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Una
nuova condanna del genocidio armeno e' stata pronunciata oggi da Benedetto XVI
in piazza San Pietro. All'inizio del XX secolo, ha detto il Papa, ''dure
persecuzioni sono state sofferte dai cristiani armeni, soprattutto: i molti
martiri armeni sono un segno del potere dello spirito Santo all'opera in tempi
di oscurita' e una promessa di speranza per i cristiani di ogni luogo''. Nel suo
breve discorso di saluto al patriarca degli armeni, Benedetto XVI ha poi
espresso ''grande gioia'' per la presenza di Karekin II e ''la crescente
amicizia tra la Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica''. ''Prego - ha
aggiunto - che la luce dello Spirito Santo possa illuminare il vostro
pellegrinaggio sulla tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, gli importanti
incontri che avrete qui e in modo particolare le nostre personali conversazioni'.
Il Papa ha anche ricordato gli incontri che il Patriarca ha avuto nel 2000 e nel
2001 con Giovanni Paolo II e la partecipazione ai sui funerali. ''Sono sicuro -
ha concluso - che questo spirito di amicizia continuera' ad approfondirsi
durante questi giorni''. Prendendo a sua volta la parola, il patriarca ha
rivolto un appello perche' ''tutte le nazioni condannino universalmente il
genocidio degli armeni''. In occasione del Grande Giubileo del 2000, con
Giovanni Paolo II la Chiesa Cattolica ha ''riconosciuto e condannato il
genocidio degli armeni. Oggi ci appelliamo - ha detto il patriarca - a tutte le
nazioni perche' condannino universalmente il genocidio armeno' cosi' che ''chi
ha potere e autorita' realizzi la responsabilita' in questi crimini''. Poi,
alludendo in particolare alle comunita' armene del Libano, Karekin II ha
ricordato che anche oggi ''i nostri fratelli e sorelle sono insofferenza in
molte regioni del mondo, con le donne, gli uominie i bambini in pericolo''.
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