Francia: il 23 gennaio al Senato la proposta di legge contro il negazionismo dei genocidi . Il Levante 12.01.2012

Dura la reazione della Turchia in seguito all’approvazione della legge contro il negazionismo dei genocidi avvenuta lo scorso 22 dicembre in Francia. Numerose, infatti, le proteste di queste ultime settimane. La legge punisce la negazione dei genocidi, tra cui quello degli Armeni del 1915. L’evento storico è commemorato dagli Armeni il 24 aprile.

Il provvedimento è stato votato dai deputati francesi a larghissima maggioranza e sancisce pene rigide fino a un anno di reclusione e 45 mila euro di multa per chi dovesse negare che i massacri compiuti dall’esercito turco sulla comunità armena consistano in un genocidio. La norma passata al Senato attende l’esame di quest’ultimo. Ricordiamo che prima dell’approvazione di tale legge l’unico genocidio condannato era la Shoah. L’eccidio di sei milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto.

La norma approvata ha destato numerose polemiche. Lo stesso ambasciatore turco in Francia Tahsin Burcuoglu, infatti, era stato richiamato in patria per consultazioni in seguito alla crisi nata tra i due paesi. Sospesi anche incontri di carattere politico, economico e militare in programma. Il testo di legge rende soddisfatti i membri della comunità armena in Francia, una delle più popolose nel mondo. La città di Lione raccoglie centinaia di migliaia di Armeni e custodisce un monumento in onore delle vittime della Grande Guerra.

La Francia ha già riconosciuto il genocidio armeno il 18 gennaio del 2001, sterminio che secondo molti studiosi avrebbe causato la morte di un milione e mezzo di persone. Dal canto suo, la Turchia riconosce la morte di 500 mila persone tra il 1915 e il 1917 ma considera che siano state vittime della Prima guerra mondiale e non di uno sterminio di massa. Gran parte degli Stati Europei ha riconosciuto formalmente il genocidio e la gravità dei fatti accaduti.

Ricordiamo che durante la prima guerra mondiale avvenne nell’impero ottomano un grave episodio di pulizia etnica che ebbe per vittime gli Armeni che popolavano i territori dell’impero, concentrati soprattutto nell’area nordorientale dell’Anatolia. Il 24 aprile 1915 l’arresto di oltre duemila Armeni di Istanbul diede il via al tragico genocidio, uno dei massacri più terribili della storia. Il numero maggiore di vittime si ebbe tra il 1915 e il 1916 ma le violenze si susseguirono sino alla fine del conflitto mondiale. A distanza di anni la Turchia non accetta questo tipo di negazionismo ufficiale e considera gli Armeni vittime della guerra.

Attualmente, il dibattito politico aperto tra lo Stato transalpino e il governo di Ankara dimostra la crisi diplomatica esistente. Riaffiora intanto l’orientamento del governo Sarkozy in merito all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Inoltre, il rientro a Parigi del diplomatico turco lascia aperti nuovi scenari. Nello specifico, quest’ultimo cercherà di impedire l’approvazione della proposta di legge da parte del Senato, esamina prevista entro il mese di gennaio. Successivamente il governo francese sarà impegnato per le prossime elezioni politiche.