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I cittadini turchi
all'estero non devono integrarsi nel Paese in cui vivono.
E'il pensiero espresso in un convegno nella costernazione
generale del premier Recep Tayyp Erdogan che in
un'intervista alla BBC minaccia anche la deportazione di
circa 100 mila armeni.
I cittadini turchi all'estero
non devono integrarsi nel Paese in cui vivono. E' il
pensiero
del premier Recep Tayyp Erdogan che ha lasciato costernati
numerosi parlamentari di origine turca invitati a un
convegno tenuto il mese scorso i cui contenuti sono stati
rivelati oggi dal sito internet di Der Spiegel.
La riunione, intitolata "Dovunque sia un connazionale, li'
siamo anche noi", organizzata dal partito del premier, che
ha anche pagato le spese dei partecipanti, ha provocato in
particolare lo sconcerto dei parlamentari turco-tedeschi.
Il vice presidente della comunita' Alevi in Germania, Ali
Ertan Toprak, ad esempio, ha deplorato che l'evento sia
stato utilizzato dal governo turco per fare opera di
lobbying, e soprattutto che ai deputati tedeschi di origine
turca sia stato suggerito di rappresentare gli interessi di
Ankara.
Secondo Toprak, "se gli oppositori dell'entrata della
Turchia in Europa fossero stati presenti avrebbero ottenuto
molto materiale per sostenere le loro argomentazioni".
La deportazione degli armeni
In una intervista alla BBC Erdogan ha anche minacciato di
deportare 100 mila armeni. Sono 170 mila gli armeni che
vivono nel apese ma solo 70 mila, dice Erdogan sono
cittadini turchi. "Noi stiamo chiudendo un occhio sulla
permanenza degli centro mila" -aggiunge il premier- ma
potrebbe essere necessario che se ne tornino nei loro
paesi". Migliaia di armeni lavorano in Turchia in nero,
molti impegati nei servizi di pulizia. Quella del premier è
una risposta al recente voto dei parlamenti americano e
svedese di una risoluzione che riconosce il genocidio degli
armeni da parte dei turchi ottomani, una presa di posizione
che ha suscitato la reazione arrabbiata di Ankara.
Nel 1915 migliaia di armeni
morirono di fame e malattie dopo essere stati deportati
nell'Anatolia orientale. L'Armenia sostiene che a morire
furono un milione e mezzo ma i turchi non riconoscono che
circa un terzo di queste vittime. La Turchia non nega
che questa atrocità sia stata commessa ma giustifica tutto
in nome della guerra che era in atto, e sostiene che non c'è
stata una volontà 'sistematica' di distruggere gli armeni.
In tutto sono 20 i paesi che hanno riconosciuto il genocidio
degli armeni in Turchia. L'Italia non fa parte di questo
elenco.
Spett.le redazione
A conclusione del vostro
articolo sulle sconcertanti dichiarazioni del premier
Erdogan (che minaccia la deportazione degli armeni) avete
affermato che l’Italia non figura tra i paesi che hanno
riconosciuto il Genocidio armeno del 1915.
A tal riguardo Vi segnaliamo
una missiva recentemente trasmessa all’ambasciata italiana
in Turchia che per mancanza di spazio Vi invitiamo a leggere
attraverso il link seguente:
http://www.comunitaarmena.it/comunicati/ambasciata%20italiana%20in%20turchia%20marzo%202010.html
Vi preghiamo di considerare
tale circostanza nei prossimi articoli.
Cordiali saluti.
www.comunitaarmena.it
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