|
La
Repubblica.it
La commissione Esteri della Camera
deve votare una risoluzione che raccomandi a Obama di cambiare la definizione
del massacro del 1915.
Ankara
minaccia la rottura diplomatica
"Genocidio armeno", tensione
Usa-Turchia
Clinton al Congresso: "No alla mozione"
Il presidente americano chiama il
premier turco Gul: accelerare la ratifica degli accordi con l'Armenia
WASHINGTON -Gli Stati Uniti a rischio crisi diplomatica con la
Turchia a causa del delicato capitolo armeno. Oggi la commissione Esteri della
Camera dei Rappresentanti deve votare una mozione non vincolante che chiederà a
Obama di definire esplicitamente "genocidio" il massacro di cristiani armeni
compiuto nel 1915 ad opera delle forze ottomane. Una questione storicamente
sensibilissima per Ankara, che rifiuta il bilancio di oltre 1,5 milioni di morti
(le vittime per i turchi sarebbero state 300 mila) e la definizione di
"genocidio" rivendicata da storici e dalle autorità armene. Il segretario di
Stato Hillary Clinton è intervenuto direttamente, con un appello ai deputati
affinché non votino la risoluzione, sostenendo che potrebbe mettere a rischio
la faticosa opera di normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armena. Con lo
stesso obiettivo, Barack Obama ha telefonato al premier turco Abdullah Gul
sollecitandolo ad accelerare le procedure di ratificazione degli accordi con
l'Armenia raggiunti lo scorso ottobre.
La Turchia ha minacciato ripercussioni diplomatiche nei rapporti con gli Stati
Uniti se la risoluzione dovesse passare, minacciando di arrivare a ritirare
l'ambasciatore turco a Washington. Nel 2007 Ankara prese questo provvedimento
quando il Congresso approvò un emendamento simile. "Ma non bisogna dimenticare
che oggi la situazione è diversa", dicono fonti del governo turco alla Reuters.
"Siamo nel pieno del processo di normalizzazione dei rapporti con l'Armenia,
dunque la posta in palio è molto alta".
La questione della definizione del massacro armeno era emersa già in occasione
della visita del presidente Usa in Turchia lo scorso aprile. Obama evitò di
sollevare polemiche citando la questione in modo marginale. La risoluzione non
è vincolante, ma chiederebbe a Obama di utilizzare il termine "genocidio" da ora
in poi, compreso il discorso annuale che il prossimo 24 aprile dovrà tenere in
occasione dell'anniversario del massacro.
Ansa -
Turchia: armeni, Obama telefona a Gul
Tv,
amministrazione chiede a Commissione stop risoluzione
(ANSA) - ANKARA,
4 MAR - Il presidente Usa Barack Obama ha telefonato al collega turco Abdullah
Gul.
Lo ha riferito l'emittente privata Ntv.
Obama avrebbe suggerito a Gul di accelerare la ratifica dei protocolli per la
normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armenia firmati lo scorso ottobre.
Intanto l'emittente CnnTurk ha reso noto che l'amministrazione Usa ha
consigliato alla Commissione Esteri del Congresso di bloccare la discussione sul
genocidio degli armeni ai tempi dell'impero ottomano.
Arabmonitor.info -
Parla di
genocidio armeno la Camera dei rappresentanti Usa
Washington, 4
marzo
- La Commissione esteri della Camera dei rappresentanti Usa si appresta a votare
un documento che definisce come genocidio l'uccisione degli armeni avvenuta in
Turchia all'epoca del primo conflitto mondiale. Il segretario di Stato Usa
Hillary Clinton ha chiesto alla Commissione di sospendere il voto, perché
potrebbe arrecare dei danni alla ripresa delle relazioni fra la Turchia e
l'Armenia. Ankara ha già espresso la sua profonda irritazione per il documento
in discussione alla Camera dei rappresentanti.
Reuters - Usa cercano di evitare disputa con Turchia su
genocidio armeni
WASHINGTON (Reuters) -
Cercando di
disinnescare una disputa con la Turchia, l'amministrazione Obama ha chiesto al
Congresso di fare marcia indietro su una legge che bolla come genocidio un
massacro di armeni da parte delle forze ottomane nel 1915.
Ma un importante deputato della Camera dei Rappresentanti oggi ha
tenuto un'audizione in materia e ha chiesto il voto sulla legge.
Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ieri ha telefonato al
presidente della Commissione Affari esteri Howard Berman per spiegargli che la
legge potrebbe danneggiare gli sforzi per la normalizzazione delle relazioni
turco-armene, come ha riferito la Casa Bianca.
Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale
statunitense Mike Hammer ha detto che il presidente Barack Obama ieri ha
chiamato l'omologo turco Abdullah Gul per chiedergli una rapida ratifica di un
protocollo firmato l'anno scorso per normalizzare le relazioni turco-armene.
"Il segretario Clinton ieri ha chiamato il presidente Berman e in
quella conversazione il segretario ha indicato che un'ulteriore azione del
Congresso potrebbe impedire progressi nella normalizzazione delle relazioni", ha
spiegato Hammer.
Nonostante l'appello della Clinton, Berman è andato avanti con
l'audizione in programma oggi sulla materia, in cui ha definito la Turchia un
alleato "vitale" ma ha detto che "niente giustifica il far finta di nulla della
Turchia di fronte al genocidio degli armeni".
Ticinonews.
Massacri armeni: Ankara minaccia ritiro ambasciatore da
Usa
Se oggi a
Washington la Commissione degli affari esteri del Congresso approverà la
risoluzione per classificare come "genocidio" i massacri degli armeni da parte
dell'Impero ottomano tra il 1915 ed il 1917, la Turchia potrebbe ritirare il
proprio ambasciatore da Washington. Lo ha riferito l'emittente privata turca Ntv.
Stando al quotidiano turco "Vatan", la Turchia potrebbe inoltre cancellare
contratti con aziende della difesa americana per un valore di 45 miliardi di
dollari. È proprio per sventare questa minaccia, riferisce il giornale, che gli
amministratori delegati di cinque grandi compagnie americane hanno scritto ai
deputati membri della Commissione esteri per sottolineare i rischi che un via
libera alla risoluzione comporterebbe. Le compagnie contrarie alla risoluzione
sono la Boeing, la Raytheon, la Northrop Grumman, la Lookeed Martin e la United
Technologies.
Ieri, riferisce sempre "Vatan", il presidente turco Abdullah Gül ha telefonato a
Barack Obama per ribadirgli la preoccupazione di Ankara circa la risoluzione
all'esame della Commissione esteri e chiedergli di bloccarla. L'approvazione del
documento, ha detto Gul al capo della Casa Bianca, farebbe gravi danni sia alle
relazioni turco-americane sia al processo di normalizzazione dei rapporti
avviato lo scorso ottobre fra Turchia ed Armenia.
La Turchia ha sempre negato che il milione e mezzo di armeni uccisi (Ankara
sostiene "solo" 300'000) siano stati vittima di un genocidio ed ha sempre
affermato che morirono in seguito ad una guerra civile.
ATS
Ap-Nuova Europa
Usa-Turchia/ Clinton chiede di fermare
risoluzione su 'genocidio' -
Amministrazione Obama interviene
per salvare rappporti con Ankara
Washington, 4 mar. (Ap-Nuova Europa) - L'Amministrazione Obama ha chiesto al
Congresso Usa di non votare la risoluzione che definisce gli eccidi di armeni da
parte degli ottomani come "genocidio". Il segretario di Stato Hillary Rodham
Clinton ha parlato col presidente della Commissione Affari esteri della Camera,
Howard Berman, per spiegargli che l'approvazione della risoluzione potrebbe
danneggiare i negoziati per la normalizzazione dei rapporti tra Turchia e
Armenia.
La
commissione ha oggi in agenda il voto della mozione e non è chiaro se possa
esserci a questo punto un ripensamento. In caso di voto positivo, il documento
passerà alla plenaria. La mossa della Clinton, di fatto, rompe una promessa che
era stata fatta in campagna elettorale dal presidente Barack Obama.
La
Turchia, che è un alleato cruciale degli Usa nella regione nella Nato, ha già
chiarito che il voto della risoluzione metterebbe a rischio la cooperazione
turco-statunitense.
____________________________
Usa-Turchia/ Oggi a Washington
voto mozione su "genocidio" armeno
Rischia di danneggiare i rapporti
tra Washington e Ankara
Washington, 4 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Una commissione del Congresso Usa
voterà oggi una mozione nella quale gli eccidi di armeni da parte degli ottomani
di un secolo fa sono qualificati come "genocidio". L'eventuale approvazione di
questa mozione potrebbe portare a una crisi di rapporti tra Stati uniti e
Turchia, erede diretta dell'Impero ottomano.
La
Commissione Affari esteri della Camera dei Rappresentanti dovrebbe approvare la
risoluzione, per poi inviarla alla plenaria, dove le prospettive d'approvazione
sono meno certe. In ogni caso, questa risoluzione rischia di provocare danni non
solo alla cooperazione turco-americana, ma anche ai negoziati per l'apertura dei
confini tra Turchia e Armenia.
"Se la
mozione passa, l'Amministrazione Obama dovrebbe tentare di evitare che sia
votata dal Congresso", ha commentato il ministro degli Esteri turco Ahmet
Davitoglu, in visita in Egitto. Il voto è previsto per le 10 a Washington (ore
16 in Italia).
Già nel
2007 la Commissione Affari esteri ha approvato una mozione simili, ma non è
stata portata alla plenaria a causa delle forti pressioni arrivate dalla Casa
bianca, a capo della quale c'era allora George W. Bush.
______________________________
Usa-Turchia/ Cresce tensione per
voto su genocidio armeno-focus
Ieri sera presidente turco Gul ha
chiamato Barack Obama
Istanbul, 4 mar. (Apcom-Nuova Europa) - Il presidente turco Abdullah Gul alla
fine ha preso il telefono e ha chiamato Barack Obama per sottolineare la
preoccupazione per il voto sul 'genocidio armeno', mai riconosciuto da Ankara.
Il quotidiano Hurriyet definisce l'iniziativa di Gul "degno di nota". Certo è un
segnale della tensione che cresce ai vertici turchi, alla luce della probabile
approvazione da parte della Commissione Esteri della Camera della mozione che
riconosce come genocidio il massacro che nel 1915 portò alla morte un milione di
armeni, uccisi dalle armate ottomane. Per la Turchia l'argomento resta 'off
limits': non si trattò di eccidio premeditato e le vittime furono "appena"
300mila e non un milione, è la versione ufficiale. E anche il successivo
passaggio alla Camera in seduta plenaria non ha molte probabilità di passare, il
voto odierno per Ankara è già un affronto, foriero di nuovi problemi nei
rapporti con gli Usa.
Prima
ancora della telefonata di Gul, Ankara ha alzato le barricate diplomatiche. Una
nota comparsa sul sito del ministero degli Esteri evoca un "danno alle
relazioni" in caso di voto positivo alla mozione. Oltre alle relazioni fra i due
Paesi, a rimetterci potrebbe essere lo stesso protocollo di intesa con
l'Armenia, firmato appena lo scorso ottobre. A questo proposito il premier turco
Recep Tayyip Erdogan è stato ancora più esplicito: "Se il 4 marzo verrà presa
una decisione sbagliata - ha detto il premier, seguiranno conseguenze". Il voto
della Commissione esteri viene definito dal premier un possibile "passo falso",
con il rischio di peggiorare le cose il 24 aprile, giorno in cui si commemora il
genocidio armeno.
_______________________________
Rapporti con Armenia tesi anche
per questione Nagorno-Karabakh
Istanbul, 4 mar. (Apcom-Nuova Europa) - I rapporti con l'Armenia sono tesi anche
per la disputa sul Nagorno-Karabakh, regione contesa fra Azerbaigian e Armenia,
teatro di una sanguinosa guerra negli anni Novanta. In questo contesto la
Turchia ha sempre preso le difese di Baku, creando un nuovo motivo di conflitto
con Erevan. La situazione degenerò nel 1993, quando le frontiere vennero chiuse
e mai più riaperte.
Da
quando è stato siglato il protocollo, non si sono visti progressi significativi
nelle relazioni. Il presidente della Repubblica turca, Abdullah Gul, il vero
fautore del riavvicinamento all'Armenia, due settimane fa ha inviato il
protocollo (necessaria per andare avanti) al Parlamento per la ratifica. Ma da
quel momento nessuno ne ha saputo più niente. Le incertezze hanno riguardato
anche la parte armena, tanto che quotidiani della Mezzaluna hanno ipotizzato una
totale compromissione del processo.
Oggi,
però, tutti gli occhi sono volti ad Ovest, all'altra parte dell'Atlantico, dove
i motivi di attrito con la Turchia non mancano. La frattura con Israele, i
rapporti troppo stretti con l'Iran, procurano dubbi a Washington, tanto che
questo voto è stato interpretato da molti come una sorta di richiamo all'ordine
per Ankara.
______________________________
Usa-Turchia/ Ankara: crisi
diplomatica se passa mozione genocidio
Membro del governo dietro anonimato ipotizza ritiro ambasciatore
Ankara,
4 mar. (Ap-Nuova Europa) - La Turchia minaccia la crisi diplomatica se la
Commissione Esteri della Camera Usa oggi voterà a favore del riconoscimento del
'genocidio' armeno, cosa data per probabile. I deputati americani si riuniscono
alle 16 ora italiana, quindi la decisione è imminente. E Ankara ha lasciato
intendere che potrebbe richiamare l'ambasciatore dagli Stati Uniti.
L'avvertimento è stato affidato a un membro del governo turco, che ha parlato
dietro garanzia di anonimato. E alla domanda sul possibile ritiro
dell'ambasciatore ha risposto: "tutte le opzioni sono sul tavolo".
Il
ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, da parte sua ha ribadito che la
mozione sul genocidio - ovvero sui massacri di armeni durante la prima Guerra
mondiale - mette a repentaglio le relazioni con gli Usa. Il capo della
diplomazia ha ricordato che Turchia e Stati Uniti collaborano su importanti e
delicati dossier internazionali, dal Medio Oriente, ai Balcani, al Caucaso. Ma
non ha voluto rispondere alla domanda sull'eventuale ritiro dell'ambasciatore
__________________________________
Turchia avverte: crisi diplomatica
Usa se passa mozione genocidio
Clinton chiede di fermare la
risoluzione
Ankara,
4 mar. (Apcom) - La Turchia minaccia la crisi diplomatica se la Commissione
Esteri della Camera Usa oggi voterà a favore del riconoscimento del 'genocidio'
armeno, cosa data per probabile. E Ankara ha lasciato intendere che potrebbe
richiamare l'ambasciatore dagli Stati Uniti. Immediata la reazione del
segretario di Stato, Hillary Clinton che ha chiesto al Congresso Usa di non
votare la risoluzione che definisce gli eccidi di armeni da parte degli ottomani
come "genocidio". L'avvertimento della Turchia è stato affidato a un membro del
governo turco, che ha parlato dietro garanzia di anonimato. E alla domanda sul
possibile ritiro dell'ambasciatore ha risposto: "tutte le opzioni sono sul
tavolo". Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, da parte sua ha
ribadito che la mozione sul genocidio - ovvero sui massacri di armeni durante la
prima Guerra mondiale - mette a repentaglio le relazioni con gli Usa. Il capo
della diplomazia ha ricordato che Turchia e Stati Uniti collaborano su
importanti e delicati dossier internazionali, dal Medio Oriente, ai Balcani, al
Caucaso. Ma non ha voluto rispondere alla domanda sull'eventuale ritiro
dell'ambasciatore. La Turchia, che è un alleato cruciale degli Usa nella regione
nella Nato, ha già chiarito che il voto della risoluzione metterebbe a rischio
la cooperazione turco-statunitense. Red/Kat |