In memoria di un genocidio  Di Marco Tosatti - La Stampa 23.04.2010

>> In memoria di un genocidio

 

Il 24 aprile le chiese e le comunità armene in tutto il mondo commemorano l'inizio del Genocidio del 1915 compiuto dai turchi nei confronti del loro popolo. Una data che ancora non si presta a un ricordo condiviso, perché il governo turco è su posizioni negazioniste.

 

 

Fra le numerose iniziative cui accenniamo, ci sembra particolarmente significativa quella che riportiamo di seguito, e che vede protagonisti alcuni intellettuali turchi. E' da notare che il governo di Ankara non ha mai voluto riconoscere l'esistenza e le dimensioni del genocidio; e ancora adesso toccare l'argomento in quel paese può essere pericoloso, sia da un punto di vista giuridico che di incolumità personale, come testimonia l'assassinio del giornalista Hrant Dink.

Appello di alcuni intellettuali turchi per una cerimonia di commemorazione nella piazza Taksim di Istambul. Alcuni intellettuali Turchi di fama hanno lanciato un appello per una meeting di commemorazione del Medz Yeghern in una piazza centrale di Istambul. Nell’appello è riportato il testo seguente: “nel 1915 quando la popolazione della Turchia ammontava a 13 milioni, su queste terre vivevano 1.5 - 2 milioni di armeni. ….Erano i nostri compagni nei quartieri, erano i nostri vicini di casa, erano i nostri sarti, i nostri orafi, i nostri compagni di classe, i nostri maestri, i nostri militari, i nostri generali, i nostri storici, i nostri compositori….: Erano i nostri dirimpettai, coloro con i quali condividevamo le nostre angosce. Il 24 aprile del 1915 ebbe inizio la loro deportazione. Li abbiamo persi. Ora non ci sono più. Tra noi si sente la mancanza di questa maggioranza. Non ci sono tracce nemmeno dei loro cimiteri. Però nella nostra coscienza di uomini quell’immenso dolore di quell’immane tragedia esiste da 95 anni e pesa ogni giorno di più. Lanciamo un appello a tutti quei turchi, che sentono nei loro cuori quel dolore immenso e vorrebbero inchinarsi dinanzi alla Memoria delle vittime del 1915. Abito nero, in silenzio, torce accese e con i fiori…. Perché quel dolore è anche nostro. Quel lutto è di noi tutti. L’appuntamento è fissato per il 24 aprile alle ore 19 nella piazza centrale di Istambul TAKSIM. I promotori di questo appello sono più di 80 tra cui l’intellettuale Basken Oran, l’avvocato Fethiè Cetin, la

storica e scrittrice Neshe Duzel, il presidente dell’organizzazione dei Diritti Umani Turca Ozturk Turdoghan, e il deputato Oufuk Ouraz.

In Italia. Con una lettera ai Senatori della Repubblica (tra cui il senatore Paolo Amato, del Popolo della Libertà), numerose Comunità Armene in Italia insieme al Collegio Pontificio Armeno, ad Associazioni, Congregazioni e Centri Studi armeni e con la firma dell'onorevole Sandra Zampa (PD), hanno chiesto al Senato della Repubblica, così come ha fatto la Camera dei Deputati il 17 novembre 2000, il riconoscimento del genocidio armen; e che il 24 aprile prossimo sia ricordato e proclamato come la "Giornata di Commemorazione del genocidio degli Armeni". Anche altri senatori del Partito Democratico hanno elaborato una proposta di Risoluzione che prevede il riconoscimento da parte del Senato del Genocidio degli Armeni.

A Roma, il 24 aprile 2010, alle ore 18.45  Nello slargo antistante la chiesa armena si svolgerà un atto ufficiale pubblico di commemorazione alla presenza di Sua Beatitudine Bedros XIX Tarmuni, Patriarca degli armeni cattolici di Cilicia, di diverse autorità istituzionali, di associazioni italiane e straniere e membri della comunità armena romana. La cerimonia, che avrà una durata di circa trenta minuti, sarà preceduta da una funzione religiosa solenne officiata da Mons Joseph Kelekian, Rettore del Pontificio Collegio Armeno, nella chiesa di s. Nicola da Tolentino alle ore 17,45. 

A Milano, il 24 aprile  2010, alle ore 21.00, alla "Casa Armena", in  Piazza Velasca 4  si svolgerà una serata in onore del console italiano a Trebisonda, Giacomo Gorrini, testimone del genocidio degli armeni del 1915. Fu tra i primi a denunciarlo alla comunità internazionale e a sostenere per tutta la vita la verità storica contro ogni negazionismo. Molino dei Torti, suo paese natale, ha dedicato a Giacomo Gorrini una lapide e un giardino. Il 12 aprile 2010, al Giardino dei Giusti del Monte Stella a Milano gli sono stati dedicati un albero e una lapide a ricordo della sua opera a favore degli armeni.