Invito all'inaugurazione e cerimonia di benedizione della Statua di S. Gregorio l'Illumintaore Apostolo dell'Armenia e fondatore della Chiesa Armena. (Roma 19 gennaio 2004)

 

Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX

Catholicos Patriarca di Cilicia degli Armeni

Assieme a

Sua Eminenza Francesco Cardinale Marchisano

Arciprete della Patriarcale Basilica di San Pietro in Vaticano

È lieto di invitarLa a partecipare 

alla Divina Liturgia in rito Armeno

nella Patriarcale Basilica di San Pietro

all’Altare della Cattedra

Il 19 Gennaio 2005, alle ore 08.30

 

Dopo la celebrazione

Sua Santità Giovanni Paolo II

Benedirà la statua di San Gregorio L’Illuminatore 

nel “Cortilone” Nord della Basilica

 

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E'  il primo Santo orientale che viene esposto nella nicchia esterna della Basilica di S. Pietro.

 

"... Questo omaggio alla memoria di San Gregorio Illuminatore tra le cinte del Vaticano, centro dell'orbe cattolico che rappresenta quasi un sesto dell'umanità, assume un significato particolare e si colloca nella scia di una lunga tradizione di devozione e venerazione di San Gregorio al di fuori dei confini dell'Armenia e oltre la Chiesa Armena: così un tempo nel mondo bizantino dove vi era un mosaico dedicato al Santo persino nella Basilica principale di Santa Sofia, e in particolare nell'Italia medievale da Nardò a Palermo fino a Napoli dove San Gregorio Illuminatore, detto San Gregorio Armeno, veneratissimo dai napoeltani, fa parte persino del folclore locale.

L'Illuminatore si colloca infatti nel rango di quei pochi Santi nella storia della cristianità che sono stati gli apostoli dell'istituzione ed organizzazione ecclesiale di un'intera nazione, come S. Patrizio per  l'Irlanda e S. Agostino per la Bretagna..."

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S. Gregorio l’Illuminatore.

  Nato presumibilmente verso il 250-52 da nobile famiglia arsacide, perciò anche nominato Parthew (parto).  

Suo padre Anak, uno dei principali satrapi, indotto dai Sassanidi della Persia, uccise Cosroe I, Re d’Armenia, unico superstite arsacide, ed a sua volta fu massacrato insieme alla famiglia dai fidi di Cosroe I nella fuga verso la Persia. Un solo bambino, salvato dalla nutrice e poi battezzato, fu chiamato Gregorio.

Gregorio, già adulto si trovò, nel seguito del re Tiridate, davanti all’arca della dea Anahit. E poiché rifiutò di venerare l’idolo fu sottoposto a molteplici torture; quindi, condotto verso la provincia di Ararat, fu gettato in una fossa prigione nominata Khorvirap, presso Artašat, perché fosse cibo delle vipere.          

Tiridate fu poi colpito da una grave malattia. Sua sorella Khosrovidukht vide in sogno che solo per l’intervento di Gregorio, sarebbe guarito il Re. Liberato, Gregorio guarì corpo e anima del monarca e convertì la sua corte. Un editto bandì per tutta l’Armenia la fede di Gregorio. Pressato dalle istanze della corte e del popolo, Gregorio fu condotto in Cesarea di Cappadocia con pompa e fu ordinato dall’esarca Leonzio sacerdote e vescovo, e quindi metropolita dell’Armenia. Di ritorno, accompagnato da uno stuolo di chierici raccolti da Sebaste e da varie città dell’Armenia Minore, Gregorio entrò nella provincia di Taron e nelle acque dell’Eufrate battezzò il Re, la corte e molte migliaia di cittadini […].

Si ignora la data della morte di S. Gregorio. Durante il Concilio di Nicea (325) era ancora vivente; ma fu rappresentato nel Sinodo da S. Aristakes, suo figlio. Gli ultimi anni trascorsero nella solitudine fra i monti di Sepuh. Le reliquie, gelosamente custodite, furono in seguito parzialmente trasferite a Costantinopoli. In Armenia rimase sempre la mano destra, diventata poi simbolo della giurisdizione patriarcale. A Napoli, nella Chiesa di S. Gregorio armeno, si conserva il teschio, molto venerato dagli Armeni.   (AMADOUNI G., Enciclopedia Cattolica, Vol. VI, Città del Vaticano, 1951, coll. 1086-1087).

Descrizione della Statua

San Gregorio tiene nella mano destra la croce armena (alta 50 cm. bronzo dorato per elettrolisi) nella mano sinistra un Vangelo (il soffio di Dio) decorato dei simboli dei quattro Evangelisti. Il suo volto barbuto è inquadrato nell’alto collo della sua cappa armena. Sul davanti del suo vestimento ci sono anche due croci armene, simili a quelle che porta nella mano. Sulla mitra la colomba dello Spirito Santo.

Il medaglione pettorale, in fondo a una spessa catena, rappresenta la Vergine di Narek e il Bambino Gesù. Sul piedistallo, le iscrizioni in armeno e in latino, lo identificano come San Gregorio l’Illuminatore dell’Armenia, con la data 301. Lo stemma di Sua Beatitudine Nersès Bedros XIX e lo stemma di Sua Santità Giovanni Paolo II inquadrano l’iscrizione.

La nicchia è alta mt 6,12, profonda Mt. 1,62, larga mt. 2.70. La statua è di marmo estratto dalla cava detta “di Michelangelo”  (Carrara), quella da cui proviene il marmo della Pietà. È alta mt 5,64 e pesa 18 tonnellate.

Sua Emminenza Card. Francesco Marchsiano,  Arciprete della Patriarcale Basilica di S. Pietro in Vaticano, ha affermato che quest’opera ha dato solennità al Cortilone che sarà denominato Cortilone di S. Gregorio L’Armeno Illuminatore.

 

Biografia dello scultore

KAZAN (Kazandjian) Khatchik, uno scultore di gran talento e un uomo di grande cultura e grande fede.

È nato nell’agosto 1944 a Beyrouth. Diplomato alla Scuola Superiore delle Arti Decorative (fondata da Luigi XVI), Kazan, Libanese di origine armena, fin dalla sua più giovane età egli manifesta dell’interesse per le arti e in particolare per la scultura. E nel 1962 egli installa già il suo primo laboratorio.

Nell’ottobre 2001, il Vaticano con il Patriarcato Armeno Cattolico lancia un concorso internazionale rivolto agli scultori: si tratta di realizzare la statua in marmo di San Gregorio l’Illuminatore. Nell’aprile 2002, la sua profonda conoscenza della religione cristiana, ma soprattutto il suo eccezionale talento, contribuiscono alla sua vittoria.

 

 

PREGHIERA

Diacono: Imploriamo il Signore per l’intercessione dei santi Asceti i quali sconfissero il male, sopportarono le angustie e meritarono le celesti, luminose ed impassibili corone. Per la loro preghiera ed intercessione abbia pietà di noi; o Onnipotente Signore Dio nostro, vivifica e abbi pietà.

 

Vescovo: O Cristo Dio nostro, Tu che hai scelto e accolto il tuo beato testimone San Gregorio l’Illuminatore e lo hai associato alla passione da te volontariamente accettata, ora assumiamo davanti a te, quali intercessori, coloro che qui in tutto l’universo sono santi, affinché per le loro preghiere ed intercessione, custodisca in pace la nostra vita, salvandoci da ogni visibile ed invisibile nemico. Concedici, o Signore, di vivere secondo il loro esempio e di concludere la nostra fine con una testimonianza di fede ortodossa nella speranza della vita eterna, affinché anche noi siamo resi degni di entrare nelle celesti dimore di luce e di ereditare il tuo regno, preparato dall’inizio del mondo, per i tuoi santi; insieme con loro rendendo grazie glorifichiamo Te, col Padre e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.