Incontro nell’Istituto commerciale e linguistico «Marco Polo» «Genocidio degli armeni del 1915 parlarne è una grande vittoria» - Gazzettino del mezzogiorno 25.04.08

Il Parlamento europeo, nella seduta del 7 novembre 2000, riconobbe ufficialmente che lo sterminio perpetrato ai danni di circa 1.500.000 Armeni da parte del governo turco, nel 1915, fu un «genocidio». Giornata dedicata alla commemorazione delle vittime di quello che fu definito il «Grande Male» è il 24 aprile. E così ieri, anche a Bari, nell’Istituto tecnico commerciale e linguistico «Marco Polo», si è commemorato il genocidio degli armeni. L’in - contro ha riunito intorno al tavolo rappresentanti della comunità armena, come Robert Attarian, vicepresidente del Consiglio per la Comunità Armena di Roma, Edouard Tateossian, dell’associazione culturale «Italarmena », Timurian della comunità armena di Bari; studiosi (per la facoltà di Lettere dell’Università, Carlo Coppola, ricercatore di Italianistica) rappresentanti delle istituzioni (era presente Pasquale Martino, assessore comunale alla Pubblica Istruzione) e studenti.

«La caratteristica di questo genocidio è stata per troppo tempo il silenzio - ha esordito Attarian, visibilmente commosso - e il fatto che noi oggi siamo qui a parlarne è una grande vittoria». Ancora oggi la Turchia infatti nega il massacro, anche se la comunità internazionale preme per il riconoscimento. D’altro canto, come ha sottolineato Paolo Lopane, docente di diritto ed economia del «Marco Polo», «ricordare è concorrere a tenere desta la coscienza, a sgretolare il muro grigio dell’indifferenza che in tempi di Realpolitik spesso accomuna governi e masse». E proprio la scuola dovrebbe essere bacino di confronto e dialogo per non dimenticare. La comunità armena intanto ha chiesto all’amministrazione comunale di individuare un luogo nel quale apporre una stele commemorativa (una scultura alta due metri e mezzo, in pietra di Trani, già realizzata) del genocidio e l’assessore Martino si è reso disponibile ad accogliere la proposta.

L'incontro si è concluso con la proiezione del film “La masseria delle allodole” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, tratto dall’omonimo romanzo di Atonia Arslan. La pellicola che ripercorre la storia di una famiglia armena all’epoca della repressione, ha offerto un ulteriore spunto per riflettere.

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