|
Sabato
19 aprile, all'auditorium chiesa di S. Croce al Quartiere Latino (chiesa
sconsacrata del vecchio complesso ospedaliero Santa Maria dei Battuti,
oggi sede ristrutturata dell'Università di Treviso), è andata in
scena "La masseria delle allodole", dall'omonimo
romanzo di Antonia Arslan (riduzione e adattamento di Mauro
Martello con la supervisione dell'autrice), musiche armene originali di Avedis
Nazarian, con l'interpretazione dell'attore Sandro Buzzatti
che in forma di lettura scenica racconta la prima parte del romanzo. Con
Buzzatti i musicisti Anna Campagnaro (violoncello e canto), Mauro Martello
(flauto, duduk e shvi), Gabriele Bruzzolo (percussioni e laptop). L'appuntamento
è organizzato da "donna e società" e dagli Amici del teatro di
Treviso e provincia.
Lo
spettacolo racconta in forma di lettura scenica la prima parte del romanzo.
Vengono rievocate le atmosfere, le musiche, i colori, i sapori di un popolo
ricco di cultura e tradizioni millenarie. Il lavoro narra con delicatezza,
umorismo e pathos la vicenda di
Yerwant e Sempad , due fratelli armeni
separati nell’adolescenza. Yerwant, dopo aver trovato fortuna in
Italia, nel Veneto, progettava un
viaggio di ritorno in patria, proprio alla vigilia dello scoppio della Grande
Guerra. Ma l’incontro tra i due fratelli non avverrà
mai perché Sempad
e la sua famiglia saranno trucidati proprio nella Masseria delle Allodole, la
dimora che avrebbe dovuto accogliere i familiari italiani. Sullo sfondo
l’amore impossibile di Djelian, il militare
turco che invano proverà a salvare la giovane e bella armena Azniv. Una
vicenda, una fra tante, della terribile pagina della storia del primo genocidio
del 1900.
Gran
parte delle composizioni utilizzate nello spettacolo sono un adattamento di
canti e danze tradizionali che provengono proprio dalla regione in cui si svolge
il racconto di Antonia Arslan. Queste melodie sono state fissate sul pentagramma
sul finire degli anni ’40 e sottratte così all’oblio, dal compositore
armeno
Avedis Nazarian (presente in sala)
, oggi residente a Mestre. Nell’anno 2005 il M° Nazarian
ha raccolto in un manoscritto inedito questi suoi antichi appunti,
realizzando una raccolta che ha intitolato “Frammenti di un mondo perduto”.
Recentemente, su richiesta di Mauro Martello,
Avedis Nazarian
ha arrangiato espressamente per questo progetto teatrale l’intero manoscritto
“Frammenti di un mondo perduto”. Grande attenzione è stata posta dal
compositore nel conservare, nella sua realizzazione, lo spirito genuino delle
melodie che aveva ascoltato da bambino, cantate dai suoi genitori. Sì può
quindi affermare che le musiche di questo lavoro sono esattamente quelle dei
luoghi e del tempo de La Masseria delle Allodole. Vengono utilizzati
anche alcuni strumenti tradizionali armeni come il duduk e lo shvi.
|