Francia -Turchia e la legge sul genocidio. Rassegna Stampa 20 e 21 gennaio 2012

Ticinoonline  21.01.2012

Genocidio armeno. A Parigi riuniti migliaia di manifestanti turchi

Migliaia di persone d’origine turca, provenienti in prevalenza dalla Francia, dal Belgio, dai Paesi Bassi e dal Lussemburgo, hanno manifestato sabato 21 gennaio a Parigi contro il voto previsto lunedì al Senato francese di una legge che penalizza la negazione del genocidio armeno del 1915.
“Manifestiamo per denunciare questa persecuzione. Sta succedendo qualcosa di molto grave – ha spiegato Ahmet Ogras, uno degli organizzatori della protesta – Gli armeni esercitano un lobbismo presso i senatori, sulla cui testa pende una spada di Damocle, sia che si pronuncino a favore o contro questa legge.”

La proposta di legge ha provocato una seria crisi diplomatca tra Parigi e Ankara; il suo testo prevede di punire con un anno di carcere e 45’000 euro di multa chi nega un genocidio riconosciuto dalla legge francese, come appunto il genocidio armeno.
All’inizio del 20esimo secolo, nell’Impero ottomano si contavano circa 2 milioni di armeni in maggioranza cristiano-ortodossi. Erano sostenuti dalla Russia nella loro lotta per l’indipendenza, poiché la Russia aspirava ad indebolire l’Impero ottomano per annetterne dei territori.
Nel 1915 migliaia e migliaia di armeni vennero deportati verso i campi di concentramento nell’interno dell’Anatolia (l’odierna Turchia asiatica). Queste cosidette marce della morte, organizzate con la supervisione di ufficiali dell’esercito tedesco in collegamento con l’esercito turco, coinvolsero oltre un milione di persone e centinaia di migliaia di deportati morirono per fame, malattia o sfinimento.
A questo si fa riferimento quando si parla di “secondo genocidio armeno.”
Il “primo genocidio armeno” ebbe luogo fra il 1894 e il 1896, quando migliaia di armeni vennero uccisi a seguito di una ribellione contro l’autorità ottomana.
A tutt’oggi sono 20 gli Stati che hanno ufficialmente riconosciuto il genocidio armeno (il primo e il secondo): Argentina, Armenia, Belgio, Canada, Cile, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Libano, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Uruguay, Città del Vaticano e Venezuela.


Euronews 21.01.2012

Cittadini turchi in piazza a Parigi contro la legge sul genocidio armeno

I cittadini turchi tornano a scendere in piazza a Parigi contro la legge sul genocidio armeno, in discussione al Senato francese lunedì. Provenienti da diversi Paesi europei, in più di cento si sono dati appuntamento nella capitale in un nuovo tentativo di convincere i senatori a votare contro.

Molti turchi lo considerano un tentativo del presidente Nicolas Sarkozy di conquistare l’elettorato armeno in vista delle prossime presidenziali: “Sono gli storici che devono fare ricerca nei due Paesi, non solo in uno – dice un manifestante -. La parlamentare che ha proposto la legge è andata in Armenia, d’accordo, ma perché non è andata ad Ankara, per dare un’occhiata agli archivi turchi?”

Il testo – che prevede un anno di carcere e una multa di quarantacinquemila euro per chi nega il genocidio degli armeni del 1915 – è già passato al vaglio dell’Assemblea Nazionale a fine dicembre, scatenando una grave crisi diplomatica tra Ankara e Parigi. Il ministro degli Esteri turco ha esortato il Senato a respingere il progetto di legge.


Lapresse 21.01.12

Francia, turchi marciano a Parigi contro legge su genocidio armeni

Parigi (Francia), 21 gen. (LaPresse/AP) - Migliaia di turchi hanno sfilato a Parigi per protestare contro la proposta di legge che renderebbe reato negare il genocidio degli armeni del 1915. Sventolando le bandiere del proprio Paese, hanno marciato diretti verso il Senato, dove lunedì si dibatterà la proposta passata a dicembre alla Camera bassa. Sugli striscioni che portavano si leggeva: 'No alla legge della vergogna di Sarkozy' e 'La storia agli storici'. Secondo gli oppositori alla legge, il suo vero obiettivo sarebbe assicurare al presidente Nicolas Sarkozy i voti dei francesi armeni alle elezioni presidenziali. Ankara ha reagito all'approvazione di dicembre sospendendo la cooperazione militare ed economica con Parigi.


Ansa 20.01.2012

Francia-Turchia: armeni: Erdogan, legge e' incostituzionale. Monito premier e ministro Esteri a senatori, non votatela.

(ANSAmed) - ANKARA, 20 GEN - Il premier turco Recep Tayip Erdogan ed il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, hanno sottolineato una presunta incostituzionalita' della proposta di legge francese per punire la negazione del genocidio degli armeni del 1915 e hanno esortato il Senato di Parigi a respingerla.
Riferendosi ad un recente voto avvenuto in una commissione del Senato francese, Erdogan parlando in tv, ha detto che il pronunciamento dimostra come la proposta di legge sia incostituzionale. ''Credo che il Senato francese terra' conto della decisione della Commissione'', ha detto il premier come riferisce l'agenzia turca Anadolu.
''Questa decisione non sopravvivera''', ha affermato da parte sua oggi il ministro degli Esteri Davutoglu rispondendo a una domanda in una conferenza stampa indetta su un altro tema ad Ankara e riferendosi a possibili ricorsi costituzionali.
''Invitiamo ogni senatore francese, prima di prendere una decisione, a riflettere, tralasciando ogni interesse politico di parte'', ha detto ancora il ministro come riferisce l'Anadolu: ''Prima di tutto - ha detto ancora - ci aspettiamo che il signor Sarkozy, il suo partito e il Senato francese rispettino i valori europei''. Un voto favorevole alla legge, ha sostenuto Davutoglu, sarebbe ''una macchia per la storia intellettuale della Francia'' che, come turchi, ''noi ricorderemmo sempre''.
La proposta di legge per punire con un anno di carcere e una multa di 45 mila euro di multa chi nega i due genocidi riconosciuti dalla Francia (quello ebraico e quello armeno) era stata approvata dall'Assemblea nazionale francese il 22 dicembre e passa al Senato lunedi'. Al centro di un attrito fra Francia e Turchia fin dal 2001, il voto alla Camera ha causato una crisi diplomatica, con il congelamento della cooperazione politico militare e il richiamo temporaneo dell'ambasciatore a Parigi da parte della Turchia.
Ankara nega che i massacri di armeni compiuti sotto l'impero ottomano rappresentino un genocidio e considera l'affermazione una grave lesione dell'onore della nazione turca. Erdogan ha piu' volte accusato Sarkozy di voler far varare la legge per fini elettorali legati alla comunita' armena, che in Francia conta circa 600 mila persone.


Genocidio Armeni, Erdogan: "La legge francese è incostituzionale" 20.01.2012

ANKARA – Il premier turco Recep Tayip Erdogan ed il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, hanno sottolineato una presunta incostituzionalita' della proposta di legge francese per punire la negazione del genocidio degli armeni del 1915 e hanno esortato il Senato di Parigi a respingerla.

Riferendosi ad un recente voto avvenuto in una commissione del Senato francese, Erdogan parlando in tv, ha detto che il pronunciamento dimostra come la proposta di legge sia incostituzionale. ''Credo che il Senato francese terra' conto della decisione della Commissione'', ha detto il premier come riferisce l'agenzia turca Anadolu.

''Questa decisione non sopravvivera''', ha affermato da parte sua oggi il ministro degli Esteri Davutoglu rispondendo a una domanda in una conferenza stampa indetta su un altro tema ad Ankara e riferendosi a possibili ricorsi costituzionali. ''Invitiamo ogni senatore francese, prima di prendere una decisione, a riflettere tralasciando ogni interesse politico di parte'', ha detto ancora il ministro come riferisce l'Anadolu: ''prima di tutto – ha detto ancora – ci aspettiamo che il signor Sarkozy, il suo partito e il Senato francese rispettino i valori europei''. Un voto favorevole alla legge, ha sostenuto Davutoglu, sarebbe ''una macchia per la storia intellettuale della Francia'' che, come turchi, ''noi ricorderemmo sempre''.

La proposta di legge per punire con un anno di carcere e una multa di 45 mila euro di multa chi nega i due genocidi riconosciuti dalla Francia (quello ebraico e quello armeno) era stata approvata dall'Assemblea nazionale francese il 22 dicembre e passa al Senato lunedi'. Al centro di un attrito fra Francia e Turchia fin dal 2001, il voto alla Camera ha causato una crisi diplomatica con congelamento della cooperazione politico militare e richiamo temporaneo dell'ambasciatore a Parigi da parte della Turchia. Ankara nega che i massacri di armeni compiuti sotto l'impero ottomano rappresentino un genocidio e considera l'affermazione una grave lesione dell' onore della nazione turca. Erdogan ha piu' volte accusato Sarkozy di voler far varare la legge per fini elettorali legati alla comunita' armena che in Francia conta circa 600 mila persone.


Lettera43 20.01.2012

Armeni, continua il gelo Francia-Turchia. Lettera diplomatica di Sarkò a Erdogan che dice «non basta».

Recep Tayyip Erdoğan

Il premier turco Recep Tayip Erdogan ed il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, hanno sottolineato una presunta incostituzionalità della proposta di legge francese per punire la negazione del genocidio degli armeni del 1915 e hanno esortato il Senato di Parigi a respingerla.
La manovra legislativa in oggetto prevedeva la punizione con un anno di carcere e una multa di 45 mila euro a chi nega i due genocidi riconosciuti dalla Francia (quello ebraico e quello armeno) ed era stata approvata dall'Assemblea nazionale francese il 22 dicembre 2011, passando al Senato il 16 gennaio.
CRISI DIPLOMATICA PER LEGGE FRANCESE SU NEGAZIONE GENOCIDIO ARMENI. Al centro un attrito fra Francia e Turchia che è iniziato sin dal 2011, e si è inasprito con il voto alla Camera che ha causato una freddura totale tra i due Stati con congelamento della cooperazione politico militare e un richiamo temporaneo dell'ambasciatore a Parigi da parte della Turchia. Ankara ha negato che i massacri di armeni compiuti sotto l'impero ottomano rappresentino un genocidio e ha considerato l'affermazione una grave lesione dell' onore della nazione turca.
ERDOGAN: « PER SARKÒ, QUESTA LEGGE È CAMPAGNA ELETTORALE». Erdogan ha più volte accusato Sarkozy di voler far varare la legge per fini elettorali legati alla comunità armena che in Francia conterebbe circa 600 mila persone.
Inoltre riferendosi ad un recente voto avvenuto in una commissione del Senato francese, Erdogan ha dichiarato che la proposta di legge sia incostituzionale. Il premier ha comunque espresso, parlando con l'agenzia turca Anadolu, ancora fiducia nei confronti dei cugini d'oltrealpe: «Credo che il Senato francese terrà conto della decisione della Commissione».
Della stessa opinione anche il ministro degli Esteri Ahmet Davutoğlu: «Questa decisione non è destinata a sopravvivere» ha detto, rispondendo a una domanda in una conferenza stampa indetta su un altro tema ad Ankara e riferendosi a possibili ricorsi costituzionali.
MINISTRO ESTERI TURCO: «ONORARE VALORI EUROPEI». Il ministro ha anche aggiunto: «Abbiamo invitato ogni senatore francese, prima di prendere una decisione, a riflettere tralasciando ogni interesse politico di parte, prima di tutto ci aspetteremmo che il signor Sarkozy, il suo partito e il Senato francese rispettino i valori europei».
Un voto favorevole alla legge, ha sostenuto Davutoglu, sarebbe «una macchia per la storia intellettuale della Francia che, come turchi, noi ricorderemmo sempre».

Il tentativo di Sarkozy: una lettera per la fine della discordia

Nicolas Sarkozy

Il presidente francese, di tutta risposta, avrebbe scritto una missiva al premier Recep Tayyip Erdogan nel tentativo, subito respinto da Ankara, di ricomporre la crisi politica creata fra i due Paesi.
Secondo il sito del quotidiano Zaman, in risposta alla lettera in cui Erdogan chiedeva al premier di riconsiderare la controversa proposta di legge, Sarkozy avrebbe sottolineato che la Francia ha a cuore i legami con il suo alleato turco.
«L'iniziativa è avvenuta nel contesto di una mossa per penalizzare affermazioni razziste e xenofobe e nel testo non è presa di mira alcuna nazione o Stato. Lo scopo della legge che sarà applicabile in Francia e ai cittadini francesi, è servita sia a proteggere le memorie di componenti della nostra società che hanno portato con loro per un tempo molto lungo il sentimento della negazione di realtà vissute dai loro antenati sia a sanare le ferite che furono loro inflitte cento anni fa».
PREMIER FRANCESE: «NON SI VUOLE OFFENDERE ANKARA». Questa è la traduzione letterale del testo scritto dal capo dell' Eliseo che ha cercato di venire incontro a posizioni sostenute da Ankara, riconoscendo il «dolore patito dalla nazione turca» durante la caduta dell' impero ottomano e gli errori compiuti dalla Francia col commercio degli schiavi, le deportazioni degli ebrei e l' «indicibile dolore» causato dal colonialismo in Algeria.
TURCHIA NON SI ACCONTENTA DI PAROLE, VUOLE I FATTI. Il messaggio però non è bastato a placare il risentimento di Ankara che ha risposto duramente al tentativo diplomatico di Sarkozy:«Nessuna opinione, nessuna lettera cambierà il nostro punto di vista sulla questione».
Il ministro degli esteri turco, infatti, auspicherebbe che la proposta di legge cada, come avvenne dopo che era stato approvato nel 2006, ma non presentato al Senato per l'opposizione di Sarkozy.
Non sembrerebbe, dunque, placarsi l'attrito tra Francia e Turchia, il cui contrasto ha forse radici ben più profonde, dato che Parigi è riconosciuta come il principale avversario di un ingresso di Ankara nell'Ue.


Ansa 20.01.12

Francia-Tirchia: Armeni; lettera di Sarkozy a Erdogan. Presidente Francese cerca di ricucire, ma Ankara dice No.

(ANSA) - ANKARA, 20 GEN - Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha scritto una lettera al premier Recep Tayyip Erdogan nel tentativo, subito respinto da Ankara, si ricomporre la crisi
politica creata fra i due paesi dal progetto di legge di Parigi per punire chi nega il ''genocidio armeno''.
Lo riferisce il sito del quotidiano Zaman.
In risposta ad una missiva in cui Erdogan chiedeva al presidente francese di riconsiderare la controversa proposta di legge, Sarkozy sottolinea che la Francia ha a cuore i legami con
il suo alleato turco: ''L'iniziativa - scrive il capo dell' Eliseo secondo una traduzione inglese del testo - avviene nel contesto di una mossa per penalizzare affermazioni razziste e xenofobe'' e ''nel testo non e' presa di mira alcuna nazione o stato''. ''Lo scopo della legge'' che sara' applicabile ''in
Francia e ai cittadini francesi'', scrive ancora Sarkozy, serve sia ''a proteggere le memorie di componenti della nostra societa' che hanno portato con loro per un tempo molto lungo il
sentimento della negazione di realta' vissute dai loro antenati'', sia ''a sanare le ferite che furono loro inflitte cento anni fa''. Il presidente francese, venendo incontro a posizioni sostenute da Ankara, fra l'altro ha riconosciuto il ''dolore patito dalla nazione turca'' durante la caduta dell' impero ottomano e gli errori compiuti dalla Francia col commercio degli schiavi, le deportazioni degli ebrei e, come
gia' fatto nel 2007, l' ''indicibile dolore'' causato dal colonialismo in Algeria.
La missiva pero' non basta a placare il risentimento di Ankara: ''nessuna opinione, nessuna lettera cambiera' il nostro punto di vista sulla questione'', ha detto il ministro degli esteri Ahmet Davutoglu riferendosi alla richiesta turca di far cadere ancora una volta il progetto di legge come avvenne dopo
che era stato approvato nel 2006 ma non presentato al Senato per l'opposizione di Sarkozy.
Francia e Turchia sono in attrito anche perche' Parigi e' il principale avversario di un ingresso di Ankara nell'Ue.


AGI 20.01.12

Armeni: Legge Genocidio; Srakozy a Turchia, “Ragione Prevalga”
(AGI/AFP) - Ankara, 20 gen. - Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha inviato una lettera al premier turco, Recep Tayyip Erdogan, in cui ha chiesto "dialogo" e "raziocinio" sulla questione della legge sul genocidio armeno, in dirittura d'arrivo nel Parlamento francese. Il testo prevede carcere e multe per chi nega il massacro degli armeni compiuto dai Giovani Turchi nel 1015 ed e' fortemente osteggiato da Ankara.
Gia' approvato dalla Camera bassa del Parlamento francese, verra' esaminato dal Senato lunedi' prossimo.

"Spero che la ragione prevalga e che il nostro dialogo possa andare avanti, come alleati e Paesi amici", ha scritto il titolare dell'Eliseo. Nella lettera, diffusa dall'ambasciata francese ad Ankara, il presidente Sarkozy precisa che la legge non e' contro "uno Stato o un popolo particolari". (AGI)


Asca 20.01.12

Turchia: Sarkozy promuove dialogo tra Parigi e Ankara su negazionismo Asca
(ASCA-AFP) - Ankara, 20 gen - Nicolas Sarkozy auspica una pronta intesa tra Francia e Turchia sulla questione armena, all'insegna del ''raziocinio e del dialogo''.
In una lettera inviata al Primo Ministro turco Erdogan, il Presidente francese esprime il suo desiderio ''che la ragione prevalga e il nostro dialogo possa continuare, come si addice
a due stati alleati''.
Il senato francese discutera' lunedi' sulla proposta di legge, gia' votata dalla Camera, che punisce i negazionisti dei genocidi, tra cui quello armeno perpetrato dall'Impero Ottomano, provvedimento che ha fatto infuriare il governo di Ankara.


Il Levante.it 18.01.12

Legge sul genocidio: Erdogan accusa la Francia di genocidio in Algeria

di Sabrina Iannazzone

Il primo ministro turco Erdogan non ha esitato a reagire alla legge approvata dalla Camera francese lo scorso 22 dicembre, che mira a punire, con un’ammenda pecuniaria e la reclusione fino ad un anno, chiunque neghi i genocidi ufficialmente riconosciuti. Tra questi anche quello armeno, perpetuato dai Turchi ottomani negli anni tra il 1915-17. Effettivamente, la Turchia non ha mai ammesso che le tragiche morti di quegli anni siano state causate dalle proprie mani su base volontaria e tuttora il codice penale, all'art. 301, punisce chiunque offenda l'identità turca. Cosa che ha reso a scrittori e giornalisti molto difficile parlare liberamente di fatti realmente accaduti e, ancor più, di definirli un genocidio. Ma Erdogan ha risposto, colpendo in pieno il tallone d’Achille francese. Negli anni della lotta algerina contro la dominazione coloniale francese, conclusasi con l’indipendenza dell’Algeria nel 1962, i Francesi hanno massacrato il 15% della popolazione algerina. Si è trattato, dunque, di un vero e proprio genocidio.

Non è la prima volta che la questione armena genera così ampie polemiche; già nel 2001 e nel 2006, lo stesso testo di legge era stato posto all’attenzione del Parlamento francese, ma non ha mai ottenuto l’approvazione del Senato, probabilmente a causa del rischio delle possibili conseguenze di un’approvazione definitiva: la rottura delle relazioni diplomatiche, politiche e militari tra Francia e Turchia. Situazione che si ripresenta anche oggi che Erdogan richiama ad Ankara l’ambasciatore turco a Parigi, vieta ai mezzi militari francesi di atterrare o sbarcare in Turchia e minaccia di ricorrere ad ulteriori azioni, se il Senato dovesse decidere di approvare il disegno di legge. Anche Barack Obama due anni fa era pronto a far elaborare un disegno di legge che riconoscesse in maniera ufficiale una serie di genocidi, ma non ha mai realizzato questa idea, spinto dai buoni propositi manifestati dalla Turchia, che allo stesso tempo firmava alcuni protocolli a favore della riapertura dei confini e delle relazioni formali con l’Armenia.

Sarkozy è stato accusato di voler sfruttare la questione del genocidio, in vista delle prossime elezioni politiche che lo vedranno coinvolto, per assicurarsi i voti della numerosa comunità armena residente in Francia. Ma non si tratta ora di fare un processo alle intenzioni, né al presidente francese, né a quello turco, e tantomeno non si può riscrivere la storia del colonialismo francese o dell’impero ottomano. Ciò che resta al centro del dibattito è la democraticità di questa legge. Il governo turco è spesso nel mirino, a causa di un’informazione non totalmente libera nel Paese, in contrasto con quanto affermato dalla Convenzione europea in materia di diritti dell’uomo e libertà di espressione. Siamo sicuri,però, che anche l’attuale proposta di legge francese non violi lo stesso principio? Quale Paese ha il diritto di punire un altro, sulla base della sua non adesione alla versione ufficiale della storia? Del resto, anche la Francia vede soltanto gli aspetti positivi della sua epoca coloniale, tralasciando di riconoscerne invece i lati più oscuri e umilianti. Così, per la Turchia l’eliminazione della comunità armena non è stata frutto di un genocidio ma delle problematiche relative alla Prima Guerra mondiale.
La legge non potrà dare ragione o torto a nessuno dei due Stati, ma non farà altro che riaprire un vecchio dibattito, sul diritto di un Paese di stabilire la verità storica e su quello dei singoli di dissentire dall’opinione comune. Difatti, si parlò di contravvenzione alla libertà di espressione anche quando in Francia fu votata la legge Gayssot nel 1990, che sanzionava penalmente le tesi revisioniste, cioè quelle appoggiate da chi metteva in dubbio o negava i crimini contro l’umanità, secondo quelli definiti come tali dal tribunale militare internazionale di Norimberga. Perciò, oggi, questa legge, definita dallo stesso Juppé inutile e controproducente, rischia soltanto di alzare un enorme polverone, che spazzerà via l’alleanza economica tra Turchia e Francia, senza risolvere questioni pratiche o riconoscere qualche diritto ai soggetti lesi.


La Voce della Russia 17.01.12

Sempre piu’ gelo con Parigi. Un errore grossolano di Ankara

 

Fra pochi giorni il Senato francese esaminera’ il progetto di legge sulla responsabilita’ penale per la negazione del genocidio armeno in Turchia nel 1915.Fra Parigi ed Ankara e’ sempre piu’ gelo

Il premier turco Erdogan ha accusato la Francia di aver massacrato gli algerini.

Il primo ministro dell’Algeria, Ahmed Ouyahia, ha pero’ chiesto ad Ankara: non tirateci in ballo.

Per ora sul fronte diplomatico c’e’ una pausa, si gioca ribattezzando le strade. Ad Ankara la Via di Parigi adesso si chiama Via Algerina. Qui si trova l’ambasciata francese ed e’ stato deciso di costruire accanto un colossale monumento alle vittime del popolo algerino.

Si vorrebbe anche dare un nome nuovo alla Via di Charles de Gaulle, ma per il momento non e’ stato ancora trovato un apposito eroe nelle file della resistenza algerina.

Questa risposta simmetrica, secondo il professor Aleksandr Sotnicenko, dell’Universita’ di San Pietroburgo, e’ un grave errore di Ankara:

E’ un errore politico. L’Algeria e la Francia gia’ da tempo hanno trovato un’accordo su questi problemi dolorosi. Benche’ si sia trattato di una lunga guerra che ha imposto all’indipendenza con un prezzo altissimo, Algeri e Parigi non sollevano mai la questione. Sono stati stabiliti dei stretti rapporti in politica, economia, nella sfera culturale che nessuno vuole rivedere. Per la Turchia invece la questione del genocidio armeno e’ una delle piu’ importanti, in quanto rappresenta il maggior ostacolo sulla via della Turchia verso l’Unione Europea.

Comunque, dice l’esperto, l’Europa ha gia’ deciso di non darle via libera. E Sarkozy vuole soltanto giocare la carta dell’euroscetticismo alla vigilia delle presidenziali.

Intanto il progetto di legge era stato approvato a maggioranza straripante nella Camera Bassa, in quanto c’e’ tanto bisogno di conquistare le simpatie della numerosa comunita’ armena. E’ altrettanto molto rappresentantiva la comunita’ algerina, per questo Parigi non ha reagito alle clamorose dichiarazioni di Ankara.

E cosi’ anche la Turchia e’ costretta a star zitta:

Ankara, dice il politologo Stanislav Tarasov, ha deciso di mettere in gioco la carta algerina. Ed e’ stato un fallimento. Algeri ha potuto rispondere molto bene. Se domani la Turchia vorra’ insegnare all’Egitto, cos’e’ la democrazia, avra’ anche qui una risposta sgradevole. Altrettanto con la Tunisia. Cosi’ i paesi arabi faranno capire che non bisogna giocare con le carte altrui. Sarebbe meglio affrontare i problemi in casa propria. Per di piu’, in Europa un paese dopo l’altro riconosce il genocidio degli armeni.

Adesso questi paesi sono venti, fra cui la Russia.