Scandaloso editoriale dal titolo  «La cultura vince l’odio» pubblicato sul mensile "Monsieur" - Febbraio 2010.

Ci è stato segnalato uno scandaloso editoriale dal titolo  «La cultura vince l’odio» pubblicato sul mensile "Monsieur" a firma di Franz Botré che scopre la figura di Ataturk dopo un suo viaggio in Turchia.

>> Leggi l'editoriale di Botrè 


Spettabile redazione,

abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di protesta per l’editoriale del numero 84 (gennaio-febbraio).

Non possiamo che esprimere tutto il nostro disappunto per un articolo nel quale si intessono le lodi per Ataturk e la Turchia. Alcune affermazioni (“i turchi hanno una voglia matta di dialogare, di confrontarsi,…) rasentano il ridicolo se solo si consideri la circostanza che è tuttora vigente e perfettamente operante l’art. 301 del codice penale  che punisce il reato di offesa alla turchità (sic!) che ha visto e vede sotto processo scrittori (uno su tutti il premio Nobel Pamuk), giornalisti, editori e accademici che osano affrontare argomenti invisi al regime (dal genocidio degli armeni alla questione di Cipro, ai curdi,…).

Se è vero che poco alla volta alcuni settori della società civile stanno cercando di ribellarsi in maniera civile e democratica a questo stato di fatto, è altrettanto pacifico che il sistema turco è ben lontano dagli standard europei.

Riferire che “Istambul rappresenta le radici filosofiche della famiglia europea allargata”  potrà rappresentare niente più che un bel esercizio stilistico di narrazione; affermare che “la Turchia potrà portare in dote alla comunità europea l’eredità multietnica degli Ottomani perché i valori in cui crediamo noi sono gli stessi in cui crede lo stato turco figlio di Ataturk”  vuol dire fare sfoggio di una ignoranza storica sol che si conosca superficialmente le vicende dell’impero ottomano.

Non crediamo sia il caso di ricordare all’estensore dell’editoriale il genocidio del popolo armeno nel 1915 ed i massacri consumati a danno anche della popolazione greca, assira e curda e per i quali è stato diretto responsabile proprio il fondatore della Turchia moderna, Ataturk.

Ci auguriamo che le considerazioni del sig. Franz Botrè siano solo il frutto del ricordo di un piacevole soggiorno turistico e non di un effettivo convincimento.

       Distinti saluti.

 

www.comunitaarmena.it

 

     La redazione