Parla di genocidio armeno la Camera dei rappresentanti Usa - 04.03.2010

La Repubblica.it

 

La commissione Esteri della Camera deve votare una risoluzione che raccomandi a Obama di cambiare la definizione del massacro del 1915.

 

 Ankara minaccia la rottura diplomatica

"Genocidio armeno", tensione Usa-Turchia
Clinton al Congresso: "No alla mozione"

Il presidente americano chiama il premier turco Gul: accelerare la ratifica degli accordi con l'Armenia

 

WASHINGTON -Gli Stati Uniti a rischio crisi diplomatica con la Turchia a causa del delicato capitolo armeno. Oggi la commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti deve votare una mozione non vincolante che chiederà a Obama di definire esplicitamente "genocidio" il massacro di cristiani armeni compiuto nel 1915 ad opera delle forze ottomane. Una questione storicamente sensibilissima per Ankara, che rifiuta il bilancio di oltre 1,5 milioni di morti (le vittime per i turchi sarebbero state 300 mila) e la definizione di "genocidio" rivendicata da storici e dalle autorità armene. Il segretario di Stato Hillary Clinton è intervenuto direttamente, con un appello ai deputati affinché  non votino la risoluzione, sostenendo che potrebbe mettere a rischio la faticosa opera di normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armena. Con lo stesso obiettivo, Barack Obama ha telefonato al premier turco Abdullah Gul sollecitandolo ad accelerare le procedure di ratificazione degli accordi con l'Armenia raggiunti lo scorso ottobre.

La Turchia ha minacciato ripercussioni diplomatiche nei rapporti con gli Stati Uniti se la risoluzione dovesse passare, minacciando di arrivare a ritirare l'ambasciatore turco a Washington. Nel 2007 Ankara prese questo provvedimento quando il Congresso approvò un emendamento simile. "Ma non bisogna dimenticare che oggi la situazione è diversa", dicono fonti del governo turco alla Reuters. "Siamo nel pieno del processo di normalizzazione dei rapporti con l'Armenia, dunque la posta in palio è molto alta".

La questione della definizione del massacro armeno era emersa già in occasione della visita del presidente Usa in Turchia lo scorso aprile. Obama evitò di sollevare polemiche citando la questione in  modo marginale. La risoluzione non è vincolante, ma chiederebbe a Obama di utilizzare il termine "genocidio" da ora in poi, compreso il discorso annuale che il prossimo 24 aprile dovrà tenere in occasione dell'anniversario del massacro.

 


 

Ansa - Turchia: armeni, Obama telefona a Gul

 

Tv, amministrazione chiede a Commissione stop risoluzione

(ANSA) - ANKARA, 4 MAR - Il presidente Usa Barack Obama ha telefonato al collega turco Abdullah Gul.
Lo ha riferito l'emittente privata Ntv.
Obama avrebbe suggerito a Gul di accelerare la ratifica dei protocolli per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armenia firmati lo scorso ottobre. Intanto l'emittente CnnTurk ha reso noto che l'amministrazione Usa ha consigliato alla Commissione Esteri del Congresso di bloccare la discussione sul genocidio degli armeni ai tempi dell'impero ottomano.

 


 

Arabmonitor.info - Parla di genocidio armeno la Camera dei rappresentanti Usa

 

Washington, 4 marzo - La Commissione esteri della Camera dei rappresentanti Usa si appresta a votare un documento che definisce come genocidio l'uccisione degli armeni avvenuta in Turchia all'epoca del primo conflitto mondiale. Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha chiesto alla Commissione di sospendere il voto, perché potrebbe arrecare dei danni alla ripresa delle relazioni fra la Turchia e l'Armenia. Ankara ha già espresso la sua profonda irritazione per il documento in discussione alla Camera dei rappresentanti. 

 


 

Reuters - Usa cercano di evitare disputa con Turchia su genocidio armeni

 

WASHINGTON (Reuters) - Cercando di disinnescare una disputa con la Turchia, l'amministrazione Obama ha chiesto al Congresso di fare marcia indietro su una legge che bolla come genocidio un massacro di armeni da parte delle forze ottomane nel 1915.

Ma un importante deputato della Camera dei Rappresentanti oggi ha tenuto un'audizione in materia e ha chiesto il voto sulla legge.

Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ieri ha telefonato al presidente della Commissione Affari esteri Howard Berman per spiegargli che la legge potrebbe danneggiare gli sforzi per la normalizzazione delle relazioni turco-armene, come ha riferito la Casa Bianca.

Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense Mike Hammer ha detto che il presidente Barack Obama ieri ha chiamato l'omologo turco Abdullah Gul per chiedergli una rapida ratifica di un protocollo firmato l'anno scorso per normalizzare le relazioni turco-armene.

"Il segretario Clinton ieri ha chiamato il presidente Berman e in quella conversazione il segretario ha indicato che un'ulteriore azione del Congresso potrebbe impedire progressi nella normalizzazione delle relazioni", ha spiegato Hammer.

Nonostante l'appello della Clinton, Berman è andato avanti con l'audizione in programma oggi sulla materia, in cui ha definito la Turchia un alleato "vitale" ma ha detto che "niente giustifica il far finta di nulla della Turchia di fronte al genocidio degli armeni".

 


 

Ticinonews.  Massacri armeni: Ankara minaccia ritiro ambasciatore da Usa

 

Se oggi a Washington la Commissione degli affari esteri del Congresso approverà la risoluzione per classificare come "genocidio" i massacri degli armeni da parte dell'Impero ottomano tra il 1915 ed il 1917, la Turchia potrebbe ritirare il proprio ambasciatore da Washington. Lo ha riferito l'emittente privata turca Ntv.
Stando al quotidiano turco "Vatan", la Turchia potrebbe inoltre cancellare contratti con aziende della difesa americana per un valore di 45 miliardi di dollari. È proprio per sventare questa minaccia, riferisce il giornale, che gli amministratori delegati di cinque grandi compagnie americane hanno scritto ai deputati membri della Commissione esteri per sottolineare i rischi che un via libera alla risoluzione comporterebbe. Le compagnie contrarie alla risoluzione sono la Boeing, la Raytheon, la Northrop Grumman, la Lookeed Martin e la United Technologies.
Ieri, riferisce sempre "Vatan", il presidente turco Abdullah Gül ha telefonato a Barack Obama per ribadirgli la preoccupazione di Ankara circa la risoluzione all'esame della Commissione esteri e chiedergli di bloccarla. L'approvazione del documento, ha detto Gul al capo della Casa Bianca, farebbe gravi danni sia alle relazioni turco-americane sia al processo di normalizzazione dei rapporti avviato lo scorso ottobre fra Turchia ed Armenia.
La Turchia ha sempre negato che il milione e mezzo di armeni uccisi (Ankara sostiene "solo" 300'000) siano stati vittima di un genocidio ed ha sempre affermato che morirono in seguito ad una guerra civile.
ATS


Ap-Nuova Europa

 

Usa-Turchia/ Clinton chiede di fermare risoluzione su 'genocidio' - Amministrazione Obama interviene per salvare rappporti con Ankara

 

Washington, 4 mar. (Ap-Nuova Europa) - L'Amministrazione Obama ha chiesto al Congresso Usa di non votare la risoluzione che definisce gli eccidi di armeni da parte degli ottomani come "genocidio". Il segretario di Stato Hillary Rodham Clinton ha parlato col presidente della Commissione Affari esteri della Camera, Howard Berman, per spiegargli che l'approvazione della risoluzione potrebbe danneggiare i negoziati per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armenia.

La commissione ha oggi in agenda il voto della mozione e non è chiaro se possa esserci a questo punto un ripensamento. In caso di voto positivo, il documento passerà alla plenaria. La mossa della Clinton, di fatto, rompe una promessa che era stata fatta in campagna elettorale dal presidente Barack Obama.

La Turchia, che è un alleato cruciale degli Usa nella regione nella Nato, ha già chiarito che il voto della risoluzione metterebbe a rischio la cooperazione turco-statunitense.

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Usa-Turchia/ Oggi a Washington voto mozione su "genocidio" armeno

Rischia di danneggiare i rapporti tra Washington e Ankara

Washington, 4 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Una commissione del Congresso Usa voterà oggi una mozione nella quale gli eccidi di armeni da parte degli ottomani di un secolo fa sono qualificati come "genocidio". L'eventuale approvazione di questa mozione potrebbe portare a una crisi di rapporti tra Stati uniti e Turchia, erede diretta dell'Impero ottomano.

La Commissione Affari esteri della Camera dei Rappresentanti dovrebbe approvare la risoluzione, per poi inviarla alla plenaria, dove le prospettive d'approvazione sono meno certe. In ogni caso, questa risoluzione rischia di provocare danni non solo alla cooperazione turco-americana, ma anche ai negoziati per l'apertura dei confini tra Turchia e Armenia.

"Se la mozione passa, l'Amministrazione Obama dovrebbe tentare di evitare che sia votata dal Congresso", ha commentato il ministro degli Esteri turco Ahmet Davitoglu, in visita in Egitto. Il voto è previsto per le 10 a Washington (ore 16 in Italia).

Già nel 2007 la Commissione Affari esteri ha approvato una mozione simili, ma non è stata portata alla plenaria a causa delle forti pressioni arrivate dalla Casa bianca, a capo della quale c'era allora George W. Bush.

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Usa-Turchia/ Cresce tensione per voto su genocidio armeno-focus

Ieri sera presidente turco Gul ha chiamato Barack Obama

Istanbul, 4 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Il presidente turco Abdullah Gul alla fine ha preso il telefono e ha chiamato Barack Obama per sottolineare la preoccupazione per il voto sul 'genocidio armeno', mai riconosciuto da Ankara. Il quotidiano Hurriyet definisce l'iniziativa di Gul "degno di nota". Certo è un segnale della tensione che cresce ai vertici turchi, alla luce della probabile approvazione da parte della Commissione Esteri della Camera della mozione che riconosce come genocidio il massacro che nel 1915 portò alla morte un milione di armeni, uccisi dalle armate ottomane. Per la Turchia l'argomento resta 'off limits': non si trattò di eccidio premeditato e le vittime furono "appena" 300mila e non un milione, è la versione ufficiale. E anche il successivo passaggio alla Camera in seduta plenaria non ha molte probabilità di passare, il voto odierno per Ankara è già un affronto, foriero di nuovi problemi nei rapporti con gli Usa.

Prima ancora della telefonata di Gul, Ankara ha alzato le barricate diplomatiche. Una nota comparsa sul sito del ministero degli Esteri evoca un "danno alle relazioni" in caso di voto positivo alla mozione. Oltre alle relazioni fra i due Paesi, a rimetterci potrebbe essere lo stesso protocollo di intesa con l'Armenia, firmato appena lo scorso ottobre. A questo proposito il premier turco Recep Tayyip Erdogan è stato ancora più esplicito: "Se il 4 marzo verrà presa una decisione sbagliata - ha detto il premier, seguiranno conseguenze". Il voto della Commissione esteri viene definito dal premier un possibile "passo falso", con il rischio di peggiorare le cose il 24 aprile, giorno in cui si commemora il genocidio armeno.

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Rapporti con Armenia tesi anche per questione Nagorno-Karabakh

Istanbul, 4 mar. (Apcom-Nuova Europa) - I rapporti con l'Armenia sono tesi anche per la disputa sul Nagorno-Karabakh, regione contesa fra Azerbaigian e Armenia, teatro di una sanguinosa guerra negli anni Novanta. In questo contesto la Turchia ha sempre preso le difese di Baku, creando un nuovo motivo di conflitto con Erevan. La situazione degenerò nel 1993, quando le frontiere vennero chiuse e mai più riaperte.

Da quando è stato siglato il protocollo, non si sono visti progressi significativi nelle relazioni. Il presidente della Repubblica turca, Abdullah Gul, il vero fautore del riavvicinamento all'Armenia, due settimane fa ha inviato il protocollo (necessaria per andare avanti) al Parlamento per la ratifica. Ma da quel momento nessuno ne ha saputo più niente. Le incertezze hanno riguardato anche la parte armena, tanto che quotidiani della Mezzaluna hanno ipotizzato una totale compromissione del processo.

Oggi, però, tutti gli occhi sono volti ad Ovest, all'altra parte dell'Atlantico, dove i motivi di attrito con la Turchia non mancano. La frattura con Israele, i rapporti troppo stretti con l'Iran, procurano dubbi a Washington, tanto che questo voto è stato interpretato da molti come una sorta di richiamo all'ordine per Ankara.

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Usa-Turchia/ Ankara: crisi diplomatica se passa mozione genocidio

Membro del governo dietro anonimato ipotizza ritiro ambasciatore

Ankara, 4 mar. (Ap-Nuova Europa) - La Turchia minaccia la crisi diplomatica se la Commissione Esteri della Camera Usa oggi voterà a favore del riconoscimento del 'genocidio' armeno, cosa data per probabile. I deputati americani si riuniscono alle 16 ora italiana, quindi la decisione è imminente. E Ankara ha lasciato intendere che potrebbe richiamare l'ambasciatore dagli Stati Uniti.

L'avvertimento è stato affidato a un membro del governo turco, che ha parlato dietro garanzia di anonimato. E alla domanda sul possibile ritiro dell'ambasciatore ha risposto: "tutte le opzioni sono sul tavolo".

Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, da parte sua ha ribadito che la mozione sul genocidio - ovvero sui massacri di armeni durante la prima Guerra mondiale - mette a repentaglio le relazioni con gli Usa. Il capo della diplomazia ha ricordato che Turchia e Stati Uniti collaborano su importanti e delicati dossier internazionali, dal Medio Oriente, ai Balcani, al Caucaso. Ma non ha voluto rispondere alla domanda sull'eventuale ritiro dell'ambasciatore

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Turchia avverte: crisi diplomatica Usa se passa mozione genocidio

Clinton chiede di fermare la risoluzione

Ankara, 4 mar. (Apcom) - La Turchia minaccia la crisi diplomatica se la Commissione Esteri della Camera Usa oggi voterà a favore del riconoscimento del 'genocidio' armeno, cosa data per probabile. E Ankara ha lasciato intendere che potrebbe richiamare l'ambasciatore dagli Stati Uniti. Immediata la reazione del segretario di Stato, Hillary Clinton che ha chiesto al Congresso Usa di non votare la risoluzione che definisce gli eccidi di armeni da parte degli ottomani come "genocidio". L'avvertimento della Turchia è stato affidato a un membro del governo turco, che ha parlato dietro garanzia di anonimato. E alla domanda sul possibile ritiro dell'ambasciatore ha risposto: "tutte le opzioni sono sul tavolo". Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, da parte sua ha ribadito che la mozione sul genocidio - ovvero sui massacri di armeni durante la prima Guerra mondiale - mette a repentaglio le relazioni con gli Usa. Il capo della diplomazia ha ricordato che Turchia e Stati Uniti collaborano su importanti e delicati dossier internazionali, dal Medio Oriente, ai Balcani, al Caucaso. Ma non ha voluto rispondere alla domanda sull'eventuale ritiro dell'ambasciatore. La Turchia, che è un alleato cruciale degli Usa nella regione nella Nato, ha già chiarito che il voto della risoluzione metterebbe a rischio la cooperazione turco-statunitense. Red/Kat