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In un momento
storico in cui si discute dell’entrata in Europa della Turchia ci è sembrato
doveroso riportare alla luce una grave questione che turba le coscienze e che
per troppo tempo è stata insabbiata per volontà degli stessi governi turchi:
la sistematica distruzione da un gruppo etnico, quale quello armeno.
Questo
popolo, sino all’inizio del secolo, era l’ etnìa maggioritaria in Anatolia
orientale; in un quarto di secolo è pressoché scomparso.
In
sei mesi i turchi uccideranno da un milione e mezzo a due milioni di armeni, utilizzando
le seguenti modalità di sterminio:
•
Eliminazione del cervello della nazione.
Il
24 Aprile 1915 vengono arrestati gli esponenti dell’ Èlite culturale armena,
Questi
intellettuali
saranno deportati all’interno dell’Anatolia e massacrati.
•
Eliminazione della forza.
Gli
Armeni dai 18 ai 60 anni vengono chiamati alle armi a causa della guerra in
atto, A gruppi di 100 verranno isolati e massacrati. Di 350.000 soldati armeni
nessuno si salverà.
•
Eliminazione di donne, vecchi e bambini.
Vengono
eliminati i pochi uomini validi rimasti. Le donne hanno una possibilità d
salvezza: convertirsi all’Islam, sposando un turco ed affidando i propri figli
allo Stato Successivamente con la scusa dello spostamento da zona di operazioni
belliche, incomincia la deportazione.
Nel
luglio del 1916 Talaat dà l’ordine di eliminare i superstiti. In tutta l’Armenia
si
può
assistere al macabro spettacolo di corpi straziati e lasciati insepolti. I corpi
delle vittime non troveranno mai cristiana sepoltura: la Turchia nega infatti il
genocidio ed ha impedito l’edificazione di monumenti a perpetuo ricordo.
Questo
è un genocidio che non solo é rimasto impunito ma anche premiato: la maggior
parte del territorio nazionale armeno fa ora parte della Turchia, L’armenia
vive, da più di ottant’anni, nella più grande diaspora conosciuta dall’evo
moderno.
Il
genocidio degli Armeni ( Metz Yeghern - Grande Male ) infatti, é
il primo genocidio del ventesimo secolo.
Oggi
quattro milioni di persone a causa di questo vivono sparse per i mondo in
diaspora.
Vogliamo
puntualizzare che i turchi usarono l’Islam, ma che non fu uno sterminio di
religione; infatti la nazione armena deve molto agli stati arabi mussulmani del
vicino oriente, che hanno accolto i superstiti dimostrando loro benevolenza, a
volta salvandoli direttamente. La Siria non ha mosso alcuna obiezione alla
costruzione del monumento nel campo di concentramento di Deir ez Zor, a perpetua
memoria del genocidio commesso da mussulmani su un popolo cristiano.
Per
questo oggi noi vogliamo, in un momento in cui si parla di un allargamento del
l’Europa ad Est, discutere e dibattere dell’Armenia e del suo genocidio
dimenticato.
AZIONE
UNIVERSITARIA - "La Sapienza"
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