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ARMENIA: OBAMA COMMEMORA MASSACRO,
TRA PEGGIORI ATROCITA' DEL XX* SECOLO
(ASCA-AFP) - Washington, 24 apr - Il presidente
americano Barack Obama ha pubblicato oggi un messaggio commemorando il 95esimo
anniversario del genocidio del popolo armeno, perpetrato dall'esercito turco nel
1915 e auspicando il dialogo tra turchi e armeni su questa discussione storica.
Obama nel suo messaggio ha parlato di ''una delle atrocita' peggiori del XX*
secolo'', evitando l'uso della parola ''genocidio''. ''E' stata regolarmente
descritta la mia posizione su cio' che e' successo nel 1915 e la mia visione
della storia non e' cambiata - ha scritto il presidente nel messaggio diffuso
dalla Casa Bianca - E' nell'interesse di tutti stabilire interamente e
sinceramente i fatti''.
Secondo gli storici i turchi massacrarono un milione e mezzo di armeni e per il
popolo si e' trattato di un genocidio, che la Turchia nega sostenendo che il
numero dei morti e' stato aumentato dagli storici stessi.
Obama, massacro armeni fu un'atrocita'
Capitolo devastante di cui bisogna
conservare memoria
24 aprile, 18:59
(ANSA)- NEW YORK,24 APR - Per Obama la strage di
armeni da parte dei turchi durante la Prima Guerra Mondiale e' stata una delle
peggiori atrocita' del XX secolo. Il presidente Usa lo ha detto in un messaggio
in occasione del 95esimo anniversario dei massacri. 'E' un giorno solenne', ha
detto Obama in un comunicato che definisce le stragi 'un capitolo devastante' di
cui e' importante conservare la memoria. Secondo gli storici, i turchi
massacrarono un milione e mezzo di armeni. La Turchia nega il genocidio.
Tgcom 25.04.2010
Strage armeni, Obama "frena"
Evitata parola genocidio per i
turchi
Il presidente americano, Barack Obama, ha
commemorato il 95simo anniversario dei massacri degli armeni perpetrati dai
turchi fra il 1915 e il 1917, definendoli "una delle peggiori atrocità" del XX
secolo ma evitando di pronunciare la parola "genocidio", contestata dalla
Turchia. Durante la campagna per la corsa alla Casa Bianca, Obama aveva in più
occasioni promesso di chiamare "genocidio" le atrocità commesse dai turchi sugli
armeni.
Repubblica 24ore
Washington, 19:27 ARMENIA:OBAMA
RICORDA MASSACRO MA NON PARLA DI "GENOCIDIO"
Evitando accuratamente di usare il termine
'genocidio', per non irritare ulteriormente la Turchia, Barack Obama ha
commemorato la strage degli armeni del 1915 definendola 'una delle peggiori
atrocita'' del ventesimo secolo. Il presidente americano in un comunicato
diffuso dalla Casa Bianca ha definito la strage 'un capitolo devastante' nella
storia armena di cui si deve serbare memoria ' affinche' non si ripetano gli
stessi gravi errori del passato' .
Armenia: Obama, massacro fu una
delle peggiori atrocita' del 20mo secolo
Asheville, 24 apr. (Adnkronos) - Il massacro di
1,5 milioni di persone durante la Prima guerra mondiale da parte dell'esercito
ottomano che viene ricordato oggi nel 'giorno della memoria' dagli Armeni che lo
definiscono 'genocidio' e' stato "una delle peggiori atrocita'" del 20mo secolo
e "un capitolo devastante della storia". Lo ha detto il presidente degli Stati
Uniti, Barack Obama in una nota.
Esteri
Armenia: Obama, massacro fu una delle peggiori
atrocita' del 20mo secolo
Asheville, 24 apr. (Adnkronos) - Il massacro di
1,5 milioni di persone durante la Prima guerra mondiale da parte dell'esercito
ottomano che viene ricordato oggi nel 'giorno della memoria' dagli Armeni che lo
definiscono 'genocidio' e' stato "una delle peggiori atrocita'" del 20mo secolo
e "un capitolo devastante della storia". Lo ha detto il presidente degli Stati
Uniti, Barack Obama in una nota. "Dobbiamo mantenerne vivo il ricordo in onore
di coloro che sono stati uccisi, per non ripetere gli errori del passato", ha
aggiunto il presidente, secondo un comunicato diffuso per il 95mo anniversario
dell'inizio del massacro, mentre Obama e la first lady Michelle trascorrono il
fine settimana in North Carolina. "In questa solenne giornata della memoria, ci
fermiamo per ricordare che 95 anni fa iniziava una delle peggiori atrocita' del
20mo secolo", rileva Obama, senza pronunciare la parola 'genocidio' come aveva
promesso di fare in campagna elettorale.
il Giornale 25.04.2010
Obama «I massacri armeni un’atrocità». Ma non parla di genocidio
In Armenia, come pure in tutte le città del mondo
dove esistono comunità armene, ieri si è commemorato il 95° anniversario dei
massacri degli armeni, ma le celebrazioni cadono quest’anno in un clima di
appena rinnovate tensioni tra Erevan ed Ankara e preoccupanti minacce di guerra
tra Armenia e Azerbaigian.
Proprio giovedì, infatti, il governo di Erevan ha annunciato il congelamento del
processo di ratifica dei due protocolli per la normalizzazione delle relazioni
con la Turchia firmati a Zurigo il 10 ottobre dai ministri degli Esteri turco
Ahmet Davutoglu ed armeno Edward Nalbandian. I documenti prevedono l’avvio di
relazioni diplomatiche e la riapertura della frontiera comune, ma per essere
messi in atto occorre la previa approvazione dei rispettivi Parlamenti e capi di
Stato.
Dal presidente americano Barack Obama, gli armeni, soprattutto quelli della
diaspora, si aspettavano che pronunciasse ieri a fatidica parola «genocidio»,
ovvero ciò che Erevan sostiene sia stato compiuto tra il 1915 e il 1917
dall’Impero ottomano contro un milione e mezzo di armeni. Definizione da sempre
respinta da Ankara secondo cui i morti armeni in quel periodo furono al massimo
tra i 300mila e i 500mila e, comunque, causati da una guerra civile che fece
anche migliaia di vittime turche. Obama, invece, non si è sbilanciato e, come
fece l’anno scorso, ha definito i massacri «una delle peggiori atrocità» del
Ventesimo secolo, in linea con l’espressione armena «Meds Yeghern», la «grande
catastrofe». La decisione di Erevan - che era nell’aria da tempo - non ha
sorpreso più di tanto il premier turco, Recep Tayyip Erdogan il quale, dopo aver
ribadito che Ankara resta impegnata nel processo di pace, ha detto chiaramente
di ritenere che Obama non sia stato «influenzato» dalla scelta dell’Armenia. La
Turchia, in altre parole, ha percepito la mossa di Erevan come a uso e consumo
interno e come tentativo di pressione sugli Stati Uniti per il riconoscimento
del genocidio.
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