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Domenica
3 aprile alle ore 11,00 nella Chiesa Armena di S. Nicola da Tolentino è stata
celebrata una S. Messa in suffragio di Sua Santità Giovanni Paolo II in
presenza, oltre di un folto numero di fedeli, dell''Ambasciatore della
Repubblica Armena Dr. Ruben Shugarian e l'ex Ambasciatore Dr. Gaghik
Baghdassarian. Durante l'Omelia il Rev Padre Mikael Mouradian ha ricordato la
figura del Papa riassumendola in Padre, Pastore e Leader.
In
vista dei Funerali di Giovanni Paolo II che avranno luogo il prossimo venerdì
saranno presenti diverse delegazioni armene che giungeranno sia dalla Madre
Patria che dal Libano dove hanno sede i due Patriarcati Armeni, quello Cattolico
e quello Apostolico:
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La
Delegazione in rappresentanza del governo armeno, sarà composta da 5
membri, ed è guidata dal Primo Ministro Antranik Markaryan e della
quale fanno parte Armen Baypurtian, sottosegretario agli Esteri e Edward
Nalbandian, Ambasciatore presso lo Stato del Vaticano, Ruben Shugarian,
Ambasciatore della Repubblica Armena in Italia, e Sig. Kevork Hagopian
primo Assistente del Primo Ministro.
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Dal
Patriarcato Armeno Cattolico di Beirut la delegazione sarà Presieduta
da Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Tarmuni, Patriarca degli Armeni
Cattolici di Cilicia, accompagnato da Sua Eccellenza Nerses Der Nersessian
Arcivescovo emerito degli Armeni Cattolici dell'Armenia, Sua Eccellenza
Krikor Gabroyan, Eparca degli Armeni Cattolici di Francia, Sua Eccellenza
Bedros Miryatyan, Arcivescovo degli Armeni Cattolici di Aleppo, il Rev. Padre
Mikael Mouradian, Rettore del Pontificio Collegio Armeno a Roma, Padre
Rafael Minassian e Padre Kevork Assadurian.
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Sono passati poco più di due mesi da
quando, in una fredda mattina dello scorso gennaio, Sua Santità Giovanni Polo
II presiedette la cerimonia di inaugurazione e di benedizione della statua di S.
Gregorio l’Illuminatore, nel Cortilone nord della Basilica di S. Pietro.
E poco più di tre anni e mezzo da quando,
nel settembre del 2001, volle farsi interprete del sentimento di vicinanza e
fede visitando l’Armenia – primo Pontefice romano in questa terra - durante
le celebrazioni giubilari per i
1700 anni dalla conversione del Regno al cristianesimo.
Ed in quella occasione ebbe ad invocare:
«Ascolta, o Signore, il lamento che si leva da questo luogo,
l'invocazione dei morti dagli abissi del Metz Yeghérn, il grido innocente che
implora come il sangue di Abele, come Rachele che piange per i suoi figli perché non sono più...
Profondamente turbati dalla terribile violenza inflitta al popolo
armeno, ci chiediamo con sgomento, come il mondo possa ancora conoscere
aberrazioni tanto disumane».
Ed il giorno successivo prima della
partenza, Giovanni Paolo Il ed il Catholicos Karekin Il firmarono insieme nell'antica cattedrale di
Etchmiadzin una dichiarazione
comune dove, tra le altre cose, si
legge:
«Lo
sterminio di un milione e mezzo di armeni cristiani, ciò che generalmente è
considerato il primo genocidio del ventesimo secolo e il seguente annichilamento
di migliaia di persone sotto il
precedente regime totalitario, sono tragedie ancora vive nella memoria
dell'attuale generazione».
Il Santo Padre – benché già debilitato
nel fisico dalla stanchezza dell’età e dall’aggravamento progressivo delle
condizioni di salute – con questi due gesti dal profondo significato ecumenico
ha reso ancor più saldo il legame di fede ed affetto che lega Roma e gli
Armeni.
Grazie
Santo Padre
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