|
II
giornalista armeno e cittadino turco Hrant Dink è stato al centro di un
clamoroso caso di cronaca nera rimbalzato sui giornali nel 2007. Il 19 gennaio
fu assassinato con tre colpi di pistola davanti alla sede di Agos, il
settimanale bilingue (turco e armeno) di cui era stato fondatore. Il killer,
un fanatico nazionalista, fu arrestato ma il mondo rima se sbigottito nel
vedere le immagini che
accompagnarono la sua cattura. Qualcuno infatti girò un filmato
all'interno della caserma in cui l'omicida Ogiin Saniast veniva celebrato
dagli agenti come se fosse un eroe nazionale. L'editore Guerini porta ora in
libreria una selezione degli articoli di Dink col titolo "L'inquietudine
della colomba. Essere armeni in Turchia" (pp. 154,euro 15). Il
giornalista affronta il problema delle minoranze, quella armena in particolare,
nella grande Turchia nazionalista. Ci sono parole chiare sulla questione
armena, naturalmente, ma
inserite in una battaglia più ampia per la libertà d'espressione e la
democrazia. Il brano che Libero propone ai lettori fu pubblicato su Agos il 12
gennaio, la settimana prima della morte dell'autore. Dink ripercorre la vicenda
che lo ha visto protagonista e scrive a chiare lettere di essere stato scelto
come bersaglio. In un passaggio lascia chiaramente intendere di sapere quale
sarà la sua sorte, Dink era
stato processato due anni prima (e
condannato a sei mesi di reclusione con la condizionale) per violazione dell'articolo 301 del codice penale-la cui
modifica è stata più volte
invocata dall'Unione europea perché lesiva della libertà d'espressione - alla
base di tanti procedimenti giudiziali contro intellettuali quali Orhan Pamuk
(Nobel per la letteratura) che avevano posto la questione del genocidio armeno
per mano dei turchi nel corso della Prima guerra
mondiale (19I5).Un tema tabù
poiché la Turchia non ha mai voluto ammettere
le sue responsabilità.
Dopo la condanna, il clima di violenza intorno a Dink, abbandonato
dalle istituzioni, si fa sempre più pericoloso. Nello stesso periodo si
svolge il processo a Pamuk, ma Dink sa che toccherà a lui pagare
per tutti. Perché Pamuk, pur critico
con la Turchia, è pur sempre turco. Invece
lui è soltanto armeno.
|