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L'on.Pietro
Folena, deputato indipendente di Rifondazione comunista, ha presentato
quest'oggi un'interrogazione (in allegato) al ministro degli esteri Gianfranco
Fini sul caso dello scrittore turco Orhan Pamuk sotto processo nel suo paese a
causa delle sue opinioni critiche sulla storia dello sterminio degli armeni e
dei curdi da parte dell'impero ottomano.
Nell'interrogazione Folena chiede inoltre al governo se non ritenga di agire
presso il governo turco affinché vengano attuate riforme radicali nell'ambito
delle libertà civili in vista dell'inizio dei negoziati per l'adesione della
Turchia all'Unione europea.
"Sono favorevole all'ingresso della Turchia nell'UE - spiega il deputato -
ma il governo di Ankara deve assicurare la libertà di espressione dei cittadini
turchi così come essa è assicurata nei paesi dell'Unione.
Non è concepibile che uno scrittore rischi 3 anni di carcere per aver espresso
un'opinione, peraltro su dei fatti storici, né si può tacere delle condizioni
nelle quali vivono le minoranze etniche come i curdi.
L'Europa - conclude Folena - deve essere apertissima all'ingresso di un paese
musulmano, perché al di là di ciò che si dice l'Islam ha un'importanza
straordinaria nella formazione della cultura europea, ma altrettanto ferma nel
pretendere il rispetto dei diritti umani e civili nei paese membri o candidati a
diventarlo. L'Unione solo così può 'esportare' la democrazia senza armi
militari ma con le armi della diplomazia e della cultura".
Al
ministro degli Affari esteri
Per
sapere, premesso che:
lo
scrittore turco Orhan Pamuk rischia fino a tre anni di reclusione, in base
all’art. 301/1 del codice penale turco, per aver sostenuto, in una intervista
al quotidiano svizzero “Tages Anzeiger”, che l’impero ottomano ha
sterminato un milione di armeni e trentamila curdi;
il
tribunale amministrativo turco ha bloccato, il 22 settembre 2005, una conferenza
sulle responsabilità dell’impero ottomano nello genocidio degli armeni a
causa della loro posizione filo-russa nella prima guerra mondiale;
il
prossimo 3 ottobre l’Unione europea incontrerà ufficialmente la Turchia per
l’avvio dei negoziati al fine dell’adesione di questo paese all’Unione;
il
primo ministro turco Erdogan ha criticato la decisione del tribunale ma il ministro
della giustizia Cicek, nel maggio scorso, aveva definito “traditori” i
turchi che avrebbero dovuto prendere parte al convegno;
nonostante
ciò, la posizione ufficiale di Ankara rimane negazionista rispetto alle
responsabilità dell’impero ottomano nel genocidio del popolo armeno;
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se il ministro e il governo sono a conoscenza dei fatti suddetti;
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se il ministro intenda protestare ufficialmente presso il governo turco
per la situazione giudiziaria di Pamuk e l’annullamento del convegno
richiamato in premessa;
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se il governo non ritenga che il governo di Ankara debba assicurare piene
e radicali riforme al fine di instaurare nel paese un livello di libertà di
opinione assimilabile a quello dei paesi membri dell’Unione;
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se il governo, inoltre, non ritenga necessario che le autorità di Ankara
si impegnino a riconoscere le responsabilità turche e ottomane nello sterminio
degli armeni e dei curdi e ad avviare un serio negoziato al fine di riconoscere
pienamente i diritti delle minoranze etniche nel loro paese.
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