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Dura la reazione della Turchia in seguito
all’approvazione della legge contro il negazionismo dei genocidi avvenuta lo
scorso 22 dicembre in Francia. Numerose, infatti, le proteste di queste ultime
settimane. La legge punisce la negazione dei genocidi, tra cui quello degli
Armeni del 1915. L’evento storico è commemorato dagli Armeni il 24 aprile.
Il provvedimento è stato votato dai deputati
francesi a larghissima maggioranza e sancisce pene rigide fino a un anno di
reclusione e 45 mila euro di multa per chi dovesse negare che i massacri
compiuti dall’esercito turco sulla comunità armena consistano in un genocidio.
La norma passata al Senato attende l’esame di quest’ultimo. Ricordiamo che prima
dell’approvazione di tale legge l’unico genocidio condannato era la Shoah.
L’eccidio di sei milioni di ebrei sterminati nell'Olocausto.
La norma approvata ha destato numerose polemiche. Lo stesso ambasciatore turco
in Francia Tahsin Burcuoglu, infatti, era stato richiamato in patria per
consultazioni in seguito alla crisi nata tra i due paesi. Sospesi anche incontri
di carattere politico, economico e militare in programma. Il testo di legge
rende soddisfatti i membri della comunità armena in Francia, una delle più
popolose nel mondo. La città di Lione raccoglie centinaia di migliaia di Armeni
e custodisce un monumento in onore delle vittime della Grande Guerra.
La Francia ha già riconosciuto il genocidio armeno il 18 gennaio del 2001,
sterminio che secondo molti studiosi avrebbe causato la morte di un milione e
mezzo di persone. Dal canto suo, la Turchia riconosce la morte di 500 mila
persone tra il 1915 e il 1917 ma considera che siano state vittime della Prima
guerra mondiale e non di uno sterminio di massa. Gran parte degli Stati Europei
ha riconosciuto formalmente il genocidio e la gravità dei fatti accaduti.
Ricordiamo che durante la prima guerra mondiale avvenne nell’impero ottomano un
grave episodio di pulizia etnica che ebbe per vittime gli Armeni che popolavano
i territori dell’impero, concentrati soprattutto nell’area nordorientale
dell’Anatolia. Il 24 aprile 1915 l’arresto di oltre duemila Armeni di Istanbul
diede il via al tragico genocidio, uno dei massacri più terribili della storia.
Il numero maggiore di vittime si ebbe tra il 1915 e il 1916 ma le violenze si
susseguirono sino alla fine del conflitto mondiale. A distanza di anni la
Turchia non accetta questo tipo di negazionismo ufficiale e considera gli Armeni
vittime della guerra.
Attualmente, il dibattito politico aperto tra lo Stato transalpino e il governo
di Ankara dimostra la crisi diplomatica esistente. Riaffiora intanto
l’orientamento del governo Sarkozy in merito all’ingresso della Turchia
nell’Unione Europea. Inoltre, il rientro a Parigi del diplomatico turco lascia
aperti nuovi scenari. Nello specifico, quest’ultimo cercherà di impedire
l’approvazione della proposta di legge da parte del Senato, esamina prevista
entro il mese di gennaio. Successivamente il governo francese sarà impegnato per
le prossime elezioni politiche. |