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Gli eurodeputati invitano Ankara a
concentrarsi maggiormente sulle riforme richieste per l'adesione all'Ue.
Il Parlamento europeo considera insufficienti gli
sforzi compiuti nel 2009 dalla Turchia in merito al raggiungimento dei criteri
di Copenaghen, indispensabili per diventare membri dell'Ue. In una risoluzione
approvata a larghissima maggioranza, gli eurodeputati ricordano che l'apertura
dei negoziati nel 2005 “ha costituito il punto di partenza di un processo di
lunga durata e senza limiti di tempo”.
Strasburgo critica in maniera particolare il “fatto che la Turchia non abbia
ancora applicato, per il quarto anno consecutivo, il Protocollo addizionale
all'accordo di associazione” e avvertono Ankara che questo atteggiamento “può
avere conseguenze estremamente negative sull'intero processo di negoziazione”.
I membri dell'europarlamento esprimono “profondo rammarico” per “la decisione
della Corte costituzionale di chiudere il Partito della società democratica (Dtp)
e di abrogare la normativa che limitava la giurisdizione dei tribunali
militari”. I deputati ritengono che ciò rappresenti una “grave battuta d'arresto
nell'impegno riformatore della Turchia”, a cui si chiede quindi di “riformare la
Costituzione”.
Nel testo approvato si sottolinea inoltre la necessità di migliorare la
legislazione esistente per quanto riguarda “i diritti della donne, la libertà di
religione e di espressione, la tortura e la lotta contro la corruzione”. Il
Parlamento invita poi il governo turco “a contribuire concretamente ad una
soluzione globale della questione cipriota, iniziando immediatamente a ritirare
le proprie truppe dalla parte settentrionale dell'isola e affrontando il
problema dei cittadini turchi”. Misure in tal senso “aiuterebbe l'instaurarsi di
un clima favorevole alle negoziazioni”.
La risoluzione evidenzia altresì alcune notizie positive arrivate da Ankara,
come “l'ampio dibattito pubblico sulle questioni relative all'apertura
democratica e la legge che abolisce le restrizioni sulle trasmissioni in lingua
curda”. Gli eurodeputati apprezzano anche gli sforzi diplomatici compiuti al
fine di normalizzare le relazioni con l'Armenia, ma “chiedono la ratifica dei
relativi protocolli”.
Infine, Strasburgo accoglie con favore la firma da parte della Turchia
dell'accordo intergovernativo sul gasdotto Nabucco, “la cui applicazione rimane
una delle massime priorità dell'Unione europea in materia di sicurezza
energetica”, e chiede l'apertura del capitolo sull'energia dei negoziati di
adesione. Sino ad oggi, l'Ue ha aperto 12 capitoli negoziali su 35 con la
Turchia. |