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Sig. Sindaco di Pesaro,
Le scrivo questa breve lettera in quanto mi
risulta che Lei é stato in Armenia, a Yerevan, durante i giorni dell'amicizia
italo-armena, e pertanto conosce questa città del Caucaso Meridionale.
La nostra città ha una speciale relazione
economica con Yerevan (si pensi ai lavori condotti dalla ditta Renco), e a
Pesaro vive una piccolissima diaspora armena, perfettamente integrata nel nostro
tessuto sociale.
Personalmente sono stato molte volte in
Armenia, anche in Nagorno-Karabagh, ed ho potuto apprezzare la bellezza di quei
posti e la ricchezza della cultura armena, che affonda le sue origini ed il suo
splendore nel Regno di Urartu.
Tuttavia oggi Le scrivo per ricordare a Lei e
ad alcuni autorevoli membri della Giunta Comunale di Pesaro per commemorare il
pogrom anti-armeno di Sumgait, che ebbe proprio in queste giornate del 1988 il
suo culmine, la cieca e brutale violenza musulmana dei turco-azeri contro la
minoranza cristiano-armena che viveva pacificamente in quella città industriale.
In una situazione in cui le
nostre amministrazioni locali stanno facendo di tutto per "integrare" i
cittadini musulmani che emigrano massicciamente in Italia, a ricordare gli
eventi della violenza musulmana si rischia quantomeno di passare per razzista,
ma questo rischio non vale quanto il rischio più grande di tacere la verità
storica, una vergogna negazionista insopportabile.
Ora che la Turchia pretende di entrare in
Europa, questi temi sono tabù, ma proprio qui a Pesaro esiste una volontà forte
di resistere all'oblio, di denunciare i crimini senza memoria.
Noi abbiamo avuto la strage
nazista Marzabotto, qui a Pesaro Piazzale degli Innocenti, Largo tre Martiri, i
nostri fratelli armeni hanno avuto il Metz Yeghern, il Grande Male, e ancora più
recentemente fra gli altri:
27 febbraio 1988: pogrom di Sumgait
23 novembre 1988: assalto alla popolazione
armena di Kirovabad, oggi non ci sono più Armeni
12-14 febbraio 1990: pogrom anti armeno a
Dushanbè, Tajikistan, che vide come vittime proprio i rifugiati di Sumgait
21 aprile 1992: massacro di civili armeni
inermi a Maragha, molti dei quali sgozzati e decapitati
E tanto per capire di cosa stiamo parlando, Le
invio questo link:
http://www.armenians.com/genocide/Maraga/index.html
Se la parola "solidarietà" ha ancora un
significato in questo Consiglio Comunale, sarebbe bene che il prossimo 24 aprile
dedicassimo una seduta o almeno un minuto di silenzio alle vittime di queste
violenze anti cristiane, esattamente come quelle che avvengono in Medio Oriente,
dove i cristiani stanno scomparendo grazie alle violenze dei musulmani, ed
esattamente come il genocidio del Darfur, tanto per citare fatti concreti, o la
tragica fine che sta avendo la comunità cristiano-caldea in Iraq, o quella
cristiano-copta in Egitto, vittime di un Islam sempre più fanatico e militante,
con cui dovremo presto fare i conti anche qui in Italia.
E se Lei pensa che sono fatti lontani nel
tempo e nello spazio, La informo che il 4 marzo 2008 gli Azerbaijani hanno
bombardato quasi 18 ore il villaggio armeno di Levonark.
Dunque tolleranza ed integrazione vanno bene,
ma se questi concetti devono significare silenzio sulla verità storica, allora
vanno malissimo, perchè sottintendono una sostanziale paura, la paura di
guardare in faccia la realtà della storia, e mancanza assoluta di rispetto per
le vittime di questi massacri.
Il mio sogno sarebbe quello di trovare uno
spazio nella nostra città per erigere un monumento fatto con le pietre di tufo
armene, magari gentile dono del Sindaco Gagik Baglaryan o della città di Yerevan,
magari una delle loro croci "araxes", o magari un piccolo monumento, per
ricordare a tutti noi l'amicizia e l'affinità culturale profonda che ci legano a
questo popolo, con il quale io peraltro ho anche legami di sangue (mia moglie è
Armena, vive qui a Pesaro dal 2004, ed è nata a Kapan, nella regione di Syunik).
Se vorrà approfondire questi temi e venirci a
trovare, a casa nostra non manca mai del buon brandy "Ararat", così potrà anche
apprezzare meglio le fragranze dell'incipiente primavera armena, e magari
potremmo anche intraprendere una cooperazione culturale, per esempio invitando
al nostro Teatro Sperimentale la compagnia armena "Yeraz", ospitando anche il
Sig. Sindaco della capitale armena, per dare un seguito concreto a questa
cooperazione ed amicizia fra i due popoli.
RingraziandoLa per l'attenzione, spero di
averLe fornito degli spunti di riflessioni su questi fatti e sulla mia proposta,
e Le porgo cordialissimi saluti.
Danilo Fuligno,
Pesaro |