E'
il primo
Santo orientale che viene esposto nella nicchia esterna della Basilica di S.
Pietro.
"...
Questo omaggio alla memoria di San Gregorio Illuminatore tra le cinte del
Vaticano, centro dell'orbe cattolico che rappresenta quasi un sesto dell'umanità,
assume un significato particolare e si colloca nella scia di una lunga
tradizione di devozione e venerazione di San Gregorio al di fuori dei confini
dell'Armenia e oltre la Chiesa Armena: così un tempo nel mondo bizantino dove
vi era un mosaico dedicato al Santo persino nella Basilica principale di Santa
Sofia, e in particolare nell'Italia medievale da Nardò a Palermo fino a Napoli
dove San Gregorio Illuminatore, detto San Gregorio Armeno, veneratissimo dai
napoeltani, fa parte persino del folclore locale.
L'Illuminatore
si colloca infatti nel rango di quei pochi Santi nella storia della cristianità
che sono stati gli apostoli dell'istituzione ed organizzazione ecclesiale di
un'intera nazione, come S. Patrizio per l'Irlanda
e S. Agostino per la Bretagna..."
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S.
Gregorio l’Illuminatore.
Nato
presumibilmente verso il 250-52 da nobile famiglia arsacide, perciò anche
nominato Parthew (parto).
Suo
padre Anak, uno dei principali satrapi, indotto dai Sassanidi della Persia,
uccise Cosroe I, Re d’Armenia, unico superstite arsacide, ed a sua volta fu
massacrato insieme alla famiglia dai fidi di Cosroe I nella fuga verso la
Persia. Un solo bambino, salvato dalla nutrice e poi battezzato, fu chiamato
Gregorio.
Gregorio,
già adulto si trovò, nel seguito del re Tiridate, davanti all’arca della dea
Anahit. E poiché rifiutò di venerare l’idolo fu sottoposto a molteplici
torture; quindi, condotto verso la provincia di Ararat, fu gettato in una fossa
prigione nominata Khorvirap, presso Artašat, perché fosse cibo delle vipere.
Tiridate
fu poi colpito da una grave malattia. Sua sorella Khosrovidukht vide in sogno
che solo per l’intervento di Gregorio, sarebbe guarito il Re. Liberato,
Gregorio guarì corpo e anima del monarca e convertì la sua corte. Un editto
bandì per tutta l’Armenia la fede di Gregorio. Pressato dalle istanze della
corte e del popolo, Gregorio fu condotto in Cesarea di Cappadocia con pompa e fu
ordinato dall’esarca Leonzio sacerdote e vescovo, e quindi metropolita
dell’Armenia. Di ritorno, accompagnato da uno stuolo di chierici raccolti da
Sebaste e da varie città dell’Armenia Minore, Gregorio entrò nella provincia
di Taron e nelle acque dell’Eufrate battezzò il Re, la corte e molte migliaia
di cittadini […].
Si
ignora la data della morte di S. Gregorio. Durante il Concilio di Nicea (325)
era ancora vivente; ma fu rappresentato nel Sinodo da S. Aristakes, suo figlio.
Gli ultimi anni trascorsero nella solitudine fra i monti di Sepuh. Le reliquie,
gelosamente custodite, furono in seguito parzialmente trasferite a
Costantinopoli. In Armenia rimase sempre la mano destra, diventata poi simbolo
della giurisdizione patriarcale. A Napoli, nella Chiesa di S. Gregorio armeno,
si conserva il teschio, molto venerato dagli Armeni.
(AMADOUNI
G., Enciclopedia Cattolica, Vol. VI, Città del Vaticano, 1951, coll.
1086-1087).
Descrizione
della Statua
San
Gregorio tiene nella mano destra la croce armena (alta 50 cm. bronzo dorato per
elettrolisi) nella mano sinistra un Vangelo (il soffio di Dio) decorato dei
simboli dei quattro Evangelisti. Il suo volto barbuto è inquadrato nell’alto
collo della sua cappa armena. Sul davanti del suo vestimento ci sono anche due
croci armene, simili a quelle che porta nella mano. Sulla mitra la colomba dello
Spirito Santo.
Il
medaglione pettorale, in fondo a una spessa catena, rappresenta la Vergine di
Narek e il Bambino Gesù. Sul piedistallo, le iscrizioni in armeno e in latino,
lo identificano come San Gregorio l’Illuminatore dell’Armenia, con la data
301. Lo stemma di Sua Beatitudine Nersès Bedros XIX e lo stemma di Sua Santità
Giovanni Paolo II inquadrano l’iscrizione.
La
nicchia è alta mt 6,12, profonda Mt. 1,62, larga mt. 2.70. La statua è di
marmo estratto dalla cava detta “di Michelangelo”
(Carrara), quella da cui proviene il marmo della Pietà. È alta mt 5,64
e pesa 18 tonnellate.
Sua
Emminenza Card. Francesco Marchsiano,
Arciprete della Patriarcale Basilica di S. Pietro in Vaticano, ha
affermato che quest’opera ha dato solennità al Cortilone che sarà denominato
Cortilone di S. Gregorio L’Armeno Illuminatore.
Biografia
dello scultore
KAZAN
(Kazandjian) Khatchik, uno
scultore di gran talento e un uomo di grande cultura e grande fede.
È
nato nell’agosto 1944 a Beyrouth. Diplomato alla Scuola Superiore delle Arti
Decorative (fondata da Luigi XVI), Kazan, Libanese di origine armena, fin dalla
sua più giovane età egli manifesta dell’interesse per le arti e in
particolare per la scultura. E nel 1962 egli installa già il suo primo
laboratorio.
Nell’ottobre
2001, il Vaticano con il Patriarcato Armeno Cattolico lancia un concorso
internazionale rivolto agli scultori: si tratta di realizzare la statua in marmo
di San Gregorio l’Illuminatore. Nell’aprile 2002, la sua profonda conoscenza
della religione cristiana, ma soprattutto il suo eccezionale talento,
contribuiscono alla sua vittoria.
PREGHIERA
Diacono:
Imploriamo il Signore per l’intercessione dei santi Asceti i quali sconfissero
il male, sopportarono le angustie e meritarono le celesti, luminose ed
impassibili corone. Per la loro preghiera ed intercessione abbia pietà di noi;
o Onnipotente Signore Dio nostro, vivifica e abbi pietà.
Vescovo:
O Cristo Dio nostro, Tu che hai scelto e accolto il tuo beato testimone San
Gregorio l’Illuminatore e lo hai associato alla passione da te volontariamente
accettata, ora assumiamo davanti a te, quali intercessori, coloro che qui in
tutto l’universo sono santi, affinché per le loro preghiere ed intercessione,
custodisca in pace la nostra vita, salvandoci da ogni visibile ed invisibile
nemico. Concedici, o Signore, di vivere secondo il loro esempio e di concludere
la nostra fine con una testimonianza di fede ortodossa nella speranza della vita
eterna, affinché anche noi siamo resi degni di entrare nelle celesti dimore di
luce e di ereditare il tuo regno, preparato dall’inizio del mondo, per i tuoi
santi; insieme con loro rendendo grazie glorifichiamo Te, col Padre e Spirito
Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.