No all'ingresso incondizionato della Turchia nell'Ue 

Il 6 ottobre prossimo venturo la Commissione di Bruxelles renderà pubblico il rapporto circa l’adesione della Turchia all’Unione Europea che poi sarà discusso il 17 dicembre 2004. Il "Comitato di difesa della causa armena" (www.cdca.asso.fr) insieme ad altre istituzioni armene ha lanciato una petizione chiedendo ai dirigenti politici dell’Unione Europea di non fissare una data per l’inizio della negoziazione dell' adesione della Turchia finché non saranno soddisfatte alcune questioni che minacciano seriamente la “realtà” europea.

 

In una seduta straordinaria il Parlamento turco ha adottato un nuovo codice penale recriminando la libertà d'espressione.  In effetti l'articolo 306 recita: "Attività contro gli interessi nazionali fondamentali per ottenere direttamente o indirettamente un vantaggio da persone o stabilimenti stranieri: fino a 10 anni di carcere."

Secondo la motivazione di questa disposizione redatta  dalla Commissione parlamentare della Giustizia, saranno perseguibili tutti i cittadini che chiederanno il ritiro militare da Cipro oppure dichiareranno che il genocidio armeno ha avuto effettivamente luogo durante la prima guerra mondiale.

 

I cittadini europei - armeni rivendicano il proprio  diritto alla memoria, alla verità storica e combattono la propria battaglia culturale, religiosa ed etica, di civiltà contro la prepotenza e la negazione.  

 

E’ inconcepibile che l’Europa dei diritti umani, della libertà e dell’uguaglianza voglia accettare nel proprio seno, senza condizioni, un paese che ha dimostrato di non rispettare l’Europa e di non avere ad oggi nulla da condividere con gli ideali europei. A meno che l’Europa tanto sognata e desiderata non voglia ridursi, calpestando la propria storia e civiltà,  in un semplice e puro “interesse economico”!!!  

 

Petizione del Comitato di Difesa della Causa Armena

 

Noi cittadini europei – armeni, siamo a richiedere, con insistenza, ai nostri rappresentanti politici, di opporsi alla definizione della data d’ingresso della Turchia nell’Unione Europea e ciò poiché la Turchia deve ancora:

  • Evacuare L’isola di Cipro occupata illegalmente dal 1974.

  • Liberare i prigionieri politici detenuti nei carceri.

  • Dare uno statuto duraturo alla minoranza Curda.

  • Garantire i diritti delle minoranze religiose.

  • Riconoscere il genocidio commesso contro la popolazione armena nel 1915 e le sue conseguenze.

  • Accettare una soluzione politica per la “questione armena” affinché si possa porre fine alla sua impunità.

  • Levare il blocco esercitato dal 1991 contro l’Armenia.

L’Europa si è battuta su valori comuni, rispettosi dei diritti umani e delle libertà individuali. Il non rispetto permanente della Turchia dell’insieme di questi principi e la non ottemperanza delle disposizioni figuranti nella risoluzione del Parlamento Europeo del 18 giugno 1987 (riconoscere il genocidio degli armeni), deve costituire un ostacolo insormontabile per l’esame di una eventuale adesione della Turchia all’Unione Europea.

 

Siamo fermamente convinti che una gran parte della popolazione Turca moderata sarebbe disposta a riconoscere e correggere gli errori del passato ma il regime politico e militare vigente glielo impedisce.

L’Europa ha il dovere di tutelare ed aiutare questi cittadini affinché la strada verso l’adesione all’Unione diventi più facile ed affinché la Turchia diventi realmente, e non solo di facciata, un paese democratico rispettoso dei valori umani. 

Il Governo Turco deve rispettare ed attuare in modo chiaro ed inequivocabile, tutti i parametri imposti dall’Unione e solo allora, l’adesione, ad un Unione Europea basata su valori come uguaglianza, libertà, rispetto dei diritti dell’uomo, potrebbe diventare auspicabile.