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AMBASCIATA
DELLA REPUBBLICA D’ARMENIA
C.A.
Dr. Ezio Mauro
Direttore
de “La Repubblica”
Egregio
Sig. Direttore,
mi permetta di congratularmi con il Suo giornale per aver scoperto nel
ventunesimo secolo una “terra incognita”. Mi riferisco alla cartina, apparsa
a pag. 8 de “La Repubblica” del 24 novembre c.a. nell’articolo “Iraq,
Turchia pronta a intervenire”, secondo
la quale tale terra si trova tra la Georgia, l'Azerbaijan l’Iran e la Turchia,
è popolata in parte dai curdi, ma né del nome del paese, né degli indigeni
non si sa niente. Devo deluderLa: non è una scoperta felice. Chiunque conosca
un pò la geografia sa che quel paese anonimo si chiama Armenia e Chiunque
conosca un pò la storia sa che quel paese, abitato dagli armeni, esiste almeno
da tre mila anni, malgrado tutti i tentativi dei vicini di toglierlo di mezzo,
ed ha millenari rapporti politici, economici e culturali con l’Italia; l’anno
scorso è stato visitato perfino dal Santo Padre in occasione del 1700°
anniversario dell’adozione del cristianesimo come religione di Stato.
Il
Suo giornale, Signor Direttore, ha
realizzato (spero suo malgrado e, grazie a Dio, solo sulla carta) l’antico
sogno dell’Impero Ottomano di cancellare
l’Armenia dalla cartina del mondo. Con lo stesso scopo il Governo dei Giovani
Turchi ha effettuato all’inizio del secolo scorso il vero genocidio del popolo
armeno, di cui più di una volta ha parlato con tanto impegno anche “La
Repubblica”.
Sono
sicuro che il grave errore commesso è soltanto un’omissione involontaria,
risultato di una disattenzione. Anche nel caso in cui l’errore appartenesse al
“New York Times” la Sua redazione doveva correggerlo, dato che si tratta di
una regione complicata con i rapporti assai delicati tra i paesi.
Siamo
alla vigilia del summit di Copenaghen, dove sarà discussa una possibile
ammissione della Turchia nella UE. Vorrei sottolineare che l’Armenia non ha
niente in contrario all’adesione della Turchia, anzi, ciò farebbe sfiorare
l’Europa i nostri confini ed avvicinare il giorno dell’ammissione
dell’Armenia. Ma è necessario, secondo noi, che prima di far parte del mondo
europeo la Turchia riconosca il genocidio degli armeni del 1915; ciò sarà
possibile se l’Europa, manifestando compattezza
e fermezza, rimarrà coerente al
Rapporto del Parlamento Europeo
approvato il 28 febbraio di
quest’anno, dove si riconferma la sua risoluzione sul riconoscimento del
genocidio degli armeni del 1987, dimostrando che il dominio della
“realpolitic” non è assoluto e che può essere sconfitto.
La
prego, Signor Direttore, di far risorgere l’Armenia sulla carta geografica per
mezzo della pubblicazione della mia lettera.
Nel
ringraziarLa della Sua gentile collaborazione voglia gradire con la presente i
sensi della mia più alta stima.
Gaghik Baghdassarian
Roma,
9 dicembre 2002
Carta pubblicata
nel quotidiano.
Carte analoghe sono state pubblicate anche
da “La Stampa” e dal “Corriere della Sera”.
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