| Notizie
varie giugno 2007 |
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21
giugno, 2007
ore
21.00
P. VERTANES OULOUHODJIAN
Maestro-cantore
della Congregazione Mechitarista di Venezia
al
Ravenna Festival
In
un programma dedicato al "Judicii Signum"
Giudizio
Universale in musica nei tre monoteismi, tra X e XXI
sec.
Theatrum
Instrumentorum
diretto
da Aleksandar Karlic
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20
giugno 2007, ore 18.00, presentazione del nuovo libro di
Gabriele Nissim Una bambina contro Stalin.
L'italiana che lottò per la verità su suo padre,
ed. Mondadori.
Intervengono
Riccardo Chiaberge, Elena Dundovich, Luciana De Marchi,
Piero Fassino. Coordina Emanuele Fiano. Sarà presente
l'autore.
Il libro narra la battaglia di Luciana De Marchi
a Mosca, durata tutta la vita, per scoprire la verità
sulla fine tragica del padre Gino, comunista e
antifascista della prima ora, emigrato in URSS e
fucilato nel 1938 a Butovo - nei pressi della capitale
sovietica - durante le purghe staliniane.
In appendice le storie di altre due donne coraggiose, Pia
Piccioni, moglie di Vincenzo Baccalà, e Nella
Masutti, moglie di Emilio Guarnaschelli, entrambe
costrette a fuggire dall'URSS dove i mariti erano stati
arrestati ed entrambe protagoniste di una dura battaglia
per la memoria dei loro cari anche in Italia.
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Lo
scorso 5 giugno il governo cileno all’unanimità ha preso
la decisione di condannare il genocidio armeno. Il disegno
di legge era stato sottoscritto dal deputato socialista
Ricardo Nunies Munios. Il documento riporta tra
l’altro :
“Il
24 aprile 1915 il governo turco arrestò ed uccise i leader
del popolo armeno a Costantinopoli e quindi iniziò una
politica di sterminio della nazione armena. Nel periodo
1915-1923 circa un milione e mezzo di armeni che
vivevano in quelle terre da secoli furono eliminati. Questo
sterminio è chiamato la prima pulizia etnica del ventesimo
secolo. Il genocidio armeno è stato riconosciuto dalla
Sottocommissione delle nazioni Unite nel 1985.
considerando questi fatti, il Senato del Cile decreta di
riconoscere il Genocidio armeno e lo condanna. Si appella al
governo cileno perché si unisca alla risoluzione del 19895
delle Nazioni Unite”.
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