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(a.p)
«Dove vanno a finire le ossa» è ciò che rimane delle 337 mila parole scritte
nell'80, un anno prima della morte, da Saroyan. Pragmatico sul suo scopo («non
molto tempo fa ho deciso che avevo ciondolato senza far niente troppo a lungo?
queste pagine le scrivo per me») il libro compila un bilancio della vita
trascorsa, dalle origini armene, attraverso l'infanzia americana e gli esordi da
scrittore. Si inizia con gli "armeni privati", come il padre, che
condivise col figlio l'odio per il profitto privato. Il tema dell'editoria si
innesta invece con le case editrici, che sono «riprovevoli nel modo di trattare
gli autori», e con gli autori «imbroglioni». Saroyan è affascinato dal
carattere casuale della scrittura. Partire dal concreto, trovando l'eccesso in
ciò che è sempre uguale. Le immagini sono vivide, come il cespuglio di
creosoto del giardino dell'infanzia, il cui odore lo assale proustianamente, o
la risma di carta bianca («che aprirla è una delizia»). La riflessione si fa
più esplicita verso il finale, con l'introduzione del tema della morte, che
emerge a intermittenza. Saroyan si preoccupa di ciò che accadrà non solo alla
sua opera, ma anche alle sue cose, ai libri fradici per la nebbia di San
Francisco, al radiofonografo rotto, ai sassi e alle conchiglie: «Non mi piace
l'idea che la gente debba entrare qui e cominci a sbattersi qua e là,
schiaffando qua e là tutte le mie cianfrusaglie. Io amo le mie cianfrusaglie e
so che lì dentro c'è la mia verità e il mio tesoro». Un disperato bisogno di
non scomparire: «La cancellazione totale di mio padre mi ha commosso così
profondamente che ho dovuto segnare la mia strada e avere qualcosa che non
potesse essere cancellato dalla morte», per questo l'unico esorcismo è
la letteratura. Faticoso
perché privo di struttura, il libro sembra affastellare il maggior numero di
ricordi, che forse è il genere di cose che fa un moribondo. I primi due
capitoli e l'ultimo funzionano meglio, da soli avrebbero costituito un libricino
più godibile. Dove vanno a finire le ossa William Saroyan Archinto - 264 pp. -
15 euro
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