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Articolo di
Matteo Tarquini
Ararat, la Montagna del Mistero
Autore:
Paolo Cossi
Casa Editrice:
Hazard Edizioni
Provenienza: Italia
Prezzo: 18€; 114 pp.; b/n; con dvd
Data di Pubblicazione: Novembre 2011
Cossi in “Ararat, la montagna del mistero” parla,
ancora una volta dopo “Medz Yeghern”, del genocidio armeno perpetrato nel
silenzio generale (appena 20 nazioni lo hanno riconosciuto ufficialmente)
dall’impero ottomano prima e dal governo turco poi, questa volta però lascia i
temi sociali sullo sfondo, per concentrarsi su una vicenda mitico/avventurosa:
la ricerca dell’arca di Noè.
La leggenda vuole, infatti, che l’arca si sia
arenata proprio sul monte Ararat e nel corso dei secoli in quelle zone impervie
non sono mancati avvistamenti e ritrovamenti, forse falsificati, di materiali
compatibili con una grande imbarcazione vecchia di millenni, non si è mai
arrivati, però, ad una conferma ufficiale. L’opera di Cossi ci
mostra, riprendendo la storia reale di Azad Vartanian, archeologo che ha
realizzato il soggetto del fumetto e il documentario presente nel DVD in
allegato, le difficoltà a cui può metterci di fronte la montagna (tema
ricorrente in tutta la produzione dell’artista italiano) e, soprattutto, la
particolare situazione politica che interessa quei territori attualmente di
dominio turco, con il governo che li ha dichiarati “zona militare”, ma molto
cari alla popolazione armena, al punto da figurare al centro dell’emblema
nazionale.
La ricerca archeologica cede presto il passo ad un
altro tipo di scoperta, quella degli uomini e delle storie che popolano la
montagna, storie cariche di rabbia e dolore (in turco Ararat significa proprio
“montagna del dolore”) che la Turchia vorrebbe condannare all’oblio. La
questione armena, che in “Medz Yeghern” era sviscerata nei suoi aspetti storici
e in tutta la sua tragicità è qui però trattata molto brevemente, tanto che in
alcuni passaggi si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad una sorta di
Bignami dell’opera precedente, non riuscendo quindi a farci immedesimare e
provare a comprendere la dimensione del criminoso disastro abbattutosi su quei
popoli.
Proprio l’estrema brevità e la rapidità con cui
scorre “Ararat, la montagna magica” finiscono col lasciare il lettore
insoddisfatto per non aver ottenuto dall’opera ne un adeguato approfondimento
storico/antropologico, ne una buona storia d’avventura, con quest’ultima troppo
presto accantonata. Le tavole di Cossi risultano comunque di qualità, anche se
leggermente al di sotto degli ottimi standard a cui ci aveva abituato in opere
come il già citato “Medz Yeghern” o nei volumi della biografia di
Hugo Pratt, e il DVD in allegato presenta un documentario estremamente
interessante e ben realizzato, vero quid in più dell’opera. In conclusione
“Ararat, la montagna magica” è un lavoro discreto, ricco di spunti interessanti,
rimasti però soltanto in potenza, e focalizzato su argomenti colpevolemente
troppo poco conosciuti, come il duplice genocidio armeno (per chi volesse
approfondirne la conoscenza “Medz Yeghern” è veramente un testo eccezionale,
ispirato ed estremamente scorrevole), o incredibilmente affascinanti, come la
vicenda dell’arca. |