Bruxelles: Inadeguati i progressi della Turchia. La Stampa 10.02.2010

Gli eurodeputati invitano Ankara a concentrarsi maggiormente sulle riforme richieste per l'adesione all'Ue.

 

Il Parlamento europeo considera insufficienti gli sforzi compiuti nel 2009 dalla Turchia in merito al raggiungimento dei criteri di Copenaghen, indispensabili per diventare membri dell'Ue. In una risoluzione approvata a larghissima maggioranza, gli eurodeputati ricordano che l'apertura dei negoziati nel 2005 “ha costituito il punto di partenza di un processo di lunga durata e senza limiti di tempo”.

Strasburgo critica in maniera particolare il “fatto che la Turchia non abbia ancora applicato, per il quarto anno consecutivo, il Protocollo addizionale all'accordo di associazione” e avvertono Ankara che questo atteggiamento “può avere conseguenze estremamente negative sull'intero processo di negoziazione”.

I membri dell'europarlamento esprimono “profondo rammarico” per “la decisione della Corte costituzionale di chiudere il Partito della società democratica (Dtp) e di abrogare la normativa che limitava la giurisdizione dei tribunali militari”. I deputati ritengono che ciò rappresenti una “grave battuta d'arresto nell'impegno riformatore della Turchia”, a cui si chiede quindi di “riformare la Costituzione”.

Nel testo approvato si sottolinea inoltre la necessità di migliorare la legislazione esistente per quanto riguarda “i diritti della donne, la libertà di religione e di espressione, la tortura e la lotta contro la corruzione”. Il Parlamento invita poi il governo turco “a contribuire concretamente ad una soluzione globale della questione cipriota, iniziando immediatamente a ritirare le proprie truppe dalla parte settentrionale dell'isola e affrontando il problema dei cittadini turchi”. Misure in tal senso “aiuterebbe l'instaurarsi di un clima favorevole alle negoziazioni”.

La risoluzione evidenzia altresì alcune notizie positive arrivate da Ankara, come “l'ampio dibattito pubblico sulle questioni relative all'apertura democratica e la legge che abolisce le restrizioni sulle trasmissioni in lingua curda”. Gli eurodeputati apprezzano anche gli sforzi diplomatici compiuti al fine di normalizzare le relazioni con l'Armenia, ma “chiedono la ratifica dei relativi protocolli”.

Infine, Strasburgo accoglie con favore la firma da parte della Turchia dell'accordo intergovernativo sul gasdotto Nabucco, “la cui applicazione rimane una delle massime priorità dell'Unione europea in materia di sicurezza energetica”, e chiede l'apertura del capitolo sull'energia dei negoziati di adesione. Sino ad oggi, l'Ue ha aperto 12 capitoli negoziali su 35 con la Turchia.