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Titolo
originale Nuit turque, traduzione di Gaia Panfili, Collana Fiabe e
storie, pp. 112 € 16,90 In libreria dal 31 gennaio 2007
Nel
1915 ha
inizio il sistematico annientamento del popolo armeno per mano turca. La
storia del Sultano e dei tre Pascià, che da principio sembra una favola, finirà
in tragedia. Nonostante sia presentato come un racconto, e l’autore abbia il
dono di una scrittura coinvolgente e immaginifica, i fatti narrati in Notte
turca sono drammaticamente veri. Ma esistono diversi modi di scrivere la storia:
Philippe Videlier ha scelto di allontanarsi dai canoni di una storiografia da
freddo archivista, per adottare una lingua diversa, sempre elegante, spesso
ironica, facendo tuttavia mostra di una straordinaria erudizione.
Questo
piccolo romanzo storico, che in Francia è già diventato un caso
letterario, racconta la drammatica vicenda del popolo armeno all’epoca
del tramonto dell’impero ottomano, attraverso la narrazione delle terribili
gesta del sultano Abdul Hamid e dei tre pascià Giovani Turchi che portarono a
termine il genocidio iniziato dal loro predecessore. Le camere a gas non erano
ancora state sperimentate, eppure quella praticata a partire dal 1915 fu
una vera e propria politica di sterminio, con centinaia di migliaia di
persone sgozzate, impiccate, fucilate e annegate.
Notte
turca si rivela così un’opera indispensabile per tutti coloro che, senza
accontentarsi di una conoscenza approssimativa dei fatti, vorranno approfondire
questa pagina buia troppo spesso dimenticata, l’annientamento di un popolo in
nome della razza, che purtroppo non è rimasto isolato negli annali della
storia.
Philippe
Videlier è storico e ricercatore. Lavora presso il Cnrs (Centro nazionale
per la ricerca scientifica) di Parigi. Nel
2001 ha
pubblicato Le jardin de Bakounine et autres nouvelles de l’Histoire (Gallimard).
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