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La
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena,
nell’ambito delle attività dell’Istituto Mediterraneo e Oriente, ha
organizzato, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di
Siena, una giornata dedicata al cinema e alla letteratura con la presentazione
del libro “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan e la proiezione del
film scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, ispirato al romanzo; GIOVEDÌ
15 MARZO ALLE ORE 17,00 PRESSO
LA SALA CONFERENZE
DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DEGLI INTRONATI DI SIENA (via della Sapienza 3) si
svolgerà un incontro con Antonia Arslan ed i fratelli Taviani; gli autori,
coordinati dall’Assessore alla Cultura del Comune di Siena, Marcello Flores e
con l’intervento del Preside della Facoltà di Lettere, Gioachino Chiarini,
parleranno con il pubblico delle loro opere; SEMPRE GIOVEDÌ 15 MARZO ALLE ORE
21,00 PRESSO IL CINEMA NUOVO PENDOLA (via San Quirico 13) verrà proiettato il
film “La masseria delle allodole”, presentato al festival di Berlino lo
scorso 14 febbraio e di prossima programmazione nelle sale cinematografiche
italiane; dopo la proiezione, i registi si intratterranno con il pubblico
presente.
L’iniziativa
è stata resa possibile grazie alla gentile collaborazione di Rai Cinema, 01
Distribution, Ager 3 e Rizzoli Editore.
Nel
suo romanzo Antonia Arslan racconta la storia di una famiglia armena, quella dei
suoi antenati, che nella primavera del 1915 sogna una possibile ricongiunzione
nella terra d’origine, con i parenti che vivono in Italia;
la Masseria
delle allodole, la casa di campagna in Armenia che doveva essere lo spazio
della festa per la ritrovata unione, diventa invece il luogo di una definitiva,
tragica separazione, dove la famiglia armena viene distrutta: gli uomini e i
bambini maschi sono trucidati dai soldati turchi e per le donne inizia
un’odissea segnata da marce forzate, oltraggi e crudeltà; le storie
individuali, le speranze, gli amori, tutti i propositi futuri sono travolti
dalla spietata pianificazione di una “pulizia etnica” condotta nel nome di
un cieco nazionalismo. Ma il racconto delle sofferenze si mescola alla
descrizione della pietà, della volontà, dell’istinto di conservazione; la
narrazione cresce in una tensione emotiva che rasenta la suspense
e conduce a un finale in cui la sopravvivenza della memoria, affidata alla forza
straordinaria delle donne, riesce a sconfiggere la violenza e l’oblio.
In
questo romanzo Antonia Arslan, italiana di origine armena, riannoda i fili della
sua memoria familiare con le tradizioni e la storia del popolo delle sue
origini. È una storia che descrive l’inizio della diaspora che porterà gli
armeni ad abbandonare la loro terra e a disperdersi nel mondo, conservando nel
cuore il ricordo costante e la struggente nostalgia per una patria e una felicità
perdute.
ANTONIA
ARSLAN è autrice di saggi sulla narrativa popolare e d’appendice (Dame,
droga e galline; Il romanzo popolare
italiano fra Ottocento e Novecento) e sulla “galassia sommersa” delle
scrittrici italiane (Dame, galline e
regine. La scrittura femminile italiana fra ’800 e ’900). Ha curato una
raccolta di testimonianze di sopravvissuti al genocidio e tradotto le poesie di
Daniel Varujan, riscoprendo la sua profonda identità armena.
La Masseria
delle Allodole (Rizzoli, 2004), suo
primo romanzo ha vinto numerosi premi ed e stato tradotto in dieci lingue.
Il
film di Paolo e Vittorio Taviani si ispira al romanzo della Arslan e ne conserva
l’essenziale struttura narrativa, ponendo l’accento sul carattere di alcuni
personaggi chiave della storia e sottolineando il contrasto drammatico fra una
possibile concordia fra i popoli in uno stesso territorio, simboleggiata
dall’amore fra il soldato turco e la giovane armena Nunik, ed il cieco furore
del pregiudizio o lo spietato calcolo della ragion di stato. L’opera
cinematografica assume così una propria autonomia descrittiva, in un equilibrio
fra la dimensione intimista dei personaggi e la descrizione del sottofondo
storico.
Di
quest’opera che ha suscitato tanto interesse e qualche polemica al recente
Festival di Berlino, ci parlano gli stessi autori:
"Potrei
dire che questo film è un po’ un paradosso… nasce da un senso di colpa. Tre
anni fa quasi per caso ci siamo scontrati con la tragedia armena. Qualcosa,
certo, sapevamo, o credevamo di sapere di questa strage degli armeni in Turchia
avvenuta nel 1915 durante
la Grande Guerra.
Sono passati tanti anni da quel 1915 ma gli armeni non hanno ancora avuto
giustizia. E noi, come tanti altri hanno notato di questi tempi, non abbiamo
approfondito questa cosa terribile che è avvenuta; è come se l’evento fosse
entrato nell’ombra. Ci siamo sentiti in colpa anche perché io e Paolo
sentivamo il bisogno di avvicinarci a questi eventi che sono per me i più cupi
dei nostri giorni… gli eccidi tra popoli fratelli, tra etnie che convivono,
com'è avvenuto per esempio tra armeni e turchi.
L’occasione per soddisfare il nostro desiderio di affrontare questo
dramma ce l'ha offerto "La masseria delle allodole", il bel libro di
Antonia Arslan. Scoprire i personaggi, le creature, i loro destini… le sorti
degli uomini sono uniche, sono dei misteri cui è importante avvicinarsi. Dopo
aver incontrato queste creature, abbiamo cominciato ad amarle e a proiettarle in
questo evento terribile che è stato l’eccidio armeno."
Vittorio
Taviani
"[…]
La storia d’amore tra Nunik e Yussuf, il
giovane turco, per noi rappresenta la possibilità di una storia d’amore più
che la storia d’amore in se stessa: la storia di un amore possibile. Quando
lei verso la fine deve fuggire dal campo, va da Yussuf e gli dice: “Noi
fuggiamo; io ti ringrazio… sei stato buono con me e ti sono riconoscente. Ti
ho dato tutta la mia tenerezza” Lui puntualizza: “Tenerezza, non amore” e
lei risponde: “Io ormai non posso amare più nessuno”. Nunik ha conosciuto
l’orrore che le impedisce non solo di amare."
Paolo
Taviani
I
fratelli Taviani sono nati a San Miniato, in provincia di Pisa: il 20 Settembre
1929 Vittorio, 1'8 Novembre 1931 Paolo. Il primo contatto con il cinema avviene
invece quasi per caso in un cinema pisano, assistendo alla proiezione di
"Paisà" di Roberto Rossellini.
Trasferitisi
a Roma si dedicano totalmente al cinema, alternando l'attività di aiuto regista
con quella dì sceneggiatori e con quella documentaristica. Tra il 1955 e il
1960 realizzano alcuni documentari intorno a temi su cui torneranno nei
successivi film.
Nel
1967 con "I sovversivi" producono un film di riflessione sulla crisi
della società contemporanea. Nel 1969 con "Sotto il segno dello
scorpione" e nel 1971 con "San Michele aveva un gallo" la loro
opera si impone prepotentemente all'attenzione della critica italiana ed estera.
Nel
1977 con "Padre padrone" arriva il successo di pubblico e
la Palma
d'Oro al Festival di Cannes.
Nel
1982 è la volta di "La notte di San Lorenzo"; il film viene accolto
trionfalmente e resta una delle opere più convincenti del cinema italiano degli
anni Ottanta. Nel 1984 con "Kaos" riescono a dare vita ad una
splendida lettura delle novelle pirandelliane di ambientazione siciliana. Nel
1987 con "Good morning Babilonia" dedicano un affettuoso omaggio
all'arte del cinema, rievocando
la Hollywood
di inizio secolo e il celebre film di Griffith "Intolerance". Nel
1990 realizzano, da un racconto di Tolstoj, "II sole anche di notte",
amaro apologo sulla solitudine e lo smarrimento dell'uomo contemporaneo.
Con
"Fiorile" nel 1993 tornano a girare in Toscana. Nel 1996 i Taviani
scrivono un'altra pagina di grande poesia con "Le affinità elettive",
raffinata rilettura del romanzo di Goethe. Con gli ultimi lavori i Taviani
attingono a fonti letterarie a cui si erano precedentemente ispirati: Pirandello
con "Tu ridi" (1998) e Tolstoj con il film per la tv in due
puntate "Resurrezione" (2002).
Per
informazioni:
Piero
Pillon
Università degli Studi di Siena
Presidenza della Facolta' di Lettere e Filosofia
via Roma, 47 - 53100 Siena
Tel.: +39-0577-232545 cell.340 6749109
Fax: +39-0577-232543
mailto:pillon@unisi.it
http://www.lett.unisi.it
Per
ulteriori approfondimenti:
http://www.unive.it/media/allegato/dep/Interviste%20e%20testimonianze/10-Intervista_Arslan.pdf
http://tools.rcs.it/tools/rcslibri/rassegna_stampa/pdf/rizzoli/arslan.pdf
http://tools.rcs.it/tools/rcslibri/rassegna_stampa/pdf/rizzoli/arsl.pdf
http://www.raicinema.it/sito/
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http://libri.rizzoli.rcslibri.it/docs/6028.pdf
http://www.antoniarslan.it/
http://www.comune.san-miniato.pi.it/ospiti/TAVIANI/Centro.htm
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