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Ticinoonline 21.01.2012
Genocidio armeno. A Parigi riuniti migliaia di manifestanti turchi
Migliaia di persone d’origine turca, provenienti
in prevalenza dalla Francia, dal Belgio, dai Paesi Bassi e dal Lussemburgo,
hanno manifestato sabato 21 gennaio a Parigi contro il voto previsto lunedì al
Senato francese di una legge che penalizza la negazione del genocidio armeno del
1915.
“Manifestiamo per denunciare questa persecuzione. Sta succedendo qualcosa di
molto grave – ha spiegato Ahmet Ogras, uno degli organizzatori della protesta –
Gli armeni esercitano un lobbismo presso i senatori, sulla cui testa pende una
spada di Damocle, sia che si pronuncino a favore o contro questa legge.”
La proposta di legge ha provocato una seria crisi
diplomatca tra Parigi e Ankara; il suo testo prevede di punire con un anno di
carcere e 45’000 euro di multa chi nega un genocidio riconosciuto dalla legge
francese, come appunto il genocidio armeno.
All’inizio del 20esimo secolo, nell’Impero ottomano si contavano circa 2 milioni
di armeni in maggioranza cristiano-ortodossi. Erano sostenuti dalla Russia nella
loro lotta per l’indipendenza, poiché la Russia aspirava ad indebolire l’Impero
ottomano per annetterne dei territori.
Nel 1915 migliaia e migliaia di armeni vennero deportati verso i campi di
concentramento nell’interno dell’Anatolia (l’odierna Turchia asiatica). Queste
cosidette marce della morte, organizzate con la supervisione di ufficiali
dell’esercito tedesco in collegamento con l’esercito turco, coinvolsero oltre un
milione di persone e centinaia di migliaia di deportati morirono per fame,
malattia o sfinimento.
A questo si fa riferimento quando si parla di “secondo genocidio armeno.”
Il “primo genocidio armeno” ebbe luogo fra il 1894 e il 1896, quando migliaia di
armeni vennero uccisi a seguito di una ribellione contro l’autorità ottomana.
A tutt’oggi sono 20 gli Stati che hanno ufficialmente riconosciuto il genocidio
armeno (il primo e il secondo): Argentina, Armenia, Belgio, Canada, Cile, Cipro,
Francia, Grecia, Italia, Lituania, Libano, Paesi Bassi, Polonia, Russia,
Slovacchia, Svezia, Svizzera, Uruguay, Città del Vaticano e Venezuela.
Euronews 21.01.2012
Cittadini turchi in piazza a Parigi contro la legge sul genocidio armeno
I cittadini turchi tornano a scendere in piazza a
Parigi contro la legge sul genocidio armeno, in discussione al Senato francese
lunedì. Provenienti da diversi Paesi europei, in più di cento si sono dati
appuntamento nella capitale in un nuovo tentativo di convincere i senatori a
votare contro.
Molti turchi lo considerano un tentativo del
presidente Nicolas Sarkozy di conquistare l’elettorato armeno in vista delle
prossime presidenziali: “Sono gli storici che devono fare ricerca nei due Paesi,
non solo in uno – dice un manifestante -. La parlamentare che ha proposto la
legge è andata in Armenia, d’accordo, ma perché non è andata ad Ankara, per dare
un’occhiata agli archivi turchi?”
Il testo – che prevede un anno di carcere e una
multa di quarantacinquemila euro per chi nega il genocidio degli armeni del 1915
– è già passato al vaglio dell’Assemblea Nazionale a fine dicembre, scatenando
una grave crisi diplomatica tra Ankara e Parigi. Il ministro degli Esteri turco
ha esortato il Senato a respingere il progetto di legge.
Lapresse 21.01.12
Francia, turchi marciano a Parigi contro legge su
genocidio armeni
Parigi (Francia), 21 gen. (LaPresse/AP) - Migliaia
di turchi hanno sfilato a Parigi per protestare contro la proposta di legge che
renderebbe reato negare il genocidio degli armeni del 1915. Sventolando le
bandiere del proprio Paese, hanno marciato diretti verso il Senato, dove lunedì
si dibatterà la proposta passata a dicembre alla Camera bassa. Sugli striscioni
che portavano si leggeva: 'No alla legge della vergogna di Sarkozy' e 'La storia
agli storici'. Secondo gli oppositori alla legge, il suo vero obiettivo sarebbe
assicurare al presidente Nicolas Sarkozy i voti dei francesi armeni alle
elezioni presidenziali. Ankara ha reagito all'approvazione di dicembre
sospendendo la cooperazione militare ed economica con Parigi.
Ansa 20.01.2012
Francia-Turchia: armeni: Erdogan, legge e'
incostituzionale. Monito premier e ministro Esteri a senatori, non votatela.
(ANSAmed) - ANKARA, 20 GEN - Il premier turco
Recep Tayip Erdogan ed il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, hanno
sottolineato una presunta incostituzionalita' della proposta di legge francese
per punire la negazione del genocidio degli armeni del 1915 e hanno esortato il
Senato di Parigi a respingerla.
Riferendosi ad un recente voto avvenuto in una commissione del Senato francese,
Erdogan parlando in tv, ha detto che il pronunciamento dimostra come la proposta
di legge sia incostituzionale. ''Credo che il Senato francese terra' conto della
decisione della Commissione'', ha detto il premier come riferisce l'agenzia
turca Anadolu.
''Questa decisione non sopravvivera''', ha affermato da parte sua oggi il
ministro degli Esteri Davutoglu rispondendo a una domanda in una conferenza
stampa indetta su un altro tema ad Ankara e riferendosi a possibili ricorsi
costituzionali.
''Invitiamo ogni senatore francese, prima di prendere una decisione, a
riflettere, tralasciando ogni interesse politico di parte'', ha detto ancora il
ministro come riferisce l'Anadolu: ''Prima di tutto - ha detto ancora - ci
aspettiamo che il signor Sarkozy, il suo partito e il Senato francese rispettino
i valori europei''. Un voto favorevole alla legge, ha sostenuto Davutoglu,
sarebbe ''una macchia per la storia intellettuale della Francia'' che, come
turchi, ''noi ricorderemmo sempre''.
La proposta di legge per punire con un anno di carcere e una multa di 45 mila
euro di multa chi nega i due genocidi riconosciuti dalla Francia (quello ebraico
e quello armeno) era stata approvata dall'Assemblea nazionale francese il 22
dicembre e passa al Senato lunedi'. Al centro di un attrito fra Francia e
Turchia fin dal 2001, il voto alla Camera ha causato una crisi diplomatica, con
il congelamento della cooperazione politico militare e il richiamo temporaneo
dell'ambasciatore a Parigi da parte della Turchia.
Ankara nega che i massacri di armeni compiuti sotto l'impero ottomano
rappresentino un genocidio e considera l'affermazione una grave lesione
dell'onore della nazione turca. Erdogan ha piu' volte accusato Sarkozy di voler
far varare la legge per fini elettorali legati alla comunita' armena, che in
Francia conta circa 600 mila persone.
Genocidio Armeni, Erdogan: "La legge francese è
incostituzionale" 20.01.2012
ANKARA – Il premier turco Recep Tayip Erdogan ed
il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, hanno sottolineato una presunta
incostituzionalita' della proposta di legge francese per punire la negazione del
genocidio degli armeni del 1915 e hanno esortato il Senato di Parigi a
respingerla.
Riferendosi ad un recente voto avvenuto in una
commissione del Senato francese, Erdogan parlando in tv, ha detto che il
pronunciamento dimostra come la proposta di legge sia incostituzionale. ''Credo
che il Senato francese terra' conto della decisione della Commissione'', ha
detto il premier come riferisce l'agenzia turca Anadolu.
''Questa decisione non sopravvivera''', ha
affermato da parte sua oggi il ministro degli Esteri Davutoglu rispondendo a una
domanda in una conferenza stampa indetta su un altro tema ad Ankara e
riferendosi a possibili ricorsi costituzionali. ''Invitiamo ogni senatore
francese, prima di prendere una decisione, a riflettere tralasciando ogni
interesse politico di parte'', ha detto ancora il ministro come riferisce l'Anadolu:
''prima di tutto – ha detto ancora – ci aspettiamo che il signor Sarkozy, il suo
partito e il Senato francese rispettino i valori europei''. Un voto favorevole
alla legge, ha sostenuto Davutoglu, sarebbe ''una macchia per la storia
intellettuale della Francia'' che, come turchi, ''noi ricorderemmo sempre''.
La proposta di legge per punire con un anno di
carcere e una multa di 45 mila euro di multa chi nega i due genocidi
riconosciuti dalla Francia (quello ebraico e quello armeno) era stata approvata
dall'Assemblea nazionale francese il 22 dicembre e passa al Senato lunedi'. Al
centro di un attrito fra Francia e Turchia fin dal 2001, il voto alla Camera ha
causato una crisi diplomatica con congelamento della cooperazione politico
militare e richiamo temporaneo dell'ambasciatore a Parigi da parte della
Turchia. Ankara nega che i massacri di armeni compiuti sotto l'impero ottomano
rappresentino un genocidio e considera l'affermazione una grave lesione dell'
onore della nazione turca. Erdogan ha piu' volte accusato Sarkozy di voler far
varare la legge per fini elettorali legati alla comunita' armena che in Francia
conta circa 600 mila persone.
Lettera43 20.01.2012
Armeni, continua il gelo Francia-Turchia. Lettera
diplomatica di Sarkò a Erdogan che dice «non basta».
Recep Tayyip Erdoğan
Il premier turco Recep Tayip Erdogan ed il
ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, hanno sottolineato una presunta
incostituzionalità della
proposta di legge francese per punire la negazione del genocidio degli armeni
del 1915 e
hanno esortato il Senato di Parigi a respingerla.
La manovra legislativa in oggetto prevedeva la punizione con un anno di carcere
e una multa di 45 mila euro a chi nega i due genocidi riconosciuti dalla Francia
(quello ebraico e quello armeno) ed era stata
approvata dall'Assemblea nazionale francese il 22 dicembre 2011, passando al
Senato il 16 gennaio.
CRISI DIPLOMATICA PER LEGGE FRANCESE SU NEGAZIONE GENOCIDIO ARMENI. Al centro un
attrito fra Francia e Turchia che è iniziato sin dal 2011, e si è inasprito con
il voto alla Camera che ha causato una freddura totale tra i due Stati con
congelamento della cooperazione politico militare e un richiamo temporaneo
dell'ambasciatore a Parigi da parte della Turchia. Ankara ha negato che i
massacri di armeni compiuti sotto l'impero ottomano rappresentino un genocidio e
ha considerato l'affermazione una grave lesione dell' onore della nazione turca.
ERDOGAN: « PER SARKÒ, QUESTA LEGGE È CAMPAGNA ELETTORALE». Erdogan ha più volte
accusato Sarkozy di voler far varare la legge per fini elettorali legati alla
comunità armena che in Francia conterebbe circa 600 mila persone.
Inoltre riferendosi ad un recente voto avvenuto in una commissione del Senato
francese,
Erdogan ha dichiarato che la proposta di legge sia incostituzionale. Il
premier ha comunque espresso, parlando con l'agenzia turca Anadolu, ancora
fiducia nei confronti dei cugini d'oltrealpe: «Credo che il Senato francese
terrà conto della decisione della Commissione».
Della stessa opinione anche il ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu: «Questa
decisione non è destinata a sopravvivere» ha detto, rispondendo a una domanda in
una conferenza stampa indetta su un altro tema ad Ankara e riferendosi a
possibili ricorsi costituzionali.
MINISTRO ESTERI TURCO: «ONORARE VALORI EUROPEI». Il ministro ha anche aggiunto:
«Abbiamo invitato ogni senatore francese, prima di prendere una decisione, a
riflettere tralasciando ogni interesse politico di parte, prima di tutto ci
aspetteremmo che il signor Sarkozy, il suo partito e il Senato francese
rispettino i valori europei».
Un voto favorevole alla legge, ha sostenuto Davutoglu, sarebbe «una macchia per
la storia intellettuale della Francia che, come turchi, noi ricorderemmo
sempre».
Il tentativo di Sarkozy: una lettera per la fine
della discordia
Nicolas Sarkozy
Il presidente francese, di tutta risposta, avrebbe
scritto una missiva al premier Recep Tayyip Erdogan nel tentativo, subito
respinto da Ankara, di ricomporre la crisi politica creata fra i due Paesi.
Secondo il sito del quotidiano Zaman, in risposta alla lettera in cui Erdogan
chiedeva al premier di riconsiderare la controversa proposta di legge, Sarkozy
avrebbe sottolineato che la Francia ha a cuore i legami con il suo alleato
turco.
«L'iniziativa è avvenuta nel contesto di una mossa per penalizzare affermazioni
razziste e xenofobe e nel testo non è presa di mira alcuna nazione o Stato. Lo
scopo della legge che sarà applicabile in Francia e ai cittadini francesi, è
servita sia a proteggere le memorie di componenti della nostra società che hanno
portato con loro per un tempo molto lungo il sentimento della negazione di
realtà vissute dai loro antenati sia a sanare le ferite che furono loro inflitte
cento anni fa».
PREMIER FRANCESE: «NON SI VUOLE OFFENDERE ANKARA». Questa è la traduzione
letterale del testo scritto dal capo dell' Eliseo che ha cercato di venire
incontro a posizioni sostenute da Ankara, riconoscendo il «dolore patito dalla
nazione turca» durante la caduta dell' impero ottomano e gli errori compiuti
dalla Francia col commercio degli schiavi, le deportazioni degli ebrei e l'
«indicibile dolore» causato dal colonialismo in Algeria.
TURCHIA NON SI ACCONTENTA DI PAROLE, VUOLE I FATTI. Il messaggio però non è
bastato a placare il risentimento di Ankara che ha risposto duramente al
tentativo diplomatico di Sarkozy:«Nessuna opinione, nessuna lettera cambierà il
nostro punto di vista sulla questione».
Il ministro degli esteri turco, infatti, auspicherebbe che la proposta di legge
cada, come avvenne dopo che era stato approvato nel 2006, ma non presentato al
Senato per l'opposizione di Sarkozy.
Non sembrerebbe, dunque, placarsi l'attrito tra Francia e Turchia, il cui
contrasto ha forse radici ben più profonde, dato che Parigi è riconosciuta come
il principale avversario di un ingresso di Ankara nell'Ue.
Ansa 20.01.12
Francia-Tirchia: Armeni; lettera di Sarkozy a
Erdogan. Presidente Francese cerca di ricucire, ma Ankara dice No.
(ANSA) - ANKARA, 20 GEN - Il presidente francese
Nicolas Sarkozy ha scritto una lettera al premier Recep Tayyip Erdogan nel
tentativo, subito respinto da Ankara, si ricomporre la crisi
politica creata fra i due paesi dal progetto di legge di Parigi per punire chi
nega il ''genocidio armeno''.
Lo riferisce il sito del quotidiano Zaman.
In risposta ad una missiva in cui Erdogan chiedeva al presidente francese di
riconsiderare la controversa proposta di legge, Sarkozy sottolinea che la
Francia ha a cuore i legami con
il suo alleato turco: ''L'iniziativa - scrive il capo dell' Eliseo secondo una
traduzione inglese del testo - avviene nel contesto di una mossa per penalizzare
affermazioni razziste e xenofobe'' e ''nel testo non e' presa di mira alcuna
nazione o stato''. ''Lo scopo della legge'' che sara' applicabile ''in
Francia e ai cittadini francesi'', scrive ancora Sarkozy, serve sia ''a
proteggere le memorie di componenti della nostra societa' che hanno portato con
loro per un tempo molto lungo il
sentimento della negazione di realta' vissute dai loro antenati'', sia ''a
sanare le ferite che furono loro inflitte cento anni fa''. Il presidente
francese, venendo incontro a posizioni sostenute da Ankara, fra l'altro ha
riconosciuto il ''dolore patito dalla nazione turca'' durante la caduta dell'
impero ottomano e gli errori compiuti dalla Francia col commercio degli schiavi,
le deportazioni degli ebrei e, come
gia' fatto nel 2007, l' ''indicibile dolore'' causato dal colonialismo in
Algeria.
La missiva pero' non basta a placare il risentimento di Ankara: ''nessuna
opinione, nessuna lettera cambiera' il nostro punto di vista sulla questione'',
ha detto il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu riferendosi alla richiesta
turca di far cadere ancora una volta il progetto di legge come avvenne dopo
che era stato approvato nel 2006 ma non presentato al Senato per l'opposizione
di Sarkozy.
Francia e Turchia sono in attrito anche perche' Parigi e' il principale
avversario di un ingresso di Ankara nell'Ue.
AGI 20.01.12
Armeni: Legge Genocidio; Srakozy a Turchia,
“Ragione Prevalga”
(AGI/AFP) - Ankara, 20 gen. - Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha
inviato una lettera al premier turco, Recep Tayyip Erdogan, in cui ha chiesto
"dialogo" e "raziocinio" sulla questione della legge sul genocidio armeno, in
dirittura d'arrivo nel Parlamento francese. Il testo prevede carcere e multe per
chi nega il massacro degli armeni compiuto dai Giovani Turchi nel 1015 ed e'
fortemente osteggiato da Ankara.
Gia' approvato dalla Camera bassa del Parlamento francese, verra' esaminato dal
Senato lunedi' prossimo.
"Spero che la ragione prevalga e che il nostro
dialogo possa andare avanti, come alleati e Paesi amici", ha scritto il titolare
dell'Eliseo. Nella lettera, diffusa dall'ambasciata francese ad Ankara, il
presidente Sarkozy precisa che la legge non e' contro "uno Stato o un popolo
particolari". (AGI)
Asca 20.01.12
Turchia: Sarkozy promuove dialogo tra Parigi e
Ankara su negazionismo Asca
(ASCA-AFP) - Ankara, 20 gen - Nicolas Sarkozy auspica una pronta intesa tra
Francia e Turchia sulla questione armena, all'insegna del ''raziocinio e del
dialogo''.
In una lettera inviata al Primo Ministro turco Erdogan, il Presidente francese
esprime il suo desiderio ''che la ragione prevalga e il nostro dialogo possa
continuare, come si addice
a due stati alleati''.
Il senato francese discutera' lunedi' sulla proposta di legge, gia' votata dalla
Camera, che punisce i negazionisti dei genocidi, tra cui quello armeno
perpetrato dall'Impero Ottomano, provvedimento che ha fatto infuriare il governo
di Ankara.
Il Levante.it 18.01.12
Legge sul genocidio: Erdogan accusa la Francia di
genocidio in Algeria
di Sabrina Iannazzone
Il primo ministro turco Erdogan non ha esitato a
reagire alla legge approvata dalla Camera francese lo scorso 22 dicembre, che
mira a punire, con un’ammenda pecuniaria e la reclusione fino ad un anno,
chiunque neghi i genocidi ufficialmente riconosciuti. Tra questi anche quello
armeno, perpetuato dai Turchi ottomani negli anni tra il 1915-17.
Effettivamente, la Turchia non ha mai ammesso che le tragiche morti di quegli
anni siano state causate dalle proprie mani su base volontaria e tuttora il
codice penale, all'art. 301, punisce chiunque offenda l'identità turca. Cosa che
ha reso a scrittori e giornalisti molto difficile parlare liberamente di fatti
realmente accaduti e, ancor più, di definirli un genocidio. Ma Erdogan ha
risposto, colpendo in pieno il tallone d’Achille francese. Negli anni della
lotta algerina contro la dominazione coloniale francese, conclusasi con
l’indipendenza dell’Algeria nel 1962, i Francesi hanno massacrato il 15% della
popolazione algerina. Si è trattato, dunque, di un vero e proprio genocidio.
Non è la prima volta che la questione armena
genera così ampie polemiche; già nel 2001 e nel 2006, lo stesso testo di legge
era stato posto all’attenzione del Parlamento francese, ma non ha mai ottenuto
l’approvazione del Senato, probabilmente a causa del rischio delle possibili
conseguenze di un’approvazione definitiva: la rottura delle relazioni
diplomatiche, politiche e militari tra Francia e Turchia. Situazione che si
ripresenta anche oggi che Erdogan richiama ad Ankara l’ambasciatore turco a
Parigi, vieta ai mezzi militari francesi di atterrare o sbarcare in Turchia e
minaccia di ricorrere ad ulteriori azioni, se il Senato dovesse decidere di
approvare il disegno di legge. Anche Barack Obama due anni fa era pronto a far
elaborare un disegno di legge che riconoscesse in maniera ufficiale una serie di
genocidi, ma non ha mai realizzato questa idea, spinto dai buoni propositi
manifestati dalla Turchia, che allo stesso tempo firmava alcuni protocolli a
favore della riapertura dei confini e delle relazioni formali con l’Armenia.
Sarkozy è stato accusato di voler sfruttare la
questione del genocidio, in vista delle prossime elezioni politiche che lo
vedranno coinvolto, per assicurarsi i voti della numerosa comunità armena
residente in Francia. Ma non si tratta ora di fare un processo alle intenzioni,
né al presidente francese, né a quello turco, e tantomeno non si può riscrivere
la storia del colonialismo francese o dell’impero ottomano. Ciò che resta al
centro del dibattito è la democraticità di questa legge. Il governo turco è
spesso nel mirino, a causa di un’informazione non totalmente libera nel Paese,
in contrasto con quanto affermato dalla Convenzione europea in materia di
diritti dell’uomo e libertà di espressione. Siamo sicuri,però, che anche
l’attuale proposta di legge francese non violi lo stesso principio? Quale Paese
ha il diritto di punire un altro, sulla base della sua non adesione alla
versione ufficiale della storia? Del resto, anche la Francia vede soltanto gli
aspetti positivi della sua epoca coloniale, tralasciando di riconoscerne invece
i lati più oscuri e umilianti. Così, per la Turchia l’eliminazione della
comunità armena non è stata frutto di un genocidio ma delle problematiche
relative alla Prima Guerra mondiale.
La legge non potrà dare ragione o torto a nessuno dei due Stati, ma non farà
altro che riaprire un vecchio dibattito, sul diritto di un Paese di stabilire la
verità storica e su quello dei singoli di dissentire dall’opinione comune.
Difatti, si parlò di contravvenzione alla libertà di espressione anche quando in
Francia fu votata la legge Gayssot nel 1990, che sanzionava penalmente le tesi
revisioniste, cioè quelle appoggiate da chi metteva in dubbio o negava i crimini
contro l’umanità, secondo quelli definiti come tali dal tribunale militare
internazionale di Norimberga. Perciò, oggi, questa legge, definita dallo stesso
Juppé inutile e controproducente, rischia soltanto di alzare un enorme
polverone, che spazzerà via l’alleanza economica tra Turchia e Francia, senza
risolvere questioni pratiche o riconoscere qualche diritto ai soggetti lesi.
La Voce della Russia 17.01.12
Sempre piu’ gelo con Parigi. Un errore grossolano
di Ankara
Fra pochi giorni il Senato francese esaminera’ il
progetto di legge sulla responsabilita’ penale per la negazione del genocidio
armeno in Turchia nel 1915.Fra Parigi ed Ankara e’ sempre piu’ gelo
Il premier turco Erdogan ha accusato la Francia di
aver massacrato gli algerini.
Il primo ministro dell’Algeria, Ahmed Ouyahia, ha
pero’ chiesto ad Ankara: non tirateci in ballo.
Per ora sul fronte diplomatico c’e’ una pausa, si
gioca ribattezzando le strade. Ad Ankara la Via di Parigi adesso si chiama Via
Algerina. Qui si trova l’ambasciata francese ed e’ stato deciso di costruire
accanto un colossale monumento alle vittime del popolo algerino.
Si vorrebbe anche dare un nome nuovo alla Via di
Charles de Gaulle, ma per il momento non e’ stato ancora trovato un apposito
eroe nelle file della resistenza algerina.
Questa risposta simmetrica, secondo il professor
Aleksandr Sotnicenko, dell’Universita’ di San Pietroburgo, e’ un grave errore di
Ankara:
E’ un errore politico. L’Algeria e la Francia gia’
da tempo hanno trovato un’accordo su questi problemi dolorosi. Benche’ si sia
trattato di una lunga guerra che ha imposto all’indipendenza con un prezzo
altissimo, Algeri e Parigi non sollevano mai la questione. Sono stati stabiliti
dei stretti rapporti in politica, economia, nella sfera culturale che nessuno
vuole rivedere. Per la Turchia invece la questione del genocidio armeno e’ una
delle piu’ importanti, in quanto rappresenta il maggior ostacolo sulla via della
Turchia verso l’Unione Europea.
Comunque, dice l’esperto, l’Europa ha gia’ deciso
di non darle via libera. E Sarkozy vuole soltanto giocare la carta
dell’euroscetticismo alla vigilia delle presidenziali.
Intanto il progetto di legge era stato approvato a
maggioranza straripante nella Camera Bassa, in quanto c’e’ tanto bisogno di
conquistare le simpatie della numerosa comunita’ armena. E’ altrettanto molto
rappresentantiva la comunita’ algerina, per questo Parigi non ha reagito alle
clamorose dichiarazioni di Ankara.
E cosi’ anche la Turchia e’ costretta a star
zitta:
Ankara, dice il politologo Stanislav Tarasov, ha
deciso di mettere in gioco la carta algerina. Ed e’ stato un fallimento. Algeri
ha potuto rispondere molto bene. Se domani la Turchia vorra’ insegnare
all’Egitto, cos’e’ la democrazia, avra’ anche qui una risposta sgradevole.
Altrettanto con la Tunisia. Cosi’ i paesi arabi faranno capire che non bisogna
giocare con le carte altrui. Sarebbe meglio affrontare i problemi in casa
propria. Per di piu’, in Europa un paese dopo l’altro riconosce il genocidio
degli armeni.
Adesso questi paesi sono venti, fra cui la Russia. |