Iniziativa della redazione della Voce Armena riguardante l'Enciclopedia Storica abbinata al quotidiano la Repubblica.

Ai lettori della Voce Armena,

Come avrete appreso, nell'ultimo volume dell'Enciclopedia Storica pubblicata da "Repubblica" in concorso con le editrici De Agostini ed UTET,vi sono delle affermazioni completamente false riguardanti il genocidio armeno. Affermazioni che paiono ripetere, passo per passo, le note tesi negazioniste turche. Per protestare contro queste affermazioni il dr. Vartan Giacomelli, presidente dell'Associazione Italiarmenia, ha scritto una lettera di protesta a "Repubblica".

Per protestare contro le falsità pubblicate nel volume in questione alcuni connazionali, e fra essi la redazione della "Voce Armena", propongono di far sottoscrivere la lettera del dr. Giacomelli dal maggior numero possibile di associazioni italo-armene, da singoli armeni e da italiani, ed inviare a "Repubblica" ed alle editrici De Agostini ed UTET, la lettera del dr. Giacomelli con l'aggiunta di tutte le firme raccolte.

Chi è d'accordo con questa iniziativa può inviare un'e-mail, alla redazione della Voce Armena al:

redazione@voce-armena.info

oppure

redazione_Voce_Armena@fastwebnet.it

 

con la scritta "Aderisco all'iniziativa di protesta nei confronti di Repubblica", non dimenticando di aggiungere (o anteporre) al proprio nome e cognome anche gli eventuali titoli posseduti. Una volta raccolte tutte le firme ci premureremo di unirle a quelle raccolte da altre associazioni italo-armene per inviarle agli indirizzi sopra citati.

 

Qui di seguito riportiamo il testo della lettera:

 

"Spett. Direzione di "Repubblica"

e p.c. Istituto Geografico De Agostini

        Casa editrice UTET

 

Aderiamo, come associazioni e come singoli, alla lettera del dr. Vartan Giacomelli, presidente dell'Associazione Italiarmenia, che sottoscriviamo e qui di seguito riportiamo.

 

Seguo con vivo interesse l’iniziativa del vostro giornale di pubblicazione dei volumi sulla Storia.

Devo tuttavia rilevare con doloroso stupore come all’interno del XII° volume, nel ridottissimo spazio dedicato alle tragiche vicende che riguardarono il popolo armeno a partire dalla fine dell’800, compaia una descrizione dei fatti parziale e deliberatamente equivoca. Al di là di un fugace accenno (pag. 501) ai massacri ordinati dal Sultano Abd ul Hamid tra il 1894 ed il 1896 e alla responsabilità di Enver Bey, quale comandante della II° armata nel 1915 di “spietate stragi di armeni” (pag. 503), il popolo armeno viene definito “quinta colonna dell’impero”, responsabile di rivolte nell’Anatolia orientale che avrebbero avuto addirittura l’effetto di contrastare, e alla fine boicottare, l’offensiva turca nel Caucaso (pag. 703).

Ebbene, con tale rappresentazione della realtà si è inteso liquidare in poche righe una vicenda storica ben più complessa, caratterizzata da una vera e propria pulizia etnica che in circa trent’anni portò all’eliminazione di un popolo che da millenni abitava quella terra e che culminò nello sterminio di un milione e mezzo di armeni avvenuto tra il 1915 ed il 1916 ad opera del governo dei cd “Giovani Turchi”.  Nel Volume si trascura la circostanza che si trattò di un genocidio che non colpì gente di uno Stato nemico bensì inermi cittadini dell’impero ottomano e fu pianificato con feroce accuratezza, trovando nel contesto bellico solo l’occasione storica per giustificarlo da parte dei suoi autori: a riguardo, la presunta necessità di procedere ad evacuazioni della popolazione a causa delle evoluzioni del fronte bellico costituisce solo una comoda menzogna, smentita, tralaltro, dal fatto che i gruppi di armeni che subirono la deportazione, per poi essere decimati e annientati nei deserti della Siria, furono soprattutto quelli che abitavano le provincie più lontane dal confine con la Russia, mentre le popolazioni armene ad esso più vicine furono per lo più massacrate sul posto.

Spiace osservare come gli argomenti proposti nel Volume paiono richiamare, ci auguriamo inconsapevolmente, quel negazionismo storico coltivato dai Governi della Turchia che si sono succeduti nel tempo fino ad oggi e contribuiscono ad annichilire la memoria di quello che, con triste primato, è stato definito il primo genocidio del ‘900. Tutelare questa incontestabile verità storica e morale ritengo invece debba essere un preciso compito di un’opera di preziosa divulgazione quale la vostra: pertanto mi auguro e vi chiedo, nei tempi e modi che riterrete, di porre rimedio con onesto coraggio a questa grave lacuna.

Già qualcuno, alle soglie dell’olocausto degli ebrei, si poneva la domanda retorica “chi parla ancora dello sterminio degli armeni ?”: si chiamava Adolf Hitler.

 

Vartan Giacomelli

 

Seguono le firme che verranno raccolte"

                                                             Redazione della Voce Armena