Intervento dell' Ambasciatore Armeno in Italia

Gaghik Baghdassarian

Ambasciatore della Repubblica d’Armenia

 

Onorevoli Deputati,

Signore e Signori,

il 17 novembre del 2000 la Camera dei Deputati del Parlamento Italiano ha approvato la risoluzione Mussi-Paglarini che riconosce il genocidio del popolo armeno, compiuto dal Governo dei Giovani Turchi all’inizio di questo secolo. E’ un atto storico di altissimo valore morale che rappresenta la vittoria del bene sul male, della moralità sul pragmatismo, della memoria sull’oblio.  

In qualità di rappresentante della Repubblica d’Armenia in Italia, ho l’onore a nome del Presidente della Repubblica, del Governo e, credo che in questo caso mi sia consentito, anche a nome dell’intero popolo armeno, di esprimere i più sentiti ringraziamenti a tutti gli italiani che hanno dimostrato la loro solidarietà verso il popolo armeno. Sono tanti e non è possibile nominarli tutti. All’esito positivo di questa vicenda hanno contribuito molte associazioni, consigli comunali, persone comuni e uomini politici. A tutti loro va il ringraziamento più sentito per l’impegno solerte che hanno dedicato all’approvazione del riconoscimento del genocidio del popolo armeno. Ma l’ultimo e il più responsabile atto appartiene ai deputati  italiani. A loro vorrei esprimere un particolare gratitudine. So che non è stato facile, era necessario avere del coraggio per prendere una simile decisione anche se assolutamente giusta sul piano ideale, ma allo stesso tempo abbastanza rischiosa per l’Italia viste le possibili conseguenze politiche ed economiche. Il fatto che la mozione sia stata approvata all’unanimità, direi, più che unanimità, dato che i voti contrari erano a favore di un riconoscimento sul modello francese, dimostra che per le questioni universali dell’umanità non ci possono essere e non ci sono schieramenti. In questi casi la coscienza conta più degli interessi.

Durante una conferenza stampa in occasione dell’approvazione della risoluzione, ringraziando particolarmente gli italiani che hanno contribuito a questo risultato, avevo osservato che gli sforzi degli armeni  tesi a operare a favore del riconoscimento del genocidio era un dovere. Ma mi sono immediatamente reso conto che quanto da me detto non era corretto perché lasciava intendere che per gli altri, i non armeni, il riconoscimento del genocidio potesse avere meno importanza. Il riconoscimento del genocidio di qualunque popolo, essendo un crimine contro l’umanità intera, è importante per tutti. E’ importante per chi l’ha subito, perché è difficile vivere sentendosi  vittima ed è più importante, forse, per chi l’ha commesso, dato che è ancora più difficile vivere con il senso di colpa. E’ importante inoltre per tutti gli altri che, avendo coscienza dei fatti storici, possono contribuire ad evitare che tragedie di questo genere abbiano a ripetersi in futuro. Tutti noi abbiamo il nostro ruolo nel riconoscimento dei crimini contro l’umanità.

Gli armeni non hanno mai smesso di lottare per il riconoscimento del genocidio e per l’affermazione della verità storica e con essi molti altri. Vorrei portare alla vostra attenzione la presa di posizione di due onorevoli cittadini italiani del passato.

"Dite agli Armeni che faccio mia la loro causa" affermava il Presidente del Consiglio Italiano all'epoca dei tragici eventi l’On. Orlando in una lettera indirizzata all'On. Luzzatti. Un altro italiano,  il Console Generale d'Italia in Trebisonda Giacomo Gorrini nel 1940 dichiarava: “… La Questione Armena non è morta. Anzi, essa risorge e si mantiene viva, perché la giustizia internazionale, anche se in  ritardo, ho fede che finirà per imporsi. … Spero che l'auspicato avvenimento, o presto, o tardi, si realizzerà; e lo auguro di gran cuore; come spero e auguro che a ciò possa contribuire principalmente l'Italia”.

Oggi, dopo 85 anni la Camera dei Deputati del Parlamento Italiano ha difeso la causa di un Presidente italiano ed esaudito il desiderio di un Ambasciatore italiano.

Gli ultimi sviluppi, riguardo al riconoscimento del genocidio armeno da parte dell’Assemblea Nazionale e del Senato francese, del Vaticano, del Parlamento Europeo e della Camera dei Deputati Italiana dimostrano che il dominio della “realpolitik”, almeno in Europa, non è assoluto come sembra, e che esso può essere sconfitto, anche se non facilmente. Questo, a mio avviso, è il risultato più significativo che premia  tutti coloro che tanto hanno lavorato affinché il genocidio armeno fosse riconosciuto e tale riconoscimento infonde all’umanità la speranza che l’affermazione della verità prima o poi è possibile.

Il  riconoscimento del genocidio armeno da  parte di diversi Paesi e organizzazioni internazionali aiuterà la Turchia attuale a riconoscere le responsabilità del governo turco all’epoca delle persecuzioni, contribuirà a riconciliare i rapporti tra l’Armenia e la Turchia,  segnando notevolmente la via per la pacificazione e la stabilità della regione del Caucaso del Sud. E questo sarà anche il merito del Parlamento Italiano.

Vi ringrazio di nuovo e vi auguro un Buon Natale e felice inizio del Nuovo Secolo che speriamo sarà migliore di quello passato.