Turchia - Armenia, pace storica a rischio. Periodicoitaliano.info 12.02.2010

Dopo mesi di trattative il patto storico tra la Turchia e l’Armenia è all’empasse e rischia di collassare sotto il peso delle accuse che i due vicini si stanno muovendo reciprocamente.

Secondo gli analisti il processo di pace – che dipende in parte anche da Washington e Mosca – potrebbe saltare a causa dell’ostruzionismo mostrato da parte dei due governi, che si accusano a vicenda di voler bloccare i tentativi di riconciliazione attraverso la modifica di parte dei trattati.

Dopo mesi di mediazioni da parte della Svizzera, Ankara e Yerevan hanno firmato a ottobre due protocolli che sanciscono la riapertura dei confini comuni e la ripresa dei rapporti diplomatici. E’ stato un passo decisivo verso la fine di decenni di ostilità che si trascinano dalla fine della Prima Guerra mondiale.

I protocolli sono in attesa di venire ratificati dai rispettivi Parlamenti, ma dopo cinque mesi la Turchia e l’Armenia ancora cercano di ritardarne la firma.

Il processo di pace ha subito un rallentamento significativo a gennaio. La Corte Costituzionale armena aveva riconosciuto la legalità dei protocolli, ma aveva sostenuto anche che questi non possono contraddire la posizione ufficiale di Yerevan, secondo la quale le uccisioni di massa degli armeni tra il 1915 e 1917 sono da considerarsi genocidio, una definizione fermamante rifiutata da Ankara.

La Turchia ha immediatamente accusato il Paese di tentare di riscrivere i protocolli ponendo nuove condizioni, mentre il presidente armeno, Serzh Sargsyan, ha avvertito Ankara che le sue esitazioni verranno lette come una minaccia alla conclusione di qualunque tipo di accordo.

In un messaggio inviato a Sargsyan giovedì, il presidente turco Abdullah Gul ha riaffermato la volontà del suo governo di lavorare insieme verso la riconciliazione a patto di mantenere “obblighi ed obiettivi comuni e condivisi”.

Ankara teme che la sentenza della Corte armena, rilasciata a gennaio, possa in qualche modo minare le fondamenta dei protocolli impedendo alla Commissione di studio indipendente di analizzare incondizionatamente gli avvenimenti successivi alla prima guerra mondiale, in quanto il risultato sarebbe già stato “suggerito”. Inoltre, il riferimento della Corte all “Armenia occidentale” preoccupa il governo turco che teme si possa trattare di qualche rivendicazione sulla “Turchia orientale”.

Yerevan da parte sua accusa Ankara di aver posto delle pre-condizioni ai protocolli collegando la normalizzazione dei loro rapporti con i progressi nella soluzione del conflitto tra l’Armenia e l’Azerbaijan, relativa alla disputa territoriale in Nagorno-Karabakh. Ma questo collegamento è ritenuto inaccettabile da Sargsyan.

Gul ha però precisato che il governo non si aspetta una completa soluzione del conflitto, ma l’inizio del ritiro delle truppe armene da alcune posizioni in Nagorno-Karabakh. La disputa territoriale tra Armenia ed Azerbaijan risale ai primi anni ’90, quando Yerevan ha occupato l’enclave contesa iniziando una guerra che ha provocato circa 30 mila morti.

Samr Al Aflak