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Un
incontro gremito per seguire la lezione storico-archeologica di padre Grigoris
Serenian sulla storia del popolo Armeno. Una cultura nata attorno alla Bibbia e
ad una profonda fede religiosa che oggi si cerca di mantenere sulla linea di
confine tra Occidente e Oriente
Oltre
centocinquanta persone hanno gremito la Sala del Decanato, nell'antica Casa
dell'Arciprete in piazza Duomo, per seguire la lezioni di storia e archeologia
di padre Grigoris Serenian, monaco mechitarista. La serata era organizzata dal
Circolo Numismatico Monzese con la Delegazione di Monza-Brianza dell'Ordine
Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Ad
accoglierlo monsignor Silvano Provasi, arciprete di Monza, e monsignor Dino
Gariboldi, arciprete emerito, oltre a Dino D'Orlando, vice presidente dei
numismatici di Monza e Claudio Castoldi, delegato per i Cavalieri del Santo
Sepolcro.
Dopo
una introduzione di carattere generale padre Grigoris ha illustrato le tappe di
un viaggio sulla tracce di una civiltà oggi ricompresa tra Turchia (l'antica
Anatolia) e le regioni dell'Armenia storica che si affacciano sul Mar nero.
Nelle
immagini mostrate da padre Gregoris il monte Ararat sullo sfondo -la montagna
sulla quale, secondo la tradizione biblica, si trova l'Arca dell'Alleanza- danno
ragione di una realtà territoriale composita. L'Armenia storica infatti, entra
nell'orbita "occidentale" nel I secolo a.C. con l'estensione del
protettorato romano, che a fasi alterne si dilunga per circa quattro secoli.
Ma
l'osmosi completa con l'occidente non avverrà mai: si tratta piuttosto di una
serie di scambi che arricchiscono entrambe le parti. Lo dimostra anche la
cristianizzazione dell'Armenia, che avviene a partire dal 301. Si afferma così
una cultura che si lega indissolubilmente al messaggio del Logos, il Verbo
Incarnato, e che lega la prima opera letteraria nazionale proprio alla
traduzione della Bibbia. Splendore e decadenza si alternano nei secoli
successivi e le immagini illustrate da padre Grigoris lo hanno confermato: ai
tempi di pace in cui sorgono le caratteristiche architetture sacre si alternano
tempi di persecuzione. Tra le ultime, quella durissima del 1915 - 1922, con un
milione e mezzo di martiri e che ha segnato la diaspora degli Armeni nel mondo.
Il compito di mantenere viva la cultura armena e di fortificare le comunità
residenti nel Medio e Vicino Oriente spetta ai monaci Mechitaristi, i cui
insediamenti in Siria, Libano, Israele, Europa e Americhe uniscono una
inscindibile funzionalità pastorale culturale.
Invitati
da padre Grigoris, i Numismatici e i Cavalieri del Santo Sepolcro di Monza
stanno preparando per i prossimi mesi una visita al monastero mechitarista
veneziano di san Lazzaro che costituisce un singolare ponte di dialogo tra
occidente e oriente.
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