Testo della mozione di solidarietà all'editore Turco Ragip Zarakolu approvato dal Comune di Padova nel novembre del 2005 

 

COMUNE DI PADOVA

SEGRETERIA GENERALE

____________

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

 

N.  2005/0109 di Reg.                                                    Seduta del 03/11/2005

 

OGGETTO:

MOZIONE DI SOLIDARIETA' ALL'EDITORE TURCO RAGIP ZARAKOLU.

___________________________

 

L’anno 2005, il giorno tre del mese di novembre alle ore 19.15, convocato su determinazione del Presidente con avviso spedito nei modi e termini di legge, il Consiglio Comunale si è riunito presso la sede di Palazzo Moroni, nella sala delle adunanze aperta al pubblico.

Alla trattazione dell’argomento in oggetto, in seduta pubblica , risultano presenti ed assenti:

 

Il Sindaco  ZANONATO FLAVIO

 

e i Consiglieri:

 

N.

NOME E COGNOME

 

N.

NOME E COGNOME

 

01.

MISTRELLO DESTRO GIUSTINA

Ag

21.

ZOCCALI ROMUALDO

 

02.

MARIN MARCO

A

22.

FALESCHINI SANDRO

Ag

03.

BORDIN ROCCO

A

23.

SIRONE GAETANO

 

04.

MENORELLO DOMENICO

A

24.

ZANGROSSI CRISTIANA

 

05.

AVRUSCIO GIAMPIERO

A

25.

VETTORE ANTONIO

Ag

06.

PISANI GIULIANO

 

26.

BERNO GIANNI

 

07.

SALMASO ALBERTO

A

27.

CAVAZZANA PAOLO

 

08.

RICCOBONI TOMMASO

A

28.

DALLA LIBERA SIMONE

 

09.

CARABOTTA EMANUELE

A

29.

VERLATO FABIO

 

10.

NICOLINI BENEDETTA

A

30.

PIPITONE ANTONINO

 

11.

NACCARATO ALESSANDRO

 

31.

NOVENTA GIORGIO

 

12.

ZAMPIERI UMBERTO

 

32.

SAIA MAURIZIO

A

13.

ZAN ALESSANDRO

 

33.

ZANON GABRIELE

A

14.

BOSELLI ANNA DETTA MILVIA

 

34.

ZANESCO LUIGI

 

15.

MOLINARI ORAZIO

Ag

35.

FEDE ANTONELLA ANNA

 

16.

LENCI GIULIANO

 

36.

MAZZETTO MARIELLA

A

17.

BALDUINO ARMANDO

 

37.

D'AGOSTINO AURORA

A

18.

BROMBIN MICHELE

Ag

38.

FORESTA ANTONIO

A

19.

COVI CARLO

 

39.

BELTRAME GIULIANA

 

20.

ITALIANO SALVATORE

 

40.

DI MASI GIOVANNI BATTISTA

 

 

e pertanto complessivamente presenti n. 23  e assenti n. 18 componenti del Consiglio.

 

Sono presenti gli Assessori:

SINIGAGLIA CLAUDIO

 

BOLDRIN LUISA

 

MARIANI LUIGI

 

PIRON CLAUDIO

 

SCORTEGAGNA RENZO

 

BICCIATO FRANCESCO

 

PIERUZ RUGGERO

A

CARRAI MARCO

 

ROSSI IVO

A

BALBINOT MONICA

A

BORTOLI MAURO

 

RUFFINI DANIELA

 

 

 

 

 

 

Presiede: Il Presidente del Consiglio  Anna detta Milvia Boselli

Partecipa:  Il Vice Segretario Generale  Giampaolo Negrin

La seduta è legale.

Sono designati a fungere da scrutatori i Consiglieri signori:

1) Zampieri Umberto

2) Fede Antonella Anna


Il Presidente pone in discussione l'argomento iscritto al n. 148 dell'O.d.g., dando la parola al Consigliere Giuliano Pisani , il quale illustra la seguente relazione in precedenza distribuita ai Consiglieri:

 

Ragip Zarakolu è un coraggioso editore turco che da anni, sfidando i rigori della legislazione del suo Paese, pubblica testi che riguardano il genocidio armeno, la questione curda, i diritti umani, temi che in Turchia costituiscono ancora un tabù per il governo e per una parte dell'opinione pubblica. Ha subito per questo anche lunghi periodi detentivi, a partire dal primo arresto, a ventitré anni, per articoli ritenuti sovversivi dall’allora Regime militare.

Nella sua battaglia civile è stato sempre affiancato dalla moglie, la poetessa ed editrice turca Ayse Nur Zarakolu, che si è battuta per tutta la vita per la giustizia e la purezza morale, pagando il suo impegno civile e intellettuale con l’arresto, il carcere (tre volte, per un totale di quindici mesi) e la perdita dei diritti civili. Grazie al suo operato hanno avuto diffusione, senza previa autorizzazione da parte del Governo turco, i primi testi sul genocidio armeno del 1915 e sulla questione curda.

 

Ayse Nur Zarakolu è stata la prima persona a ricevere il premio dell’Unione Editori per i Diritti Umani nel 1995.

 

Il Comune di Padova, vedendo in lei un modello da indicare alle future generazioni, le attribuì, il 29 novembre 2001, nell’ambito della prima edizione del premio internazionale “Padova – Città dei Giusti”, su indicazione della Comunità armena internazionale, il riconoscimento di Giusto. Già gravemente malata, era stato suo marito Ragip, a ritirare il premio al suo posto e a leggere il suo saluto (qui riportato in allegato). È morta a Istanbul il 28 gennaio del 2002.

In questi ultimi anni Ragip Zarakolu ha subito il carcere e attualmente non può lasciare il Paese e non può più partecipare a incontri su temi importanti e a lui cari, come la difesa dei diritti umani e dei diritti delle minoranze, la riconciliazione tra turchi e armeni, l’entrata della Turchia in Europa. Tale limitazione è dovuta al fatto che Ragip Zarakolu è rinviato a giudizio in ben quattro processi per la sua attività di editore. Davanti alla seconda corte penale di Sultanhamet, per esempio, deve rispondere del reato di aver pubblicato un libro intitolato The Truth will set us free: Armenians and Turks reconciled (La verità ci renderà liberi: armeni e turchi riconciliati) di George Jerjian, uno scrittore inglese di origine armena. 

Questa inaccettabile persecuzione va avanti da anni. Con le sue battaglie Ragip Zarakolu tiene alta la dignità della nazione e del popolo a cui appartiene, in un paese in cui si intaccano ancora le libertà civili, si perseguitano i dissidenti, gli intellettuali, le minoranze nazionali, si rifiuta ostinatamente il confronto storico sul genocidio armeno e sulle responsabilità del governo dei Giovani Turchi nello sterminio del 1915.

Queste posizioni non incoraggiano i popoli dell'Europa ad accettare l'entrata della Turchia nell'Unione, né la nazione turca a ripensare la propria storia con la lucidità necessaria alla crescita di una coscienza collettiva più matura, nella società civile e nelle istituzioni.

Tutto ciò premesso

 

Il Consiglio Comunale di Padova

esprimendo

 

• in nome della libertà di parola e di espressione, totale riprovazione per gli atti intimidatori operati nei confronti di un cittadino onesto e leale, che si batte per la verità e la difesa dei diritti delle minoranze nel suo Paese;

 

manifestando

 

• piena solidarietà a un uomo, di cui condivide gli ideali che sono alla base della sua azione,

 

chiede al Signor Sindaco

 

• di rappresentare urgentemente al Governo italiano il caso di Ragip Zarakolu, sollecitandone l’autorevole intervento in tutte le sedi che riterrà opportune;

 

• di interpellare i parlamentari europei eletti nel nostro territorio perché si facciano promotori in sede parlamentare europea di azioni atte a por fine a una censura inaccettabile per la coscienza civile europea.

 

F.to Giuliano Pisani

 

Allegato

 

Messaggio inviato da Ayse Nur Zarakolu alla città di Padova, in occasione della consegna del premio Padova, Citta dei Giusti

 

Amici, mi dispiace molto di non poter partecipare, a causa del mio stato di salute, a questa bella giornata che è significativa, molto significativa per me.

In fondo vi è una logica che qualcuno riceva un premio perché ha scritto dei bei romanzi o ha dipinto dei bei quadri. Ma non è cosa consueta che qualcuno riceva un premio perché ha detto “no”.

La città di Padova sta realizzando qualcosa di molto diverso, sta ponendo la sua firma sotto un gesto molto originale.

Per quanto mi riguarda io ho fatto il mio dovere. Ho fatto qualche cosa che chiunque avrebbe dovuto fare. Non ho taciuto, ho parlato. Ho preceduto coloro che volevano parlare e mi sono assunta la responsabilità di quanto ho fatto, l’ho difeso ad ogni costo. E continuerò a fare tutto ciò fino a quel supremo istante. Ma il fatto che io sia stata premiata “per questo” è una dimostrazione della stranezza del mondo in cui viviamo.

In verità il premio che mi concedete mi rende più responsabile e anche più motivata. Eppure mi sembra ancora strano ricevere questo premio. Infatti io ho fatto solo il mio dovere, ho fatto ciò che doveva essere fatto. Ed è un grosso peccato che nel mio paese solo così in ritardo questo sia considerato un dovere. Non potrò fare a meno di sottolineare una cosa: dal punto di vista morale questo premio è per me il più importante che io abbia mai ricevuto. Il premio che maggiormente mi onora, che maggiormente mi rende responsabile. Voi vi chiederete: perché? Perché questo premio ha ancora un’altra dimensione. Una dimensione molto importante. La via per giungere al punto ove non si rivivano più nuovi genocidi, nuove tragedie, passa attraverso l’esperienza comunitaria di dare espressione al sincero pentimento per l’onta di quanto fu vissuto nel passato. Ciò costituisce al tempo stesso una condizione preliminare per la formazione della coscienza collettiva. Il poeta turco Bedrettin Aykun così esprime nei suoi versi la tragedia del 1915:

 

“Non attendermi invano, non tornerò

L’esilio è una strage di rose ed è sangue

Yesilirmak Kelki Suyu e l’Eufrate

Sono testimoni i fiumi del mio paese

Sono testimoni gli occhi spalancati dalla paura

La lingua ammutolita di mia madre bambina”

 

Purtroppo l’umanità continua a rivivere le stesse sofferenze. Perché, a cominciare dalla nostra società, le società del mondo sfuggono all’adempimento dei doveri necessari per una educazione delle coscienze. La negazione del genocidio spiana la strada a nuovi genocidi. La morte di giovani è tuttora una ferita sanguinante del mio paese. Di nuovo con le parole di Aykun:

 

“In una notte lunga dall’alba lontana

Spargendo vittime dal nostro sangue

Camminiamo con passi addestrati

Incontro alla nostra croce

La nostra colpa è amarti

La nostra colpa è pensarti

La fotografia del dolore è più intensa

Sui volti affaticati dei vecchi

Nuove morti attendono le madri

I nuovi bravi esanimi

Siamo immersi in un’onta sorda e muta

Siamo sull’orlo di un abisso freddo senza fondo “.

 

Per questo il poter dire “no” adempiendo ad un dovere di coscienza è molto importante: per le vittime, ma anche per poter recuperare la nostra umanità. Questa è una responsabilità che ci sfida non solo per un dovere verso gli altri, ma per un dovere verso noi stessi. Noi tutti siamo figli dell’eredità culturale dell’Anatolia. Dare vita nelle nostre coscienze all’onta per l’evento del 1915, significherà al tempo stesso la nostra riconciliazione con la realtà geografica che abitiamo. Allora i nostri morti potranno dormire in pace e noi tutti potremo compiangerli insieme.

Infatti la negazione del genocidio significa la sua continuazione, significa la complicità in esso delle nuove generazioni.

A ciò dobbiamo dire di “no” tutti insieme. Io dico “no”.

Ayse Nur Zarakolu

 

_____________________

 

            La Presidente dichiara aperta la discussione.

 

O M I S S I S

(Interviene il Sindaco)

 

            Nessuno altro avendo chiesto di parlare, la Presidente pone in votazione, con il sistema elettronico, la suestesa proposta

 

            Con l’assistenza degli Scrutatori si accerta l’unanimità dei voti.

 

            La Presidente proclama l’esito della votazione e dichiara approvata la proposta in oggetto.

 

 

 

Letto, approvato e sottoscritto.

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Anna detta Milvia Boselli

 

IL VICE SEGRETARIO GENERALE

Giampaolo Negrin

 

 

 

La presente deliberazione, viene pubblicata, mediante affissione all'Albo Pretorio il giorno 08/11/2005 rimanendovi per 15 gg. consecutivi, ai sensi e per gli effetti dell'art. 124 del D.Lgs 18/08/2000 n. 267, e cioè a tutto il 22/11/2005

 

 

 

 

IL SEGRETARIO GENERALE

Giuseppe Contino

 

 

E' divenuta ESECUTIVA, ai sensi dell'art. 134 del D.Lgs. 18/08/2000 n. 267 il giorno 18/11/2005.

 

 

 

IL VICE SEGRETARIO GENERALE

Giampaolo Negrin

 

 

La presente deliberazione è stata affissa all'Albo Pretorio Comunale per quindici giorni consecutivi dall'08/11/2005 al 22/11/2005. L'addetta Gabriella Testa