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Ishtar 2 è un reparto di
Rianimazione, dove Antonia Arslan, inghiottita dal coma all'improvviso, è stata
ricoverata per 20 giorni, angoscianti per chi le voleva bene e spaventosi per
lei, che forse non era così assente. Eppure in quella nuova dimensione la sua
vita si è accesa come per incanto, l'ospedale si è fatto ora castello in cui si
aggirano dolci presenze capaci di fugare paure e solitudine, ora giardino dove
l'erba è un tappeto morbido. Il lento recupero ha avuto il sapore di una
rinascita. La gola, come carta vetrata subito dopo il risveglio, ha ritrovato il
respiro e restituito la voce a una generosa e affascinante cantastorie. Le sue
dita si sono messe a correre sulla pagina trasformando quell'esperienza in
racconto. Ne sono nate queste pagine toccanti e allegre perché, persino tra le
pareti di quella stanza d'ospedale, Antonia Arslan è rimasta una bambina capace
di osservare il mondo con lo sguardo rapito di chi ancora non sa. Quello sguardo
che le ha permesso di commuovere i suoi lettori narrando l'eccidio armeno e
l'incendio di Smirne. E di dirci oggi ciò che ha visto dalle finestre di quel
castello sul mare. |