|
>>
altri eventi collaterali
Si inaugura sabato 31 ottobre alle ore 18:00
nel Centro Culturale Altinate - San Gaetano (via Altinate) la mostra “Antonella
Monzoni. Ferita armena".
Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia,
l’esposizione, che sarà presentata dalla scrittrice Antonia Arslan e dal
fotografo di reportage Gianni Berengo Gardin, apre la serie di iniziative della
rassegna “Immaginare l’Armenia”, un omaggio a un popolo e a un Paese che ha
visto nel corso della propria storia un continuo alternarsi di drammi, tragedie
e rinascite.
Costituita da una quarantina di fotografie in bianco e nero, la mostra “Ferita
armena” narra, attraverso i suoi luoghi, la sua ritualità e la sua gente, la
tormentata storia di un popolo che dal 1915 alla fine degli anni Ottanta, è
stato vittima di un genocidio, è finito in diaspora, ed è sopravvissuto al
terribile terremoto del 1988.
Un quadro pertinente di queste scene è raccontato in catalogo dalla stessa
Antonia Arslan che scrive: "Pioggia, neve, paesaggi battuti dal vento,
miserevoli costruzioni sovietiche in disfacimento, e tanti fiori per terra,
davanti al monumento del genocidio sulla collina delle rondini; ma anche pugni
alzati, come un simbolo dell’eterna lotta degli armeni perché gli eventi
terribili del 1915 non rimangano sepolti nell’oblio. E gli sguardi, su cui pesa
un'infinita, antica tristezza. Eccola, la “ferita armena”. Un titolo che
richiama, suggestiona, convince."
Così la fotografa emiliana, attraverso un originale reportage, individua i
soggetti facendone risaltare i dettagli, senza mai perdere quell’istintività
fotografica che sviluppa in una composizione equilibrata. Per lei fotografare è
un rito, un procedimento fotografico e uno strumento di conoscenza critica del
cerimoniale religioso o pagano, un mezzo per condividere l’esperienza
comunitaria del rituale.
Per l’artista il viaggio è l’elemento iniziale, la dimensione sociale ed emotiva
della realtà dove privilegiare una visione narrativa intensa, frammentaria e
poetica per raccontare la vita quotidiana dei luoghi, e di un popolo, quello
armeno, di cui traduce in immagini i volti e i paesaggi, la profonda
spiritualità, la tristezza, la necessità e i ricordi del passato.
Le fotografie raccontano luoghi e gesti, lo spirito collettivo della comunità
che si stringe nella commemorazione in volti segnati o pieni di orgoglio e di
vita.
Attraverso il bianco e nero, Antonella Monzoni cura i dettagli improvvisi e le
sfocature. Ama i forti contrasti, che emergono attraverso i neri densi e
profondi. Il suo chiaroscuro pone l’accento su una lettura antropologica della
fotografia, il cui rito vive come metodo di conoscenza critica della realtà da
indagare. Villaggi, case e pietre sono i simboli della memoria di un popolo, le
tracce dell’appartenenza a una cultura: il degrado e la fatiscenza di fabbriche,
case e palazzi si sostituiscono lentamente con la ricostruzione. Allo stesso
modo ai volti degli anziani solcati dalla fatica e dal dolore seguono i giovani
che guardano al futuro con gioia e speranza: tutti comunque mostrano la fierezza
dell’appartenenza ad una cultura antichissima.
La fotografa si accosta con discrezione a una realtà in cui l’immagine si
riempie di una nuova vitalità, da un lato priva di denuncia, dall’altro densa di
soggettività intima e personale.
Il suo reportage è un modo per stabilire una relazione con gli altri, una linea
di incontro tra due culture diverse: il suo compito è gettare un ponte tra
diverse realtà. L’occhio della Monzoni si prolunga così nella ferita mai
rimarginata della comunità armena, trasmettendo emozioni autentiche, mostrando
la vita quotidiana e le storie semplici di un popolo.
Nel corso della rassegna “Immaginare l’Armenia” avranno luogo una serie di
incontri (film e spettacoli) che contribuiranno alla conoscenza della realtà
armena.
Venerdì 13 novembre alle ore 21:00 verrà proiettato in lingua francese “Nous
avons bu la même eau” (2007-2008), per la regia di Serge Avedikian (presentano
Antonia Arslan e Sirio Luginbühl).
Mercoledì 25 novembre, sempre alle ore 21:00 sarà la volta del film “Sans retour
possible”, (2006, in lingua francese), per la regia di Serge Avedikian e
Jacques Kebadian.
Infine, sabato 28 novembre alle ore 18:00, “Terepia – Teatro di figura” e la
“Casa di Cristallo” presentano: Nel Paese Perduto. La civiltà armena nei versi
di Daniel Varujan e Antonia Arslan - musica “Armenian Duduk Echoes” di Claudio
Fanton eseguita da Claudio e Pietro Fanton.
Biografia
Antonella Monzoni vive e lavora a Modena. Si accosta al linguaggio fotografico
nel 2000 e fin dagli esordi la sua scelta appare precisa: il reportage.
Ha conseguito numerosi premi tra cui: Portfolio Savignano (2003); Fotografia
Solighetto, Fotografia in Puglia (Alberobello, 2004); dal 2005 al 2007 il Premio
FotoConfronti - Centro Fotografia d’Autore Bibbiena.
Il Premio Mario Giacomelli 2007 le è stato attribuito per il lavoro Madame che
l’ha vista selezionata a PhotoEspana-Descubrimientos 2008.
Il “Premio Chatwin” per la fotografia 2007 per Somewhere in Russia, e la
Menzione d’onore International Photography Awards 2008 e Silver Award a Orvieto
2009 Categoria Reportage per Silent Beauty.
Con Ferita Armena ha ricevuto la Menzione Speciale Amnesty International dei
Festival dei Diritti (2009) lavoro che l’ha vista finalista al Premio Amilcare
Ponchielli 2009, e per il quale è stata selezionata a “Visa pour l’Image” 2009
di Perpignan in Francia.
Di recente le è stato riconosciuto il Best Photographer Award al Photovernissage
2009 di San Pietroburgo ed è stata nominata “Autrice dell’Anno 2010” dalla
Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.
Ha pubblicato due libri: ”Benedic Anima Mea”, indagine sulle liturgie dei frati
dell’Abbazia di Sant’Antimo-Siena (2004), e “Lalibela”, reportage delle
cerimonie notturne ortodosse dalla capitale religiosa dell’Etiopia (2005).
Vanta la collaborazione con Gianni Berengo Gardin nella realizzazione del libro
“Il venerdì del preziosissimo sangue” (2008).
Da annoverare tra le sue esposizioni, personali e collettive, che hanno avuto
luogo in Italia: Persona (Venezia), Premio Giacomelli (Benevento), Centro
Fotografia d'Autore Bibbiena, Fucecchio Fotografia (2007); Donne Esposte -
Festival FotoGrafia Roma, Progetto Europeo Hanging Around Modena, Marghera
Fotografia (2008); Obiettivo Trentino Fototrekking - Mart di Rovereto (2009).
Altre le mostre che si sono svolte all’estero: Saint Petersburg Manege,
Montpellier Boutographies, Brighton Crane Kalman Gallery, Londra Host Gallery,
Madrid Photoespana, Montpellier Espace Transit, Chalon sur Saône Galerie du
Chatelet.
Antonella Monzoni. Ferita armena
Padova, Centro Culturale Altinate / San Gaetano (Via Altinate)
1 Novembre - 13 dicembre 2009
Orario da martedì a domenica 10:00 – 19:00
Lunedì chiuso
Ingresso libero
Centro Nazionale di Fotografia
Palazzo Zuckermann
Corso Garibaldi, 29
35122 Padova
Tel. 049 8204518/4530
Fax: 049 8204532 |