Lettera dell'Ambasciata Armena al Direttore de "La Repubblica" (9/12/2002)

  

     AMBASCIATA 

        DELLA REPUBBLICA D’ARMENIA                                                         

C.A. Dr. Ezio Mauro

Direttore de “La Repubblica”

 

 

Egregio Sig. Direttore,

mi permetta di congratularmi con il Suo giornale per aver scoperto nel ventunesimo secolo una “terra incognita”. Mi riferisco alla cartina, apparsa a pag. 8 de “La Repubblica” del 24 novembre c.a. nell’articolo “Iraq, Turchia pronta a intervenire”,  secondo la quale tale terra si trova tra la Georgia, l'Azerbaijan l’Iran e la Turchia, è popolata in parte dai curdi, ma né del nome del paese, né degli indigeni non si sa niente. Devo deluderLa: non è una scoperta felice. Chiunque conosca un pò la geografia sa che quel paese anonimo si chiama Armenia e Chiunque conosca un pò la storia sa che quel paese, abitato dagli armeni, esiste almeno da tre mila anni, malgrado tutti i tentativi dei vicini di toglierlo di mezzo, ed ha millenari rapporti politici, economici e culturali con l’Italia; l’anno scorso è stato visitato perfino dal Santo Padre in occasione del 1700° anniversario dell’adozione del cristianesimo come religione di Stato.

 

Il Suo giornale, Signor Direttore,  ha realizzato (spero suo malgrado e, grazie a Dio, solo sulla carta) l’antico sogno dell’Impero Ottomano di  cancellare l’Armenia dalla cartina del mondo. Con lo stesso scopo il Governo dei Giovani Turchi ha effettuato all’inizio del secolo scorso il vero genocidio del popolo armeno, di cui più di una volta ha parlato con tanto impegno anche “La Repubblica”.

 

Sono sicuro che il grave errore commesso è soltanto un’omissione involontaria, risultato di una disattenzione. Anche nel caso in cui l’errore appartenesse al “New York Times”  la Sua redazione doveva correggerlo, dato che si tratta di una regione complicata con i rapporti assai delicati tra i paesi.

 

Siamo alla vigilia del summit di Copenaghen, dove sarà discussa una possibile ammissione della Turchia nella UE. Vorrei sottolineare che l’Armenia non ha niente in contrario all’adesione della Turchia, anzi, ciò farebbe sfiorare l’Europa i nostri confini ed avvicinare il giorno dell’ammissione dell’Armenia. Ma è necessario, secondo noi, che prima di far parte del mondo europeo la Turchia riconosca il genocidio degli armeni del 1915; ciò sarà possibile se l’Europa, manifestando compattezza e fermezza, rimarrà coerente al Rapporto del Parlamento Europeo approvato  il 28 febbraio di quest’anno, dove si riconferma la sua risoluzione sul riconoscimento del genocidio degli armeni del 1987, dimostrando che il dominio della “realpolitic” non è assoluto e che può essere sconfitto.

 

La prego, Signor Direttore, di far risorgere l’Armenia sulla carta geografica per mezzo della pubblicazione della mia lettera.

 

Nel ringraziarLa della Sua gentile collaborazione voglia gradire con la presente i sensi della mia più alta stima.  

                                                                                              Gaghik Baghdassarian
Roma, 9 dicembre  2002

           

Carta pubblicata nel  quotidiano.

Carte analoghe sono state pubblicate anche da “La Stampa” e dal “Corriere della Sera”.