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Mostre agora magazine.it 23.01.2012
Bari / “Hrand Nazariantz: le tracce e il volto”:
convegno e mostra fotografica
BARI - Mercoledì 25 gennaio 2012 a Bari, presso la
Biblioteca Provinciale De Gemmis – S. Teresa Dei Maschi (Strada Lamberti 4, alle
ore 16:30), si terrà il convegno “Hrand Nazariantz: le tracce e il volto”
dedicato all’intellettuale e poeta armeno vissuto a Bari dal 1913 al 1962.
L’evento è realizzato dal Centro Studi “Hrand Nazariantz” con il patrocinio
dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, della Provincia di Bari,
del Comune di Bari, del Consiglio per la Comunità Armena di Roma.
Durante la manifestazione, oltre ad essere
ricordata la figura di Hrand Nazariantz nel 50° anniversario dalla sua
scomparsa, si terrà un dibattito tra intellettuali turchi, armeni, siriani e
greci riuniti attorno allo stesso tavolo in una straordinaria e rara occasione
di dialogo interculturale sulla questione Turco-Armena. Interverranno
l’Assessore regionale Silvia Godelli, il vice Presidente della Provincia di Bari
dott. Trifone Altieri, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il prof. Kegham J.
Boloyan (Università del Salento), la prof.ssa
Isabelle Oztasciyan Bernardini d’Arnesano (Università del Salento), il dott.
Murat Cinar (giornalista e corrispondente di testate progressiste turche), il
prof. Cosma Cafueri (presidente del Centro Studi “Hrand Nazariantz”).
Previsti due brevi momenti di spettacolo: un
reading di letture a cura dell’attore Vito Lopriore e un concerto - omaggio a
Nazariantz con musiche di Schumann, Albeniz, De Falla, Rota, Casavola. Nel corso
della serata sarà presentato il volume “Hrand Nazariantz Fedele d’Amore” a cura
del prof. Paolo Lopane. Al Convegno sarà abbinata una Mostra Fotografica, avente
per oggetto Nazariantz e i suoi luoghi e ambienti di vita da Istanbul a Parigi,
le sue frequentazioni nel capoluogo pugliese, le immagini di "Nor Arax"
(villaggio-opificio di via Amendola). La mostra resterà aperta fino al 2
febbraio 2012.
Il quotidiano Italiano Bari 22.01.2012
Convegno e Mostra Fotografica dedicato a Hrand
Nazariantz
Presso la Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei
Maschi il 25 gennaio dalle ore 16,00, il Centro Studi “Hrand Nazariantz” con il
Patrocinio e il supporto dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia,
il patrocinio della Provincia di Bari, del Comune di Bari, del Consiglio per la
Comunità Armena di Roma e con l’apporto della Timurian s.r.l., ha realizzato un
convegno e mostra fotografica dedicato a Hrand Nazariantz, studioso e poeta
armeno vissuto a Bari dal 1913 al 1962.
Nel 50° anniversario dalla sua morte, studiosi
turchi, armeni, siriani e greci staranno insieme, in un’eccezionale opportunità
di dialogo, per discutere sulla questione Turco-Armena. Interverranno tra gli
altri la prof.ssa Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo della Regione
Puglia, il vice Presidente della Provincia di Bari dott. Trifone Altieri, il
sindaco di Bari, dott. Michele Emiliano, il prof. Kegham J. Boloyan (Università
del Salento), la prof.ssa Isabelle Bernardini d’Arnesano Oztasciyan (Università
del Salento), il dott. Murat Cinar (giornalista e corrispondente di testate
progressiste turche), il prof. Cosma Cafueri (presidente del Centro Studi “Hrand
Nazariantz”).
In programma un momento di letture a cura
dell’attore Vito Lopriore e l’esecuzione musicale di musiche di Schumann,
Albeniz, De Falla, Rota, Casavola dirette dal Maestro Di Leo ed eseguite dal
baritono tedesco Alexander Schmidt e dalla pianista spagnola Elena Méndez
Gallego.
Durante la serata sarà presentato il libro “Hrand
Nazariantz Fedele d’Amore” a cura del prof. Paolo Lopane, con introduzione di
Bhogos Levon Zekiyan, Bari, F.A.L. Vision, 2012. Volume costellato da materiale
inedito per celebrare Hrand Nazariantz.
Al Convegno è collegata una Mostra Fotografica,
avente per tema Nazariantz e i suoi luoghi e gli ambienti di vita da Istanbul a
Parigi, le sue frequentazioni a Bari dove svolse diverse occupazioni di docente
e traduttore, i suoi amici di Conversano, la sua famiglia e ad alcuni dei suoi
amori, le immagini di “Nor Arax” (villaggio-opificio di via Amendola).
La mostra rimarrà aperta, nell’orario di visita al
pubblico della Biblioteca Provinciale, fino al 2 febbraio 2012.
Antonio Calisi
Il Quotidinao Italiano Bari 22.01.2012
Il Console di Armenia a Casamassima
Il Dott. Pietro Kuciukyan console della Repubblica
d’Armenia in rappresentanza dell’Ambasciatore dello stesso Stato, Rouben
Karapetian sarà il 25 gennaio a Casamassima in occasione della celebrazione del
50° anniversario della morte del poeta armeno Hrand Nazariantz, vissuto in
povertà, nel centro storico della stessa città.
Il poeta, di cui l’amministrazione comunale ha
promosso la commemorazione, nel 1953 fu vicino al premio Nobel per la
letteratura che in quell’anno, però, venne conferito a Winston Churcill.
Alle celebrazioni hanno garantito il loro
intervento il Presidente della Unione degli Armeni d’Italia Professor Baykar
Sivazliyan, le rappresentanti dell’Associazione Armeni di Roma e del Lazio Rita
Pabis e Yeghis.Keheyan, il rappresentante dell’Associazione Italo-Armena Zatik
architetto Vahè Vartanian, il Dott. Savino Giannella già responsabile per
l’Italia della regione Kotayk della Repubblica d’Armenia, la professoressa Mary
Avakyan, l’avvocato Michele Elio Greco, Eduard Tateossian Presidente
dell’Associazione Italo-Armena di Martina Franca oltre ad altri rappresentanti e
membri delle comunità armene d’Italia e d’Europa. L’evento, presentato e
progettato su istanza del Coordinatore di Rete Sud Dott. Francesco Laricchia,
include l’inaugurazione di una targa commemorativa consacrata al poeta cui
seguirà la consegna della bandiera armena al Comune di Casamassima da parte del
Console al quale, il Sindaco della cittadina Dott. Domenico Birardi, risponderà
con il conferimento dell’atto di cittadinanza onoraria alla memoria per il poeta
Nazariantz. Concluderà la celebrazione un simposio presso le Officine Ufo
durante il quale il regista Giulio Santonocito declamerà composizioni poetiche
del letterato armeno.
Le Poste Italiane, per la speciale occasione,
hanno accordato un annullo filatelico speciale con il quale sarà possibile
annullare le cartoline commemorative dalle ore 16 alle 20 presso l’ufficio
filatelico temporaneo attivo presso il Palazzo Comunale. L’annullo postale di
Casamassima assume una particolare importanza perché le poste, per la prima
volta nella storia della filatelia, riservano un prodotto filatelico ad una
personalità della storia del popolo armeno.
Antonio Calisi
Puglialive.it 23.01.12
Casamassima (Bari) - Convegno su Hrand Nazariantz.
Interprete e protagonista del Futurismo a 50 anni dalla morte
Si svolgerà il prossimo mercoled' 25 gennaio a
Casamassima (Bari) un Convegno internazionale per il 50° anniversario della
morte del poeta armeno Hrand Nazariantz. Patrocinio della Repubblica d’Armenia,
Il titolo del Convegno: “Hrand Nazariantz e gli Armeni in Puglia. Dalle ombre
dell’esilio alla luce dello spirito”. Un poeta vissuto nel barese dal 1913 sino
alla sua morte. Amico di Marinetti e Ungaretti. Protagonista del Futurismo in
Puglia. Pierfranco Bruni, Coordinatore del Progetto "Etnie e Letteratura" del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è occupato del poeta armeno ed
ha dedicato un capitolo del suo studio sugli Armeni al poeta Hrand Nazariantz.
Si è portato l’Armenia nel sangue. Un poeta cifra le parole sempre con il cuore.
Le terre desolate o lontane. Le terre deserte o richiamanti nostalgie. La sua
Armenia ha le ferite mai cucite. Ferite che diventano strozzature di cui la
storia testimonia le rughe. E in questa sua Armenia cristiana che è stata
devastata dai Turchi e dai comunisti ci sono anche i segni di una cultura che
rimanda alla civiltà italiana.
Un poeta, dunque. Hrand Nazariantz. Nato a Costantinopoli l’8 gennaio del 1866 e
morto il 25 gennaio del 1962 a Conversano (Bari). Arriverà a Bari grazie alla
cantante e ballerina Lena, ovvero, Maddalena De Cosmis di Casamassima, diventata
sua sposa nel Consolato italiano di Costantinopoli nel 1913. Dopo il matrimonio
arriva, come esule, a Bari. Comunque il suo interesse per la cultura letteraria
italiana era nato in Armenia. Studioso di Futurismo e di quella letteratura
italiana che porta i nomi di Marinetti, Govoni, Lucini, Verga, Pirandello.
Traduce in lingua armena Libero Altomare, Enrico Cardile, Torquato Tasso.
Significativo resta il suo rapporto con Filippo Tommaso Martinetti. Con
Marinetti intrattiene un rapporto epistolare a cominciare dal 1911 e la sua
amicizia con Marinetti lo porta a scrivere un importante saggio dal titolo:
“F.T. Marinetti e il futurismo”. Un saggio che resta un punto centrale nella
storia critica del Futurismo e da Bari Nazariantz costituisce un punto di grande
rilevanza in una lettura innovativa dei rapporti letterari tra l’Oriente e
l’Occidente.
Le radici di Marinetti, la sua nascita ad Alessandria d’Egitto, sono dati di
iniziale riflessione nel poeta armeno tanto che lo portano a studiare i legami
mediterranei tra la letteratura armena e quella italiana in uno scavo che
toccherà autori che segneranno il Novecento europeo come Ungaretti (nato
anch’egli ad Alessandria d’Egitto), Ada Negri, Lionello Fiumi. Poeti con i quali
intaglia una relazione metafisica tra il suo scrivere e la parola vissuta di un
esistenzialismo tagliato tra le corde di una testimonianza linguisticamente
dentro l’Ermetismo.
Ma il “suo” Futurismo ha radici nella cultura certamente occidentale ma si
filtra con l’esperienza di autori e di testi che si sono spesso confrontati con
il Mediterraneo. Lo stesso suo saggio su Marinetti ha delle coordinate che
rimandano ad una filosofia che trae la sua spirale dalla vita vissuta come
avanguardia, ovvero come costante messa in discussione di quella tradizione che
resta nell’espressione problematica ma si decifra nei linguaggi.
D’altronde la serata Futurista al Teatro Piccinni di Bari del 26 settembre del
1922 porta sulla scena la parola come azione partendo da una con testualità che
è quella del “riflesso” dentro lo specchio parlante dei linguaggi. Ma Nazariantz
sembra dividere le vie della letteratura proprio sul pianto strutturale o
contestuale. Da una parte la nostalgia che diviene “dono espressivo” dall’altro
il peso della parola che vive di rivoluzioni nella (e della) lingua.
Il suo intervento critico è dentro la letteratura e il più delle volte diventa
un manifesto di poesia. La sua raccolta di versi del 1952 “Il ritorno dei poeti”
va verso questo indirizzo che si apre al superamento di una splendida intuizione
che si legge in due titoli che mostrano tutta la loro eleganza: “Paradiso delle
Ombre” e “Aurora anima di bellezza”.
Certo, la sua Armenia è un cammino nella diaspora, nella nostalgia e nel sangue.
Ma la sua poesia che vive di questi incroci trova nella meditazione dei
“crocifissi”, ovvero nell’aurora della cristianità, la metafora più marcata di
un intero viaggio umano e letterario. Ma l’Oriente resta il suo viaggio
interiore. Vi rimane e permane anche quando la sua rivista “Graal” pone a
confronto il senso cosmico e la tragedia come costante quotidianità del vivere.
È, comunque, il paradiso metaforizzato dei fiori e del deserto che tocca i
labirinti del suo esistere dentro la parola e dentro la poesia che è linguaggio
dell’anima.
La sua Armenia è diaspora ma anche favola e leggenda. È il canto dell’arte
trascinato nel dolore e nell’esilio. L’esilio non si consumerà e non si
ritornerà dall’esilio. Chi l’esilio lo ha vissuto resterà sempre un viandante
disperso e ritrovato e il poeta Nazariantz vive l’esilio come la sua vera
“abitazione”. Il suo canto armeno è il canto di una Armenia solcata tra le
strade dell’Occidente cristiano che non può fare a meno di confrontarsi con una
storia ferita e con la nostalgia scavata nell’anima e nel pensiero.
L’esilio di Nazariantz ha il taglio: “Tu sapessi, fratello, come è
triste/l’essere al mondo,/soli vivere e senza focolare,/non sapere ove poggiar
la testa/e volgere la propria tristezza/verso I silenzi di Dio,
camminare/stancamente senza posa, ovunque estranei…”. Il sentirsi estranei o
stranieri è un sentimento che nella diaspora del viandante Nazariantz è una
dimensione ontologica in cui il concetto di esilio è metafisica dell’anima in un
sapere che costantemente si ripete: “…ovunque esiliati,/sapendo vana ogni
ribellione/e vana ogni preghiera…”.
Versi che vivono nel sacrificio della Croce. Nazariantz ha nella sua segnatura
cristiana il rapporto dialogico tra la “terra e le “stele” in una sospensione
che è religiosità verso l’aurora. Nella sua diaspora il poeta trova l’aurora
superando il supplizio del buio. Così l’Oriente e l’Occidente si ritrovano nella
loro archeologia della conoscenza, in quel sapere dell’anima che vive la libertà
e il sogno. Ma la poesia è religione.
Nel pensare di Nazariantz sono incancellabili queste chiose: “Chi crea per
l’effimero soggiace all’effimero. Il vero Poeta si distingue perché la sua vita
è il migliore dei suoi poemi”. Alla ricerca di un ulissismo mai vissuto e mai
volutamente cercato, senza il lascito di profezie altre, Nazariantz, pur nella
sua diaspora e nel suo abitare l’esilio (zambraniano), non smette di viversi
dentro la luce della spera e dell’attesa e con le rughe di una ironia che
solcano i suoi passi.
La sua poesia è un misterioso incanto che si incastra nella storia di un uomo
che ha vissuto l’Occidente negli scavi di un Oriente che è rimasta sempre il suo
paese e la sua appartenenza. Ha portato con sé i fiori del deserto, la libertà
della tradizione, la rivoluzione dell’arte come nostalgia e come gioco
consapevole che l’arte vive sempre nel silenzio, nella solitudine e nella
pazienza dell’anima grande che fa i poeti e gli uomini unici. |