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Hrant
Dink, L' inquietudine della colomba. Essere armeni in Turchia,
Guerini ed., 2008 € 12,00.
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"Posso
vedere me stesso nell'inquietudine psicologica di una colomba, ma so che in
questo paese gli uomini non toccano le colombe. Le colombe conducono la loro
vita fin nel cuore della città, tra le folle umane. Sì, con un po' di paura,
ma con quale libertà." Sono le parole conclusive dell'ultimo articolo di
Hrant Dink, pubblicato da Agos - il settimanale da lui fondato - dopo la sua
morte, avvenuta per mano di un giovane fanatico turco il 19 gennaio 2007. Hrant
Dink credeva nella possibilità, anzi nel dovere, di convivere: armeni e turchi,
cristiani e musulmani. Non per questo rinunciava a scrivere del genocidio degli
armeni, ed era stato infatti condannato a sei mesi di carcere per "insulto
all'identità turca". I suoi articoli, che possiamo leggere qui raccolti,
vivono di questa duplice sostanza: il timore della colomba e la fiducia nella
possibilità di condividere emozioni, desideri, pensieri: in una parola l'umanità.
Etyen Mahgupyan, che ha raccolto l'eredità di Dink alla guida di Agos, scriveva
due giorni dopo la morte dell'amico: "Ho perso il mio cuore". Sì, era
il cuore, più di ogni altra energia motrice, l'impulso vitale, la qualità
dominante, il centro catalizzatore di Hrant: delle sue intuizioni taglienti, del
suo linguaggio paradossale, del suo coraggio consapevole.
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