La difficile visita di Angela Merkel in Turchia. Il Giornale - Il Velino.  29.03.2010

 

La difficile visita di Angela Merkel in Turchia.

 

Tra i molti punti di scontro, anche la questione dell'apertura di licei turchi in Germania. La cancelliera tedesca di oppone alla richiesta del premier Erdogan

 

Angela Merkel è arrivata lunedì in Turchia per una delicata visita di due giorni. Un viaggio preceduto da un botta e risposta con il premier Recep Tayyip Erdogan su più questioni, a ribadire le divergenze tra i due e annunciare un confronto ad alta tensione. La stampa turca mette le mani avanti da giorni: «Sarà una visita difficile e potrebbe accadere che le dichiarazioni gettino un'ombra sulle relazioni bilaterali», sostiene un editoriale di Millieyt.
I contrasti certo non mancano e Merkel ha ribadito nei giorni scorsi la propria convinzione che tra Turchia e Unione europea vada costruito un «partenariato privilegiato» piuttosto che puntare all'adesione vera e propria. «I negoziati per l'adesione continuano con la Turchia, ma si tratta di un processo a esito aperto», ha sottolineato il cancelliere tedesco in un'intervista al quotidiano Hurriyet.
Erdogan, in un'intervista al settimanale Der Spiegel ha ribadito la propria intransigenza sulla questione dei massacri degli armeni durante la prima guerra mondiale: «Non si può parlare di genocidio», ha detto.
Dei 35 capitoli negoziali di cui l'acquis comunitario richiede il rispetto per poter entrare nella casa europea, «la Turchia potrà negoziarne 27 o 28» in modo da assicurarsi un partenariato privilegiato con l'Ue, ha detto Merkel venerdì. Suscitando una piccata replica del ministero degli Esteri di Ankara: «Per la Turchia non esiste alcuna opzione eccetto quella della piena adesione».
Oltre alla Germania, la Francia si oppone alla prospettiva dell'adesione di un Paese di 71 milioni di abitanti, in grande maggioranza musulmani. «La cancelliera ci tiene molto al fatto che l'Europa non perda il suo carattere», ha argomentato una fonte vicina al governo tedesco in vista della visita. La questione ha un fronte interno tedesco - quello dell'assimilazione di tre milioni di turchi che vivono in Germania - evocato oggi con un altro «no» di Merkel. La cancelliera si è infatti detta contraria all'istituzione di licei turchi in Germania, respingendo la richiesta espressamente formulata dal premier turco Erdogan durante la sua visita a Berlino.
«Non serve a molto - ha spiegato il capo dell'esecutivo tedesco in un'intervista alla Passauer Neue Presse - poiché fondamentalmente i bambini e i giovani di origini turche devono frequentare scuole tedesche». «Respingo l'idea che gli scolari turchi frequentino scuole turche», in Germania, ha concluso Merkel. Erdogan si è anche lamentato del fatto che la Germania praticamente non autorizza quasi mai la doppia nazionalità.


 

EST - Turchia, divergenze tra Merkel e Erdogan, su accesso all'Ue

 

Roma, 29 mar (Velino) - Integrazione degli immigrati turchi in Germania, accesso di Ankara all’Unione europea, nucleare iraniano e relazioni economiche. Sono i temi in agenda al vertice tra il premier turco Recep Tayyp Erdogan e la cancelliera tedesca Angela Merkel, da questa mattina in visita per due giorni ad Ankara e Istanbul. Su ognuno di questi argomenti di discussione, fa rilevare la stampa dei due Paesi, si registra un certo disaccordo e l’incontro è considerato dalle parti come “molto delicato”. In primo piano il processo di ingresso della Turchia nell’Unione europea: la settimana scorsa la Merkel ha ribadito a un giornale di Ankara la propria predilezione per un modello di “partnership strategica” piuttosto che per la piena adesione. Una visione già nota ma che il governo Erdogan sperava fosse quanto meno ammorbidita dopo l’inizio delle trattative. “Ci sono 35 capitoli nei colloqui – ha detto la cancelliera a Milliyet -. Sono convinta che se ne possano concludere 27 o 28. Un risultato che davvero costituirebbe l’avvio di una partnership privilegiata”.


Il capo del governo tedesco ha inoltre ricordato che i negoziati per l’accesso all’Ue restano aperti: non presuppongono cioè un esito assicurato. Parole che hanno subito provocato una precisazione da parte di Erdogan, che ricordando come i colloqui in corso siano volti alla piena adesione, ha osservato che una eventuale modifica degli scopi del negoziato “sarebbe come spostare i pali prima di un calcio di rigore”. Finora, il negoziato ha permesso di chiudere solo 12 capitoli su 35 e si ritiene che per affrontare gli altri 23 ci vorranno parecchi anni.

Anche la questione degli immigrati turchi può rappresentare un’insidia al viaggio di Angela Merkel. Erdogan spinge infatti per la concessione della doppia cittadinanza, al momento proibita in Germania. Tuttavia il suo atteggiamento marcatamente nazionalista mostrato in un convegno con i parlamentari di origine turca eletti in altri Paesi ha scatenato polemiche. Così come anche la proposta di aprire scuole superiori turche in Germania, viste come un modo per sfavorire l’integrazione dei turchi nella società tedesca. (segue)
Alla stessa stregua, non c’è convergenza neanche sul programma nucleare iraniano. Mentre la Merkel ha recentemente alzato il tiro contro il governo di Teheran, la Turchia insiste nel sostenere che il programma atomico della Repubblica islamica è pacifico e che non è necessario procedere con ulteriori sanzioni all’Onu. Migliori le prospettive del viaggio della cancelliera riguardo alle relazioni economiche bilaterali: ben quattromila aziende tedesche operano in Turchia con un interscambio che sfiora i 25 miliardi di euro. La Merkel martedì parteciperà a un forum economico a Istanbul alla presenza di numerosi imprenditori tedeschi dopo un colloquio con il presidente turco Abdullah Gul.

 

(Giampiero De Andreis) 29 mar 2010 12:06