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Turchia - Armenia siglato l'accordo di normalizzazione/
>> Gli scenari dopo l'accordo
ANSA
Turchia-Armenia:
firmato accordo - Porra' fine a un secolo di ostilita' tra i due Paesi
- ANKARA, 10 OTT - Turchia e Armenia hanno
firmato a Zurigo lo storico accordo di normalizzazione che pone fine a un secolo
di ostilita' tra i due Paesi. La cerimonia della firma si e' svolta con quattro
ore di ritardo a causa di difficolta' dell'ultimo minuto tra la delegazione Usa
e quella armena. Alla cerimonia prendono parte tra gli altri, oltre ai due
ministri degli Esteri firmatari, anche l'omologo della Confederazione elvetica,
il segretario di Stato Usa e il capo della diplomazia Ue.
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Turchia e Armenia firmano
l'accordo - La cerimonia si e' svolta con quattro ore di ritardo - 10
ANKARA - Turchia e Armenia hanno
firmato questa sera a Zurigo lo storico accordo di normalizzazione che dovrà
porre fine a quasi un secolo di ostilità tra i due Paesi. Lo ha annunciato
l'emittente privata turca Ntv che sta trasmettendo le immagini in diretta.
La cerimonia della firma si è
svolta con oltre quattro ore di ritardo sull'ora fissata a causa di difficoltà
dell'ultimo minuto tra la delegazione Usa e quella armena. Alla cerimonia
prendono parte, oltre ai due ministri degli Esteri firmatari - il turco Ahmet
Davutoglu e l'armeno Edward Nalbandian -, anche Micheline Calmy-Rey, ministro
degli Esteri della Confederazione elvetica, il segretario di Stato Usa Hillary
Clinton, il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov e quello francese
Bernard Kouchner. L'Europa è rappresentata dal presidente del Comitato dei
ministri del Consiglio d'Europa, lo sloveno Samuel Zbogar, e dal capo della
diplomazia Ue, Javier Solana.
La Commissione europea accoglie
con favore la firma da parte dei ministri degli Esteri dell'Armenia e della
Turchia dei protocolli che stabiliscono relazioni diplomatiche e di sviluppo
bilaterale, inclusa l'apertura del confine comune. L'esecutivo Ue, si sottolinea
in un comunicato, considera la firma un "passo coraggioso" verso la pace e la
stabilità nella regione del Caucaso meridionale e "una decisione davvero storica
che mostra la disponibilità al compromesso su entrambi i fronti". L'accordo
Armenia-Turchia, prosegue la nota, porterà benefici a tutti i paesi della
regione. "La firma dei protocolli - ha sottolineato la commissaria Ue alle
relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner - conferma il desiderio sia della
Turchia che dell'Armenia di voltare pagina e di costruire un nuovo futuro.
Questo apre nuove prospettive per la soluzione dei conflitti, specialmente nel
Nagorno Karabakh". La Commissione guarda ora oltre alla ratifica e alla gestione
dei due protocolli, secondo le scadenze concordate e senza alcuna pre-condizione
addizionale. L'esecutivo invita infine entrambi i governi "a impegnarsi
pienamente in questo processo senza ritardi" e per quanto concerne l'apertura
del confine si dice pronto ad assistere entrambe le parti nella "piena
realizzazione" delle potenzialità economiche che l'apertura rappresenta.
Il Secolo XIX
Turchia-Armenia, storico accordo con suspense
Pur se con oltre quattro ore di ritardo sul
previsto, Turchia e Armenia hanno firmato oggi a Zurigo uno storico accordo
sulla normalizzazione delle relazioni bilaterali, anche se si è temuto a lungo
che l’intesa fosse saltata a causa di divergenze sorte sul filo di lana. Non è
ancora chiaro che cosa sia successo nei saloni della prestigiosa Università di
Zurigo dove alle 17 locali (e italiane) era previsto l’inizio della cerimonia
alla presenza - oltre che dei due firmatari dei protocolli, i ministri degli
Esteri turco Ahmet Davutoglu ed armeno Edward Nalbandian - del segretario di
Stato Usa, del ministro degli Esteri elvetico Micheline Calmy-Rey, di quello
russo Serghiei Lavrov, di quello francese Bernard Kouchner, di quello sloveno
Samuel Zbogar in qualità di presidente del Comitato dei ministri del Consiglio
d’Europa, e del capo della diplomazia europea Javier Solana.
Di certo si sa solo che, circa 15 minuti prima
dell’inizio della cerimonia, i delegati Usa e quelli armeni si sono appartati ed
hanno cominciato a discutere in modo animato. Nel frattempo Hillary Clinton -
appositamente inviata in Svizzera da un Barack Obama fresco di conferimento di
premio Nobel per la pace - era tornata nel suo albergo e poco dopo veniva
annunciato che la firma era stata rinviata a nuova data. Al termine di frenetici
contatti, verso le 19 il segretario di Stato tornava nella sede dei colloqui
raggiunta poco dopo dalla delegazione armena e due ore dopo da Nalbandian.
Infine, dopo altri colloqui, alle 21 i protocolli
sono stati firmati ma i capi delle diplomazie firmatarie non hanno fatto le
dichiarazioni previste in un primo tempo. Al termine della cerimonia tutti i
partecipanti si sono messi in posa per la foto ricordo.
Così in pochi minuti, Turchia e Armenia hanno
voltato pagina dopo un secolo di ostilità alimentata dai fantasmi dei massacri
di armeni ai tempi della prima Guerra mondiale, che Ierevan considera un
genocidio, e dal conflitto del Nagorno-Karabakh aprendo un nuovo capitolo nella
loro storia. La firma, inoltre, segna la fine dei colloqui condotti in maniera
informale e spesso dietro le quinte e l’inizio di una fase trasparente e
ufficiale tra le due capitali i cui rapporti di buon vicinato sono cruciali per
la stabilità del Caucaso.
Adesso l’attenzione si sposta sui Parlamenti e sui
capi di Stato che dovranno approvare i documenti firmati oggi. Al primo
protocollo, che riguarda l’allacciamento delle relazioni diplomatiche, ed al
secondo, che concerne il successivo sviluppo dei rapporti, è allegata
un’appendice che fissa una precisa tabella di marcia per l’attuazione di
entrambi.
Gli accordi prevedono l’apertura della frontiera
entro due mesi dall’entrata in vigore del secondo protocollo, sebbene per far
ciò occorre la previa approvazione dei Parlamenti e dei presidenti. Ad Ankara,
il premier Tayyip Erdogan, per quanto abbia la maggioranza dei deputati in
Parlamento (338 su 544), dovrà comunque confrontarsi con l’opposizione,
fortemente contraria a fare concessioni a Ierevan senza sostanziosi ritorni
quali importanti progressi nella soluzione della questione del Nagorno-Karabakh.
«La firma dei protocolli è un indicatore di
volontà politica ma la loro applicazione dipende dalla ratifica dei rispettivi
Parlamenti», ha ricordato Mehmet Sandir, leader del gruppo parlamentare del
Partito del Movimento Nazionalista (Mhp) all’opposizione. Ed ha ribadito che il
suo partito si opporrà sempre ad un processo di normalizzazione a meno che
l’Armenia non metta fine all’occupazione del Nagorno-Karabakh, riconosca gli
accordi di Kars del 1921 che ne fissano i confini e rinunci alla pretesa di
veder riconosciuti come genocidio i massacri di armeni avvenuti ai tempi
dell’Impero ottomano.
Ma le difficoltà non sono solo ad Ankara. Nella
capitale armena, ieri ed oggi, diverse migliaia di persone sono scese in piazza
per protestare contro la decisione del governo di firmare l’accordo che -
secondo i dimostranti - minaccia gli interessi dell’Armenia e potrebbe avere
«conseguenze imprevedibili». Anche in Libano circa 3.000 armeni hanno dimostrato
davanti all’ambasciata turca a Beirut. Ad ogni modo, nonostante le forti
obiezioni dell’opposizione, la coalizione al governo a Ierevan ha annunciato che
voterà a favore dei protocolli.
Corriere della sera
l'intesa era patrocinata da stati uniti, Russia, Francia,
Svizzera
Turchia-Armenia, firmato l'accordo dopo anni di gelo e un giorno
di caos
Contrasti
sulla formulazione delle dichiarazioni finali. Fondamentale mediazione del
Dipartimento di Stato Usa
MILANO
- Turchia e Armenia hanno firmato a Zurigo alla fine di una giornata caotica
sera lo storico accordo di normalizzazione che dovrà porre fine a quasi un
secolo di ostilità tra i due Paesi. Lo ha annunciato l'emittente privata turca
Ntv che ha trasmesso le immagini in diretta. Nel pomeriggio la firma
dell'accordo di normalizzazione delle relazioni tra Turchia e Armenia era stata
rinviata «a data da destinarsi» per non meglio precisate «difficoltà intervenute
all'ultimo momento tra la delegazione Usa e quella armena». Lo aveva riferito
l'emittente privata turca Ntv citando l'organizzazione della cerimonia in
programma a Zurigo. Ci sarebbero stati contrasti sulla formulazione delle
dichiarazioni finali delle due rappresentanze.
LE PARTI IN CAUSA -
La cerimonia della firma si è svolta con oltre quattro ore di ritardo sull'ora
fissata a causa di difficoltà dell'ultimo minuto tra la delegazione Usa e quella
armena. Alla cerimonia prendono parte, oltre ai due ministri degli Esteri
firmatari - il turco Ahmet Davutoglu e l'armeno Edward Nalbandian -, anche
Micheline Calmy-Rey, ministro degli Esteri della Confederazione elvetica, il
segretario di Stato Usa Hillary Clinton, il ministro degli Esteri russo Serghiei
Lavrov e quello francese Bernard Kouchner. L'Europa è rappresentata dal
presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, lo sloveno Samuel
Zbogar, e dal capo della diplomazia Ue, Javier Solana.
MOMENTO STORICO
- A 16 anni dalla chiusura delle frontiere tra Armenia e Turchia, quella di oggi
è un’occasione storica per i due Paesi. A Zurigo, sotto l’occhio attento di
Russia, Stati Uniti, Unione europea, Francia e Svizzera i rappresentanti di
Erevan e Ankara hanno firmato l’accordo di normalizzazione dei rapporti, che
prevede la ripresa delle relazioni diplomatiche e prelude all’apertura del
confine. La possibile schiarita era maturata poche settimane fa dopo un intenso
dialogo tra i due Paesi che sono stati e sono ancora divisi dal mancato
riconoscimento da parte della Turchia del genocidio armeno e dal conflitto
congelato dell’enclave armena in territorio azero del Nagorno Karabak, in cui
Ankara ha appoggiato da sempre l’alleato azero, chiudendo nel 1993 le porte
delle frontiere agli armeni.
PRESENZE DI RILIEVO
- Un giro di conferme e annunci di presenze di rilievo aveva accompagnato la
vigilia della cerimonia a Zurigo. La prima è stata quella del segretario di
Stato Usa, Hillary Clinton, che ha commentato con soddisfazione l'eventuale
raggiungimento di un accordo e ha offerto la propria disponibilità per
concludere i passi futuri del protocollo. Poi è seguito il ministro degli Esteri
russo, Sergei Lavrov, il cui dicastero aveva per primo annunciato la data
ufficiale della firma per il 10 ottobre. All’appello delle conferme ufficiali
mancava soltanto l’Armenia, tassello fondamentale del patto, che secondo circoli
diplomatici sarebbe stata messa sotto pressione da parte della potente diaspora,
che è contraria alla firma, una concessione troppo grande ai «nemici» di sempre.
Per i due Paesi la firma del protocollo è il primo passo verso relazioni
mutualmente vantaggiose: da una parte la Turchia spera ottenere un’accelerazione
nei negoziati di adesione all’Unione europea, dall’altra l’Armenia, incastrata
nel Caucaso e senza risorse petrolifere, potrà uscire dall’isolamento.
I PROTOCOLLI - Per entrare in vigore i
protocolli dovranno essere ratificati dai due Parlamenti. Questa fase,
nonostante i governi detengano una larga maggioranza in aula, potrebbe impiegare
più tempo del previsto a causa dell’ostilità dell’opposizione dei due Paesi
all’accordo. Il riconoscimento del genocidio armeno è il cuore del dibattito.
Secondo Erevan tra il 1915 e il 1917 un milione di armeni, percepiti come
minaccia per la sicurezza dell’Impero Ottomano, vennero uccisi sistematicamente.
Ankara, però, non riconosce il termine genocidio e ha da sempre negato il fatto
storico così come viene riportato dall’Armenia. A peggiorare i rapporti tra i
due Paesi negli anni Novanta ha contribuito il conflitto del Nagorno Karabakh,
in seguito al quale la Turchia ha chiuso la frontiera come segno di appoggio a
Baku. Un contributo al riavvicinamento di Ankara e Erevan è arrivato
inaspettatamente nei mesi scorsi dallo sport. Il presidente turco Abdullah Gul
si è recato nel settembre 2008 a Erevan in una visita dai toni storici per il
match di qualificazione per i Mondiali di calcio del 2010, tra le due nazionali.
Adesso si attende che il capo di stato armeno Serge Sarkisian ricambi la visita
il prossimo 14 ottobre per il ritorno della partita ad Ankara.
Avvenire
Turchia-Armenia, intoppo
superato - Firmato lo storico accordo
Turchia e Armenia hanno firmato
questa sera a Zurigo lo storico accordo di normalizzazione che dovrà porre fine
a quasi un secolo di ostilità tra i due Paesi. Lo ha annunciato l'emittente
privata turca Ntv che sta trasmettendo le immagini in diretta.
La cerimonia della firma si è svolta con oltre quattro ore di ritardo sull'ora
fissata a causa di difficoltà dell'ultimo minuto tra la delegazione Usa e quella
armena. Alla cerimonia prendono parte, oltre ai due ministri degli Esteri
firmatari - il turco Ahmet Davutoglu e l'armeno Edward Nalbandian -, anche
Micheline Calmy-Rey, ministro degli Esteri della Confederazione elvetica, il
segretario di Stato Usa Hillary Clinton, il ministro degli Esteri russo Serghiei
Lavrov e quello francese Bernard Kouchner. L'Europa è rappresentata dal
presidente del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, lo sloveno Samuel
Zbogar, e dal capo della diplomazia Ue, Javier Solana.
Dopo la firma dei due protocolli per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia
e Armenia, il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner ha detto di
augurarsi che la frontiera tra i due Paesi "possa essere riaperta entro la fine
dell'anno". Lo ha riferito l'agenzia Anadolu. Dopo aver definito "storica" la
firma odierna, il capo della diplomazia francese ha aggiunto che adesso "si
tratta di dar seguito a questi accordi e spero che le cose tra Turchia e Armenia
si svilupperanno".
È stata rinviata "per un intoppo dell'ultimo minuto" la firma dello storico
accordo tra Turchia e Armenia che avrebbe dovuto mettere fine a quasi un secolo
di recriminazioni per il genocidio degli armeni sotto l'impero ottomano. Lo ha
riferito il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ian Kelly. Gli Stati
Uniti stanno lavorando per risolvere la questione.
Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, e il collega armeno, Edouard
Nalbandian, avrebbero dovuto firmare oggi a Zurigo il protocollo che avrebbe
dovuto portare alla normalizzazione dei rapporti diplomatici e commerciali tra
Turchia e Armenia e a una collaborazione nell'ambito delle infrastrutture e dei
trasporti.
Sala stampa smobilitata e giornalisti pregati di andare via. Così è finita la
"storica" giornata in cui era in programma a Zurigo la cerimonia della firma
dell'accordo di normalizzazione fra Turchia e Armenia. Mentre la Tv elvetica,
che da prima delle 17:00 locali (e italiane) trasmetteva in diretta servizi e
notizie sulla prevista cerimonia, ha interrotto il collegamento e ha cominciato
a trasmettere una partita di calcio. È quanto riferisce da Zurigo il
corrispondente dell'agenzia turca Anadolu secondo cui, almeno sinora, nemmeno i
responsabili elvetici dell'organizzazione dell'evento hanno una minima idea di
quando la cerimonia possa essere nuovamente fissata.
Il sole 24ore
Firmato storico accordo tra Turchia e
Armenia 10.10.09
L’intesa, che ha rischiato di saltare per contrasti sulle dichiarazioni finali
delle due delegazioni, punta alla normalizzazione dei rapporti tra i due paesi e
prevede la ripresa delle relazioni diplomatiche
La Turchia e l’Armenia hanno firmato, oggi a Zurigo, uno storico
accordo di normalizzazione dei rapporti tra i due paesi, dopo anni di gelo.
L’intesa, che ha rischiato di saltare per contrasti sulle dichiarazioni finali
delle due delegazioni, prevede tra l’altro la ripresa delle relazioni
diplomatiche e prelude all’apertura del confine.
Alla cerimonia, organizzata all’Università di Zurigo, era presente anche il
segretario di Stato Usa, Hilary Clinton, l’alto rappresentante per la politica
estera dell’Unione europea, Javier Solana, il ministro degli Esteri francese,
Bernard Kouchner. La schiarita, che ha portato alla firma di oggi, è maturata
poche settimane fa dopo un intenso dialogo tra i due paesi. Turchia e Armenia
sono stati e sono ancora divisi dal mancato riconoscimento da parte di Ankara
del genocidio armeno e dal conflitto congelato dell’enclave armena in territorio
azero del Nagorno Karabak, in cui la Turchia ha appoggiato da sempre l’alleato
azero, chiudendo nel 1993 le porte delle frontiere agli armeni.
Un contributo al riavvicinamento di Ankara e Erevan è arrivato inaspettatamente
nei mesi scorsi dallo sport. Il presidente turco Abdullah Gul si è recato nel
settembre 2008 a Erevan in una visita dai toni storici per il match di
qualificazione per i Mondiali di calcio del 2010, tra le due nazionali. Adesso
si attende che il capo di stato armeno Serge Sarkisian ricambi la visita il
prossimo 14 ottobre per il ritorno della partita ad Ankara.
Per entrare in vigore i protocolli dovranno essere ratificati dai due
Parlamenti. Questa fase, nonostante i governi detengano una larga maggioranza in
aula, potrebbe impiegare più tempo del previsto a causa dell’ostilità
dell’opposizione dei due paesi all’accordo. Il riconoscimento del genocidio
armeno è il cuore del dibattito. Secondo Erevan tra il 1915 e il 1917 un milione
di armeni, percepiti come minaccia per la sicurezza dell’Impero Ottomano,
vennero uccisi sistematicamente. Ankara, però, non riconosce il termine
genocidio e ha da sempre negato il fatto storico, così come viene riportato
dall’Armenia. A peggiorare i rapporti tra i due Paesi negli anni Novanta ha
contribuito il conflitto del Nagorno Karabakh, in seguito al quale la Turchia ha
chiuso la frontiera come segno di appoggio a Baku (capitale dell’Azerbaigian).
Rainews 24 ore
Turchia-Armenia firmato l'accordo
La cerimonia della firma si e' svolta con oltre quattro ore di ritardo sull'ora
fissata a causa di difficolta' dell'ultimo minuto tra la delegazione Usa e
quella armena.
Turchia e
Armenia hanno firmato questa sera a Zurigo lo storico accordo di normalizzazione
che dovra' porre fine a quasi un secolo di ostilita' tra i due Paesi. Lo ha
annunciato l'emittente privata turca Ntv che sta trasmettendo le immagini in
diretta.
La cerimonia
della firma si e' svolta con oltre quattro ore di ritardo sull'ora fissata a
causa di difficolta' dell'ultimo minuto tra la delegazione Usa e quella armena.
Alla cerimonia prendono parte, oltre ai due ministri degli Esteri firmatari - il
turco Ahmet Davutoglu e l'armeno Edward Nalbandian -, anche Micheline Calmy-Rey,
ministro degli Esteri della Confederazione elvetica, il segretario di Stato Usa
Hillary Clinton, il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov e quello
francese Bernard Kouchner. L'Europa e' rappresentata dal presidente del Comitato
dei ministri del Consiglio d'Europa, lo sloveno Samuel Zbogar, e dal capo della
diplomazia Ue, Javier Solana.
Ue,
l'accordo è un passo verso la stabilità
La Commissione europea accoglie con favore la firma da parte dei ministri degli
Esteri dell'Armenia e della Turchia dei protocolli che stabiliscono relazioni
diplomatiche e di sviluppo bilaterale, inclusa l'apertura del confine comune.
L'esecutivo Ue, si sottolinea in un comunicato, considera la firma un "passo
coraggioso" verso la pace e la stabilita' nella regione del Caucaso meridionale
e "una decisione davvero storica che mostra la disponibilita' al compromesso su
entrambi i fronti".
L'accordo
Armenia-Turchia, prosegue la nota, portera' benefici a tutti i paesi della
regione. "La firma dei protocolli - ha sottolineato la commissaria Ue alle
relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner - conferma il desiderio sia della
Turchia che dell'Armenia di voltare pagina e di costruire un nuovo futuro.
Questo apre nuove prospettive per la soluzione dei conflitti, specialmente nel
Nagorno Karabakh". La Commissione guarda ora oltre alla ratifica e alla gestione
dei due protocolli, secondo le scadenze concordate e senza alcuna pre-condizione
addizionale. L'esecutivo invita infine entrambi i governi "a impegnarsi
pienamente in questo processo senza ritardi" e per quanto concerne l'apertura
del confine si dice pronto ad assistere entrambe le parti nella "piena
realizzazione" delle potenzialita' economiche che l'apertura rappresenta
Adnkronos
TURCHIA-ARMENIA: FIRMATO A
ZURIGO ACCORDO PER RIAVVIO RELAZIONI
Zurigo, 10 ott. La
Turchia e l'Armenia hanno infine firmato l'accordo per il riavvio delle
relazioni diplomatiche e la riapertura della frontiere, oltre che per
l'istituzione di una commissione di storici dei due Paesi per fare luce sul
genocidio degli armeni da parte dei turchi nel 1915. A farlo, a Zurigo, dopo un
intoppo nella definizione delle dichiarazioni risolto dall'intervento di
mediazione del segretario di stato Usa, Hillary Clinton, i ministri degli esteri
dei due Paesi, per la Turchia, Ahmet Davutoglu e per l'Armenia, Edward
Nalbandian. Presenti a Zurigo, anche il ministro degli esteri russo, Sergei
Lavrov, il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner, e il rappresentante
dell'Ue, Javier Solana.
La Stampa
Turchia-Armenia, firma intesa rinviata per dubbi su dichiarazioni
finali
La firma del protocollo d’accordo tra la Turchia e l’Armenia è stata rinviata a
causa di contrasti sulla formulazione delle dichiarazioni finali delle due
rappresentanze. Lo riferiscono fonti della delegazione statunitense.
Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ian Kelly, ha precisato che la
delegazione americana sta lavorando a stretto contatto con turchi e armeni per
giungere a un compromesso sulle dichiarazioni finali.
«Stiamo aiutando le due parti a trovare un accordo sulle dichiarazioni da fare
durante la cerimonia», ha detto Kelly.
Secondo fonti vicine al dossier, la delegazione armena sarebbe preoccupata per
il testo presentato dai turchi.
Nell’attesa, Hillary Clinton, che dovrebbe assistere alla cerimonia assieme al
ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner e alla svizzera Micheline
Calmy-Rey, è rientrata in hotel.
Repubblica.it
I due Paesi mettono fine a quasi un secolo di recriminazioni per
il genocidio degli armeni sotto l'impero ottomano
Turchia e Armenia si accordano
firmata la storica intesa
GINEVRA
- Al via le relazioni diplomatiche tra Turchia e Armenia. I due Paesi hanno
firmato a Zurigo uno storico accordo che dovrebbe mettere fine a quasi un secolo
di recriminazioni per il genocidio degli armeni sotto l'impero ottomano.
I ministri degli Esteri turco e armeno hanno firmato il protocollo che porterà
alla normalizzazione dei rapporti diplomatici e commerciali e alla riapertura
delle frontiere. La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla Comunità
europea. Mentre il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha detto di
augurarsi che la frontiera tra i due Paesi "possa essere riaperta entro la fine
dell'anno".
Per entrare in vigore, i protocolli dovranno essere ratificati dai due
parlamenti. Questa fase, nonostante i governi detengano una larga maggioranza in
aula, potrebbe richiedere più tempo del previsto a causa dell'ostilità
dell'opposizione dei due paesi all'accordo.
La schiarita è maturata poche settimane fa. Dopo un intenso dialogo tra i due
paesi. Turchia e Armenia sono stati e sono ancora divisi dal mancato
riconoscimento, da parte di Ankara, del genocidio armeno e dal conflitto
congelato dell'enclave armena nel territorio azero del Nagorno Karabak, in cui
la Turchia ha appoggiato da sempre l'alleato azero, chiudendo nel 1993 le porte
delle frontiere agli armeni.
Il punto più spinoso resta il riconoscimento del genocidio armeno. Secondo
Erevan tra il 1915 e il 1917 un milione di armeni vennero uccisi
sistematicamente. La Turchia, però, non riconosce il termine genocidio e ha da
sempre negato l'eccidio.
Un contributo al riavvicinamento di Ankara e Erevan è arrivato inaspettatamente
nei mesi scorsi dallo sport. Il presidente turco Abdullah Gul si è recato nel
settembre 2008 a Erevan in una visita dai toni storici per il match di
qualificazione per i Mondiali di calcio del 2010, tra le due nazionali. Adesso
si attende che il capo di stato armeno Serge Sarkisian ricambi la visita il
prossimo 14 ottobre per il ritorno della partita ad Ankara.
APCOM
Turchia-Armenia/ Accordo storico
dopo anni di gelo
Ha rischiato di saltare per
contrasti su dichiarazioni finali
Zurigo, 10 ott. La Turchia e
l'Armenia hanno firmato, oggi a Zurigo, uno storico accordo di normalizzazione
dei rapporti tra i due Paesi, dopo anni di gelo. L'intesa, che ha rischiato di
saltare per contrasti sulle dichiarazioni finali delle due delegazioni, prevede
tra l'altro la ripresa delle relazioni diplomatiche e prelude all'apertura del
confine. Alla cerimonia, organizzata all'Università di Zurigo, era presente
anche il segretario di Stato Usa, Hilary Clinton, l'alto rappresentante per la
politica estera dell'Unione europea, Javier Solana, il ministro degli Esteri
francese, Bernard Kouchner. La schiarita, che ha portato alla firma di oggi, è
maturata poche settimane fa dopo un intenso dialogo tra i due Paesi. Turchia e
Armenia sono stati e sono ancora divisi dal mancato riconoscimento da parte di
Ankara del genocidio armeno e dal conflitto congelato dell'enclave armena in
territorio azero del Nagorno Karabak, in cui la Turchia ha appoggiato da sempre
l'alleato azero, chiudendo nel 1993 le porte delle frontiere agli armeni. Un
contributo al riavvicinamento di Ankara e Erevan è arrivato inaspettatamente nei
mesi scorsi dallo sport. Il presidente turco Abdullah Gul si è recato nel
settembre 2008 a Erevan in una visita dai toni storici per il match di
qualificazione per i Mondiali di calcio del 2010, tra le due nazionali. Adesso
si attende che il capo di stato armeno Serge Sarkisian ricambi la visita il
prossimo 14 ottobre per il ritorno della partita ad Ankara. Per entrare in
vigore i protocolli dovranno essere ratificati dai due Parlamenti. Questa fase,
nonostante i governi detengano una larga maggioranza in aula, potrebbe impiegare
più tempo del previsto a causa dell'ostilità dell'opposizione dei due Paesi
all'accordo. Il riconoscimento del genocidio armeno è il cuore del dibattito.
Secondo Erevan tra il 1915 e il 1917 un milione di armeni, percepiti come
minaccia per la sicurezza dell'Impero Ottomano, vennero uccisi sistematicamente.
Ankara, però, non riconosce il termine genocidio e ha da sempre negato il fatto
storico così come viene riportato dall'Armenia. A peggiorare i rapporti tra i
due Paesi negli anni Novanta ha contribuito il conflitto del Nagorno Karabakh,
in seguito al quale la Turchia ha chiuso la frontiera come segno di appoggio a
Baku. |