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Le trattative tra il governo turco e quello armeno
si sono bloccate. Il presidente armeno Serzh Sarksyan ha comunicato il
congelamento dell’accordo raggiunto fra i due Paesi. Anche se il premier turco
Erdogan manifesta apertura, restano due problemi da risolvere.
Sei mesi fa era stato firmato un accordo tra
Turchia e Armenia che alcuni commentatori avevano definito, non senza ragione,
storico.
Firma dell'accordo turco-armeno
Come in una partita del gioco dell’oca, ieri i due
Paesi sono arrivati su una casella “pericolosa”, quella che obbliga a fermarsi.
Per quanto tempo? Ancora non si sa.
I partiti di maggioranza del governo armeno hanno
chiesto di sospendere la ratifica dell’accordo siglato con la Turchia.
In un discorso ufficiale alla nazione, trasmesso
in televisione, il presidente armeno Sarksyan ha dato la notizia del
congelamento del processo che stava riavvicinando i due Paesi.
La decisione del parlamento di Erevan è stata
motivata con ragioni di principio, in apparenza vaghe. Mancanza di convinzione e
di impegno, scarsa disponibilità a firmare in breve tempo l’accordo senza
apportare modifiche, tensioni ancora esistenti, queste sono le critiche avanzate
al governo di Ankara.
A questa presa di posizione ha replicato subito il
primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan. Il premier ha confermato la volontà
turca di arrivare alla normalizzazione dei rapporti bilaterali e di rispettare i
protocolli di pace raggiunti con l’Armenia.
Proseguendo nel commento, Erdogan ha fatto
riferimento a uno dei problemi che ancora dividono i due “vicini”.
Armenia e Azerbaigian non riescono a sciogliere il
nodo del Nagorno-Karabakh. Nel 1991 questa regione caucasica, a maggioranza
armena, si staccò dall’Azerbaigian (cui era stata annessa nel 1919).
Da qui la guerra tra Armenia e Azerbaigian. Dopo
il cessate il fuoco, il Nagorno-Karabakh diventò una sorta di Stato
indipendente, anche se il suo status non è ufficialmente riconosciuto. L’Armenia
vuole garanzie precise dal governo turco su questo punto.
Resta poi aperto lo “storico” problema del
genocidio armeno nel 1915 (preceduto da altri attacchi), negato tuttora dal
governo turco. Una parte dell’accordo prevedeva l’istituzione di una commissione
indipendente di storici per analizzare questi eventi.
Dopo questo stop, anche questa iniziativa si è
fermata e l’idea di un avvicinamento tra Armenia e Turchia sembra di nuovo una
“mission impossible”.
L. Denaro |