Turchia. Interrogazione Folena su Caso Pamuk  27/9/05

L'on.Pietro Folena, deputato indipendente di Rifondazione comunista, ha presentato quest'oggi un'interrogazione (in allegato) al ministro degli esteri Gianfranco Fini sul caso dello scrittore turco Orhan Pamuk sotto processo nel suo paese a causa delle sue opinioni critiche sulla storia dello sterminio degli armeni e dei curdi da parte dell'impero ottomano.

Nell'interrogazione Folena chiede inoltre al governo se non ritenga di agire presso il governo turco affinché vengano attuate riforme radicali nell'ambito delle libertà civili in vista dell'inizio dei negoziati per l'adesione della Turchia all'Unione europea.

"Sono favorevole all'ingresso della Turchia nell'UE - spiega il deputato - ma il governo di Ankara deve assicurare la libertà di espressione dei cittadini turchi così come essa è assicurata nei paesi dell'Unione.
Non è concepibile che uno scrittore rischi 3 anni di carcere per aver espresso un'opinione, peraltro su dei fatti storici, né si può tacere delle condizioni nelle quali vivono le minoranze etniche come i curdi.


L'Europa - conclude Folena - deve essere apertissima all'ingresso di un paese musulmano, perché al di là di ciò che si dice l'Islam ha un'importanza straordinaria nella formazione della cultura europea, ma altrettanto ferma nel pretendere il rispetto dei diritti umani e civili nei paese membri o candidati a diventarlo. L'Unione solo così può 'esportare' la democrazia senza armi militari ma con le armi della diplomazia e della cultura".


Al ministro degli Affari esteri

 

Per sapere, premesso che:

lo scrittore turco Orhan Pamuk rischia fino a tre anni di reclusione, in base all’art. 301/1 del codice penale turco, per aver sostenuto, in una intervista al quotidiano svizzero “Tages Anzeiger”, che l’impero ottomano ha sterminato un milione di armeni e trentamila curdi;

 

il tribunale amministrativo turco ha bloccato, il 22 settembre 2005, una conferenza sulle responsabilità dell’impero ottomano nello genocidio degli armeni a causa della loro posizione filo-russa nella prima guerra mondiale;

 

il prossimo 3 ottobre l’Unione europea incontrerà ufficialmente la Turchia per l’avvio dei negoziati al fine dell’adesione di questo paese all’Unione;

 

il primo ministro turco Erdogan ha criticato la decisione del tribunale ma il  ministro della giustizia Cicek, nel maggio scorso, aveva definito “traditori” i turchi che avrebbero dovuto prendere parte al convegno;

 

nonostante ciò, la posizione ufficiale di Ankara rimane negazionista rispetto alle responsabilità dell’impero ottomano nel genocidio del popolo armeno;

 

-         se il ministro e il governo sono a conoscenza dei fatti suddetti;

-         se il ministro intenda protestare ufficialmente presso il governo turco per la situazione giudiziaria di Pamuk e l’annullamento del convegno richiamato in premessa;

-         se il governo non ritenga che il governo di Ankara debba assicurare piene e radicali riforme al fine di instaurare nel paese un livello di libertà di opinione assimilabile a quello dei paesi membri dell’Unione;

-         se il governo, inoltre, non ritenga necessario che le autorità di Ankara si impegnino a riconoscere le responsabilità turche e ottomane nello sterminio degli armeni e dei curdi e ad avviare un serio negoziato al fine di riconoscere pienamente i diritti delle minoranze etniche nel loro paese.