Francia, alla scrittrice Antonia Arslan, docente
universitaria e autrice del libro “La masseria delle allodole”, che Marrazzo
incontra nella splendida cornice nel Monastero di San Lazzaro degli Armeni a
Venezia. E ancora, Vartan Gregorian, presidente di una delle maggiori
istituzioni culturali statunitensi, la Carnegie Foundation di New York; e il
documentarista Satenig Gugiughian, che vive a Roma e il cui padre è stato uno
delle vittime della diaspora. |