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Conflitto Nagorno-Karabak: Medvedev fa da
mediatore tra Azerbaijan e Armenia Newnotizie.com 18.06.2010
L’agenzia di stampa russa Itar Tass ha riportato
che Dmitry Medvedev presidente russo, giovedì a San Pietroburgo, ha convocato i
colleghi Ilham Aliyev e Serzh Sarkisian rispettivamente dell’Azerbaijan e
dell’Armenia, per le trattative sul conflitto nel Nagorno-Karabak. I colloqui
prendono spazio nelle attività collaterali del forum economico internazionale
in programma nella città Russa tra il 17-19 Giugno. Mercoledì, l’ufficio stampa
di Sarkisian ha stabilito che il leader Armeno sarebbe stato tra i dignitari
stranieri a partecipare al forum. Secondo l’ufficio stampa di Medvedev, che ha
parlato ai reporter in seguito alle trattative, il convegno si focalizzava sul
prevenire i “ problemi più cruciali”: quindi trovare una soluzione del
conflitto. Natalya Timakova ha affermato che i Presidenti di Azerbaijan ed
Armenia hanno “reiterato la loro intenzione di continuare il dialogo per
definire” una versione aggiornata dei principi fondamentali a proposito di un
accordo sul Karabakh avanzato dai mediatori Americani, Russi e Francesi alla
fine dell’anno scorso.
Le trattative più recenti tra Sarkisian e
Aliyev, ospitati anche in quella occasione da Medvedev, hanno avuto luogo nel
Gennaio scorso a Sochi, che si affaccia sul Mar Nero Russo. Al contrario delle
previsioni non c’è stato un passo in avanti nei lunghi sforzi internazionali
per risolvere il conflitto del Nagorno-Karabakh . Aliyev ha ripetutamente
accusato l’Armenia di aver ostacolato le proposte di pace dei mediatori
internazionali, le quali sono in gran parte accettate da Baku. La scorsa
settimana, parlando con i giornalisti dell’Azerbaijan, ha sostenuto che Sarkisian
aveva promesso di rispondere alle proposte per la soluzione del Karabakh nel
giro di un paio di settimane ma non l’ha ancora fatto. Aliyev ha avvertito che
Baku si tirerà fuori negli ulteriori negoziati con la parte Armena se il
processo di pace rimarrà per l’ennesima volta incagliato. Del resto ora come ora
egli non ha ancora pianificato nessun nuovo incontro faccia a faccia con
Sarkisian. (Maria Luisa L. Fortuna)
Rinascita.eu
La Russia e il mondo: fasti di Pietroburgo di:
Pietro Fiocchi
La Russia è pronta per l’Organizzazione mondiale
del commercio (Omc) e per quella della cooperazione e sviluppo economico (Ocse):
il capo del Cremlino Dmitrij Medvedev lo ha dichiarato venerdì alla platea del
Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Il Paese, ha fatto sapere
Medvedev, non teme per niente la concorrenza, di fatto una buona spinta per la
modernizzazione. A Mosca dopotutto è dal 1993 che chiedono di essere ammessi. Le
trattative si sono concluse a buon fine con una sessantina di Paesi. Bisognerà
poi vedere se la Russia aderirà singolarmente o in blocco con Bielorussia e
Kazakhstan, in qualità di Unione doganale con un proprio spazio economico,
ipotesi promossa in particolare dal premier Vladimir Putin.
Il Forum è un consesso vivacissimo in cui si parla di tutto, forse però
protagoniste sono le risorse energetiche, punto di forza economico e politico
della Russia, alle quali è stata dedicata un’attenzione privilegiata, in
particolare una sessione riservata esclusivamente ai dirigenti delle principali
aziende del gas: “L’energia globale e il futuro del mercato del gas”.
La Russia ha il suo cavallo vincente sul quale ha deciso di puntare molto:
Mosca, ha fatto sapere il vice premier Igor Sechin, nei prossimi cinque anni
investirà circa 100 miliardi di dollari per lo sviluppo di alcuni giacimenti
gassiferi che sembrano promettere bene.
Affari ed economia a parte, il vertice di Pietroburgo è stata un’ulteriore
occasione di confronto tra i presidenti di Armenia e Azerbaijan, Serzh Sragsyan
e Ilham Aliev, sul Nagorno-Karabakh, enclave armena in territorio azero, causa
in passato di un violento conflitto e di attuale alta tensione. Medvedev a
moderare l’incontro. Di fatto anche questa volta non ci sono stati progressi. I
due contendenti si sono detti pronti a continuare il dialogo, unico passo avanti
da rilevare.
Il presidente russo resta però ottimista, in particolare per quanto riguarda la
crisi mondiale: “si vede già la luce alla fine del tunnel”. |