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Tradimenti e olocausti dimenticati
A scandalizzare Fisk sono gli atteggiamenti cinici o semplicemente sbagliati
delle azioni anglosassoni nella regione. Dalle repressioni britanniche degli
anni Venti in Iraq, con bombardamenti aerei e gas tossici, fino ad oggi. Con
l'incomprensione generale dei motivi di ostilità all'"Occidente" e le relative
dissonanze cognitive. Come quando tutti si ricordano dell'atto terroristico che
portò all'abbattimento
di un aereo a Lockerbie, in Scozia, nel 1988, ma quasi nessuno che pochi
mesi prima
l'incrociatore lanciamissili americano Vincennes aveva abbattuto un aereo di
linea civile iraniano sul Golfo Persico.
Grida vendetta poi agli occhi di Fisk anche il modo in cui nel 1991, schiacciata
la potenza militare irachena, sciiti e curdi iracheni furono dapprima incitati
alla ribellione contro il regime baathista di Saddam e poi traditi e abbandonati
ad una repressione mostruosa (a Saddam fu persino concesso di usare gli
elicotteri), le cui fosse comuni emergono di tanto in tanto fra le palme e le
sabbie di quella che fu la Mesopotamia, tra le culle della civiltà umana.
L'aiuto umanitario poi prestato ai curdi in fuga fu la classica foglia di fico.
A complicare le cose, ieri come oggi, c'era la posizione dello Stato turco, che
dovendo affrontare un'insorgenza curda in casa propria non voleva altri ospiti
sgraditi. A Fisk questo, insieme a conoscenze libanesi,
diede un'ottima "scusa" per raccontare l'Olocausto negato: quello del popolo
armeno durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1915-1916, quando li si sospettava
di simpatie filorusse. Non vi furono camere a gas, ma un milione passa di
assassinati, trucidati dal regime dei Giovani Turchi nei loro villaggi, annegati
in massa in mare, fatti perire in marce della morte verso i deserti della Siria.
Spesso con la complicità, tragicamente, proprio dei curdi. Un fatto che il
governo turco ancora oggi nega recisamente, nel silenzio assordante degli
alleati NATO; e non sembra di ricordare che i neocon di tutte le longitudini
abbiano granché menzionato questo egregio caso di cristiani sterminati da
musulmani. Al contrario Osama bin Laden, dalle sue caverne afghane, per
Fisk è ancora ossessionato dal ricordo della splendida
Andalusia musulmana perduta cinque secoli fa. Quando i fanatici erano i
cristiani. |