Armeni, cultura da tutelare - Di Massimiliano Pontillo -  monzalacitta.it  25.06.08

Un incontro gremito per seguire la lezione storico-archeologica di padre Grigoris Serenian sulla storia del popolo Armeno. Una cultura nata attorno alla Bibbia e ad una profonda fede religiosa che oggi si cerca di mantenere sulla linea di confine tra Occidente e Oriente

Oltre centocinquanta persone hanno gremito la Sala del Decanato, nell'antica Casa dell'Arciprete in piazza Duomo, per seguire la lezioni di storia e archeologia di padre Grigoris Serenian, monaco mechitarista. La serata era organizzata dal Circolo Numismatico Monzese con la Delegazione di Monza-Brianza dell'Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Ad accoglierlo monsignor Silvano Provasi, arciprete di Monza, e monsignor Dino Gariboldi, arciprete emerito, oltre a Dino D'Orlando, vice presidente dei numismatici di Monza e Claudio Castoldi, delegato per i Cavalieri del Santo Sepolcro.

Dopo una introduzione di carattere generale padre Grigoris ha illustrato le tappe di un viaggio sulla tracce di una civiltà oggi ricompresa tra Turchia (l'antica Anatolia) e le regioni dell'Armenia storica che si affacciano sul Mar nero.

Nelle immagini mostrate da padre Gregoris il monte Ararat sullo sfondo -la montagna sulla quale, secondo la tradizione biblica, si trova l'Arca dell'Alleanza- danno ragione di una realtà territoriale composita. L'Armenia storica infatti, entra nell'orbita "occidentale" nel I secolo a.C. con l'estensione del protettorato romano, che a fasi alterne si dilunga per circa quattro secoli.

Ma l'osmosi completa con l'occidente non avverrà mai: si tratta piuttosto di una serie di scambi che arricchiscono entrambe le parti. Lo dimostra anche la cristianizzazione dell'Armenia, che avviene a partire dal 301. Si afferma così una cultura che si lega indissolubilmente al messaggio del Logos, il Verbo Incarnato, e che lega la prima opera letteraria nazionale proprio alla traduzione della Bibbia. Splendore e decadenza si alternano nei secoli successivi e le immagini illustrate da padre Grigoris lo hanno confermato: ai tempi di pace in cui sorgono le caratteristiche architetture sacre si alternano  tempi di persecuzione. Tra le ultime, quella durissima del 1915 - 1922, con un milione e mezzo di martiri e che ha segnato la diaspora degli Armeni nel mondo. Il compito di mantenere viva la cultura armena e di fortificare le comunità residenti nel Medio e Vicino Oriente spetta ai monaci Mechitaristi, i cui insediamenti in Siria, Libano, Israele, Europa e Americhe uniscono una inscindibile funzionalità pastorale culturale.

Invitati da padre Grigoris, i Numismatici e i Cavalieri del Santo Sepolcro di Monza stanno preparando per i prossimi mesi una visita al monastero mechitarista veneziano di san Lazzaro che costituisce un singolare ponte di dialogo tra occidente e oriente.