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Vaticano-Armenia, Catholicos: Tutte le nazioni riconoscano genocidio
Città
del Vaticano, 7 mag (Velino) - Un appello affinché il mondo riconosca il
genocidio armeno è stato formulato dal patriarca supremo e catholicos degli
armeni Karekin II, che oggi siede vicino a Benedetto XVI sul sagrato di piazza
San Pietro nel corso dell’udienza generale. Il Patriarca, che si trova in
visita ufficiale a Roma, e che venerdì avrà un incontro privato con Benedetto
XVI, ha chiesto che “tutte le nazioni condannino il genocidio degli armeni”.
In un lungo saluto in inglese il patriarca armeno ha ricordato che anche oggi
“i nostri fratelli e sorelle soffrono in molte regioni del mondo: questa non
è la volontà di Dio. Siamo sopravvissuti a un genocidio, speriamo di vivere in
pace, sicurezza e fraternità”. Karekin ha ricordato che già con Giovanni
Paolo II nel 2000 la Chiesa cattolica ha “riconosciuto e condannato il
genocidio degli armeni” e “oggi ci appelliamo a tutte le nazioni perché
condannino il genocidio armeno. Chi ha il potere e l’autorità riconosca
questi crimini”. Nella settimana che prelude alla Pentecoste, il catholicos ha
unito la sua preghiera a quella del Papa perché lo Spirito Santo conceda il
dono della pace.(ban)
Vaticano-Armenia, Papa: Proseguire sul cammino dell’unità
Città
del Vaticano, 7 mag (Velino) - Il Papa ha accolto il patriarca supremo e
catholicos degli armeni, Karekin II, con un abbraccio e lo ha fatto sedere
vicino a sé sul sagrato di San Pietro, dove si tiene la consueta udienza
generale del mercoledì. Benedetto XVI ha rivolto pubblicamente il suo saluto al
catholicos – che nel 200 aveva già incontrato in Vaticano Giovanni Paolo II
-: “Preghiamo perché Dio benedica questa visita” ha detto, in riferimento
ai tanti appuntamenti che impegneranno il patriarca armeno per tutta la
settimana, a Roma e infine a Milano. Venerdì il momento culminante, con
l’udienza privata del Papa a Karekin II. “Dio ci aiuti ad accrescere
l’unità tra di noi” ha proseguito il Papa, invocando anche la protezione di
San Gregorio l’Illuminatore (San Gregorio armeno) sul cammino ecumenico delle
due Chiese.
Il papa al patriarca armeno: Non c’è ecumenismo senza preghiera
Città
del Vaticano, 7 mag (Velino) - “Davanti alle differenze e divisioni i
cristiani sono chiamati a non rassegnarsi e a non cedere allo scoraggiamento, a
perseverare nella preghiera per tenere viva la fede, la carità e l’anelito di
speranza nell’unità”. Lo ha detto il Papa nel corso dell’udienza generale
di oggi, di fronte a oltre 20 mila fedeli presenti in Piazza San Pietro, e
soprattutto alla presenza del patriarca supremo e catholicos degli armeni
Karekin II, seduto vicino a lui sul sagrato. “È noto l’impegno della Chiesa
armena nel dialogo ecumenico e sono certo che la visita di Karekin II contribuirà
a intensificare i rapporti di fraterna amicizia che legano le due Chiese” ha
aggiunto, ringraziando per l’ospitalità del patriarca al cardinale Tarcisio
Bertone, Segretario di Stato vaticano, accolto due mesi fa in Armenia, e
ricordando la visita dello stesso Karekin II in Vaticano nel 2000, quando il
patriarca incontrò Giovanni Paolo II. Benedetto XVI ha espresso la sua certezza
che “il Signore non ci abbandona nella ricerca dell’unità perché il Suo
Spirito è instancabilmente all’opera per sostenere i nostri sforzi” e la
presenza della delegazione armena “ci stimola e ravviva la speranza
nell’aiuto dello Spirito Santo per avanzare su strada ecumenismo”.
Domenica
prossima si celebra la Pentecoste, la festa in cui si ricorda la discesa dello
Spirito Santo sugli apostoli e Maria: “In questi giorni la Chiesa prega per
ottenere l’effusione dello Spirito, perché sospinta dal suo ‘vento
gagliardo’ sia capace di annunciare il Vangelo fino agli estremi confini della
Terra”. È lo Spirito infatti – ha continuato il Papa – “che permette di
superare le divisioni e di riassumere la multiformità nell’unità, senza
annullare o distruggere i diversi doni, storie e carismi”. Dall’Ascensione
(domenica scorsa) alla Pentecoste (domenica prossima) “i discepoli pregano nel
cenacolo, poiché sanno che non possono loro creare la Chiesa. La Chiesa non può
essere organizzata – ha detto Benedetto XVI -, ma deve nascere, non è una
nostra creatura ma un dono di Dio” e così l’unità. “In questo tempo di
globalizzazione e frammentazione senza preghiera ogni tentativo ecumenico è
privo del suo cuore e della sua anima” ha concluso il Papa, che ha reso grazie
“per i traguardi ecumenici raggiunti grazie all’azione dello Spirito
Santo”.
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