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COMUNICATO STAMPA
Padova, 26 marzo 2010
Ancora due importanti riconoscimenti alla
scrittrice
Assegnate DUE MEDAGLIE D’ORO AD ANTONIA ARSLAN
La scrittrice è stata premiata all’Università
di California a Los Angeles
e all’Ambasciata armena a Roma
“ Per l’importante contributo alla diffusione
della cultura armena “
“ Un contributo significativo al tesoro della
cultura armena “ . Con questa motivazione la scrittrice padovana di origine
armena Antonia Arslan ha ricevuto domenica scorsa (21 marzo) a Los Angeles la
medaglia d’oro del premio “NAREKATSI” istituito otto anni fa da “Friends of
UCLA Armenian Language and Culture Studies”, l’associazione che sostiene la
cattedra di armenistica all’università californiana di Los Angeles.
Intitolato al mistico e poeta armeno Gregorio di
Narek, il riconoscimento è il secondo ricevuto da Antonia Arslan in pochi
giorni. Il 9 marzo, infatti, all’ambasciata armena a Roma l’autrice de La
masseria delle allodole è stata celebrata con la medaglia d’oro del Ministero
della Cultura dell’Armenia. La scrittrice è poi partita per gli Stati Uniti dove
è stata accolta con affetto e stima dai rappresentanti della comunità armena e
dai responsabili della cattedra di armenistica dell’università di Los Angeles
che ogni anno, assieme al gruppo “Amici degli studi di lingua e cultura armena
di UCLA” premiano autorevoli personalità.
Domenica, nel corso del banchetto organizzato al
“Walter e Laurel Karabian Hall” a Hollywood, ad Antonia Arslan è stato
riconosciuto il merito di aver contribuito a diffondere la cultura armena
soprattutto grazie al romanzo _ La masseria delle allodole_ che, tradotto in
moltissime lingue, ha suscitato l’interesse per la storia armena e il genocidio
del 1915 in tutto il mondo. Sia la presidente di “Friends of UCLA Armenian
Language and Culture Studies”_ Gia Aivazian_ che il direttore della cattedra di
armenistica a UCLA_ Peter Cowe_ hanno sottolineato le motivazioni che hanno
indotto a consegnare il premio ad Antonia Arslan. La scrittrice, nel ringraziare
per la medaglia, ha annunciato che sarebbe felice di ritornare a Los Angeles per
la presentazione del suo terzo libro.
Nel corso della serata di gala è stato annunciato
che, dopo La masseria delle allodole, anche La strada di Smirne verrà pubblicata
in lingua armena. A questo proposito Sona Haroutyunian (Università Ca’Foscari
Venezia - vincitrice del premio “la migliore traduttrice dell’anno”), che ha
tradotto con successo il primo romanzo di Antonia Arslan, ha letto in anteprima
alcuni brani in armeno e in inglese del secondo romanzo (pubblicato in italiano
nel 2009). Il ministero della Cultura armena ha proposto a Sona Haroutyunian di
curare la traduzione anche de La strada di Smirne.
Un’ultima novità, infine, da Los Angeles: con la
sponsorizzazione di “Friends of UCLA Armenian language and culture studies”,
“UCLA Center for Near Eastern Studies” e “UCLA Center for European and Eurasian
Studies” lunedì (22 marzo) è stata proiettata per la prima volta nella costa
occidentale degli Stati Uniti al Melniz hall di Los Angeles la pellicola La
masseria delle allodole dei fratelli Taviani, liberamente tratta dall’opera di
Arslan e uscita in Italia nel 2007.
Profilo di Antonia Arslan
Antonia Arslan è nata a Padova e discende da una
famiglia di origine armena. Ha insegnato Letteratura italiana moderna e
contemporanea alla facoltà di Lettere dell’Università di Padova ed ha pubblicato
diversi libri e moltissimi saggi su vari argomenti: da Buzzati alla letteratura
veneta, dalla letteratura popolare alla letteratura fantastica, a quella
femminile.
Si è occupata, tra i primi in Italia, del romanzo
popolare e d’appendice, ricerca da cui è nato Dame, droga e galline. Romanzo
popolare e romanzo di consumo tra ‘800 e ‘900 (Cleup, Padova 1977 e Unicopli,
Milano 1987). In questo testo sono raccolti anche gli articoli di un gruppo di
studenti che avevano seguito con lei seminari sull’argomento.
Il suo interesse si è, poi, rivolto verso la
scrittura femminile italiana. Ha riscoperto alcune autrici venete (si veda Le
stanze ritrovate. Antologia di scrittrici venete dal ‘400 al ‘900, Eidos, Mirano
1991), come Giovanna Zangrandi (Alma Bevilacqua), della quale ha recentemente
ristampato il capolavoro I Brusaz (Il Poligrafo, Padova 2006), ha riproposto
autrici italiane attive tra ‘800 e ‘900, come la grandissima Neera (Anna Radius
Zuccari), Bruno Sperani (Beatrice Speraz), Marchesa Colombi (Antonietta Torriani
Torelli Viollier), Contessa Lara (Evelina Cattermole Mancini), Vittoria Aganoor.
Molti degli articoli e dei saggi che ha pubblicato sono stati raccolti in Dame,
galline e regine. La scrittura femminile italiana fra '800 e '900 (Guerini,
Milano 1998). Ha curato i carteggi di Neera con Benedetto Croce, Angelo Orvieto,
Verga, Capuana, Marinetti, Pirandello e altri, ed è la responsabile
dell’archivio della scrittrice.
Ha ritrovato le proprie radici e l’Armenia
attraverso le poesie di una delle sue voci più grandi, quella di Daniel Varujan,
del quale ha tradotto Il canto del pane (Guerini, Milano 1992), giunto alla VI
edizione, ed una raccolta di poesie, Mari di grano (Paoline, Milano 1995).
Da allora si è adoperata instancabilmente per dar
voce ai martiri armeni del Metz Yeghèrn (il Grande Male), il genocidio
dimenticato del 1915, che è il primo del XX secolo, promuovendo incontri,
traducendo testi, organizzando mostre,
raccogliendo interviste (v. Hushèr la memoria. Voci italiane di sopravvissuti
armeni (con L. Pisanello), Guerini, Milano 2001) e contribuendo attivamente ad
organizzare convegni internazionali come quello sui Giusti (Si può sempre dire
un sì o un no: i Giusti contro i Genocidi degli Armeni e degli Ebrei, che si
tenne a Padova a fine novembre del 2000).
Ha fondato e dirige l’associazione di ricerca
letteraria Casa di Cristallo, con sede a Padova ed è vicepresidente di
Italiarmenia, associazione che promuove la collaborazione e gli scambi tra le
due nazioni ed indirizza aiuti verso la Repubblica d’Armenia.
Negli ultimi anni fa la spola tra l’Italia e gli
Stati Uniti, dove ha tenuto e tiene conferenze sulla letteratura femminile
italiana e sulla cultura e sulla storia armene. E’ distinguished professor alla
Fordham University di New York.
La Masseria delle Allodole, il suo primo romanzo,
edito da Rizzoli nel 2004, è giunto alla 26esima edizione e ha ricevuto oltre
una ventina di premi in Italia fra cui il “Giuseppe Berto opera prima”, il
“Selezione Campiello Giuria dei Letterati”, il “Fenice-Europa”, il “PEN Club
International”, il "Premio Internazionale di Letteratura Religiosa", il "Premio
del librai Città di Padova", il “Premio Biblioteche di Roma”, il “Premio Masi
per la civiltà veneta”. E’ stato finalista del Los Angeles Times Book Prize nel
2008. La Masseria delle allodole è stato tradotto in molte lingue, fra cui
svedese, olandese, tedesco, greco, spagnolo, armeno, inglese, francese,
giapponese, turco, inglese (con la Random House), russo, sloveno, ungherese. E’
in corso la traduzione in arabo.
Nel marzo 2007 è uscito nelle sale il film dei
fratelli Taviani La masseria delle allodole, liberamente tratto del romanzo, che
fu presentato al festival cinematografico di Berlino. In quell’occasione è
uscita una nuova edizione BUR extra. Il romanzo è ancora nella classifica dei
bestseller dopo sei anni dalla sua prima uscita a stampa.
In questo sconvolgente libro, Antonia Arslan
attinge ai ricordi familiari per raccontare la tragedia di un popolo “mite e
fantasticante”, gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una
felicità perdute.
La masseria delle allodole è la casa sulle colline
dell’Anatolia dove, nel maggio 1915, all’inizio dello sterminio del popolo
armeno da parte del governo dei Giovani Turchi, fra massacri, morte e
disperazione, tre bambine e un “maschietto-vestito-da-donna” riescono a
sopravvivere. Avviati in deportazione, raggiungono Aleppo grazie alla dedizione
di alcune indomite donne e di un mendicante turco, e alla fine salperanno per
l’Italia, dove li accoglierà lo zio Yerwant, nonno dell’autrice, “colpevole di
essere sopravvissuto”, perché emigrato giovanissimo.
Nel febbraio 2009 è uscito, sempre con Rizzoli, il
nuovo romanzo La strada di Smirne, che è già arrivato alla settima edizione (tre
nella collana BUR extra). In questo romanzo, che è il seguito de La masseria
delle allodole, ritroviamo i bambini scampati al massacro e i loro salvatori
Ismene, Isacco e Nazim, ed altre intense e commoventi figure, le cui vicende si
intrecciano con quelle dei personaggi che abbiamo tanto amato. Anche le loro
storie e il loro destino ci tengono avvinti fino alle ultime pagine del libro.
Antonia Arslan da diversi anni collabora con “Il
Messaggero di Sant’Antonio”, e con “Avvenire” (sia con il quotidiano che con il
supplemento mensile “Luoghi dell’infinito”.
Nell’aprile del 2009 Antonia ha affrontato e
superato una sfida importante: una gravissima malattia che ha messo a rischio la
sua vita. L’esperienza drammatica e misteriosa della rianimazione, del coma
indotto e del risveglio, l’hanno trasportata in un luogo fuori del tempo, nella
condizione dove tutto sembra sofferenza e disperazione. Lì Antonia ha potuto
cogliere, invece, una grande ricchezza umana e spirituale, che si è espressa
nell’amore e nell’amicizia dei suoi, nella solerte professionalità di quanti
l’hanno curata ed accudita, nell’affetto dei numerosi lettori e di tante persone
sconosciute; lì ha potuto sperimentare la forza della comunione nella preghiera.
Ritrovate tutta la sua energia e la sua vivacità,
l’autrice ha ripreso a viaggiare, ad incontrare il suo pubblico e a scrivere,
iniziando - tra l’altro - la stesura del racconto di questa sua incomparabile e
preziosa avventura.
PREMI ASSEGNATI AL LIBRO
“ LA MASSERIA DELLE ALLODOLE”
2004
Premio Berto (Mogliano Veneto – Ricadi)
Premio “Giacomo Casanova Castello di Spessa”,
Capriva del Friuli (Gorizia)
Premio Fregene
Premio “Città di Bari”
Premio Campiello Giuria dei Letterati
Premio “Campiello Secondo Noi” (Biblioteca di
Predazzo)
Premio “Fenice-Europa” (Assisi)
Premio Stresa
(e inoltre finalista al Supercampiello, dove la
Masseria è arrivata seconda per due voti)
2005
Premio Lettori di Lucca
Premio P.E.N. Club International
Premio Manzoni (Lecco)
Premio del Libraio “Città di Padova” per la
narrativa
Premio di Letteratura Religiosa “Città di Pagani”
(Salerno)
Premio Città di Cuneo per il primo romanzo
Premio Biblioteche di Roma
2007
Premio Masi per la Civiltà Veneta
Premio “Graziella Fumagalli 2007” (Confartigianato
Donne Impresa di Padova)
2008
Premio “Eccellenza Donne Impresa Belluno”
Premio “Mastèa d’Oro” (Campagnola di Brugine,
Padova)
Premio “Anthurium”, Sezione Letteraria “Rosario
Rubbettino” (Lamezia Terme)
Premio Ostiglia-Arnoldo Mondadori. Un libro al
cinema (Ostiglia, Mantova)
Nota
Il libro è giunto in Italia alla ventisettesima
edizione; è stato tradotto finora in quattordici lingue (francese, inglese,
tedesco, spagnolo, giapponese, svedese, olandese, greco, armeno orientale,
armeno occidentale, sloveno, ungherese, rumeno, turco).
Il film omonimo dei fratelli Taviani (coproduzione
italiana, francese, spagnola e bulgara) è stato girato a Plovdiv in Bulgaria e a
Padova, ed è uscito nelle sale nel marzo 2007. |