"La Masseria della allodole" in prima nazionale a Siena il 15.03.07

La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Siena, nell’ambito delle attività dell’Istituto Mediterraneo e Oriente, ha organizzato, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Siena, una giornata dedicata al cinema e alla letteratura con la presentazione del libro “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan e la proiezione del film scritto e diretto da Paolo e Vittorio Taviani, ispirato al romanzo; GIOVEDÌ 15 MARZO ALLE ORE 17,00 PRESSO LA SALA CONFERENZE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DEGLI INTRONATI DI SIENA (via della Sapienza 3) si svolgerà un incontro con Antonia Arslan ed i fratelli Taviani; gli autori, coordinati dall’Assessore alla Cultura del Comune di Siena, Marcello Flores e con l’intervento del Preside della Facoltà di Lettere, Gioachino Chiarini, parleranno con il pubblico delle loro opere; SEMPRE GIOVEDÌ 15 MARZO ALLE ORE 21,00 PRESSO IL CINEMA NUOVO PENDOLA (via San Quirico 13) verrà proiettato il film “La masseria delle allodole”, presentato al festival di Berlino lo scorso 14 febbraio e di prossima programmazione nelle sale cinematografiche italiane; dopo la proiezione, i registi si intratterranno con il pubblico presente.

 

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla gentile collaborazione di Rai Cinema, 01 Distribution, Ager 3 e Rizzoli Editore.

 

Nel suo romanzo Antonia Arslan racconta la storia di una famiglia armena, quella dei suoi antenati, che nella primavera del 1915 sogna una possibile ricongiunzione nella terra d’origine, con i parenti che vivono in Italia; la Masseria delle allodole, la casa di campagna in Armenia che doveva essere lo spazio della festa per la ritrovata unione, diventa invece il luogo di una definitiva, tragica separazione, dove la famiglia armena viene distrutta: gli uomini e i bambini maschi sono trucidati dai soldati turchi e per le donne inizia un’odissea segnata da marce forzate, oltraggi e crudeltà; le storie individuali, le speranze, gli amori, tutti i propositi futuri sono travolti dalla spietata pianificazione di una “pulizia etnica” condotta nel nome di un cieco nazionalismo. Ma il racconto delle sofferenze si mescola alla descrizione della pietà, della volontà, dell’istinto di conservazione; la narrazione cresce in una tensione emotiva che rasenta la suspense e conduce a un finale in cui la sopravvivenza della memoria, affidata alla forza straordinaria delle donne, riesce a sconfiggere la violenza e l’oblio.

 

In questo romanzo Antonia Arslan, italiana di origine armena, riannoda i fili della sua memoria familiare con le tradizioni e la storia del popolo delle sue origini. È una storia che descrive l’inizio della diaspora che porterà gli armeni ad abbandonare la loro terra e a disperdersi nel mondo, conservando nel cuore il ricordo costante e la struggente nostalgia per una patria e una felicità perdute.

 

ANTONIA ARSLAN è autrice di saggi sulla narrativa popolare e d’appendice (Dame, droga e galline; Il romanzo popolare italiano fra Ottocento e Novecento) e sulla “galassia sommersa” delle scrittrici italiane (Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra ’800 e ’900). Ha curato una raccolta di testimonianze di sopravvissuti al genocidio e tradotto le poesie di Daniel Varujan, riscoprendo la sua profonda identità armena. La Masseria delle Allodole (Rizzoli, 2004), suo primo romanzo ha vinto numerosi premi ed e stato tradotto in dieci lingue.

 

Il film di Paolo e Vittorio Taviani si ispira al romanzo della Arslan e ne conserva l’essenziale struttura narrativa, ponendo l’accento sul carattere di alcuni personaggi chiave della storia e sottolineando il contrasto drammatico fra una possibile concordia fra i popoli in uno stesso territorio, simboleggiata dall’amore fra il soldato turco e la giovane armena Nunik, ed il cieco furore del pregiudizio o lo spietato calcolo della ragion di stato. L’opera cinematografica assume così una propria autonomia descrittiva, in un equilibrio fra la dimensione intimista dei personaggi e la descrizione del sottofondo storico.

Di quest’opera che ha suscitato tanto interesse e qualche polemica al recente Festival di Berlino, ci parlano gli stessi autori:

 

"Potrei dire che questo film è un po’ un paradosso… nasce da un senso di colpa. Tre anni fa quasi per caso ci siamo scontrati con la tragedia armena. Qualcosa, certo, sapevamo, o credevamo di sapere di questa strage degli armeni in Turchia avvenuta nel 1915 durante la Grande Guerra. Sono passati tanti anni da quel 1915 ma gli armeni non hanno ancora avuto giustizia. E noi, come tanti altri hanno notato di questi tempi, non abbiamo approfondito questa cosa terribile che è avvenuta; è come se l’evento fosse entrato nell’ombra. Ci siamo sentiti in colpa anche perché io e Paolo sentivamo il bisogno di avvicinarci a questi eventi che sono per me i più cupi dei nostri giorni… gli eccidi tra popoli fratelli, tra etnie che convivono, com'è avvenuto per esempio tra armeni e turchi.

L’occasione per soddisfare il nostro desiderio di affrontare questo dramma ce l'ha offerto "La masseria delle allodole", il bel libro di Antonia Arslan. Scoprire i personaggi, le creature, i loro destini… le sorti degli uomini sono uniche, sono dei misteri cui è importante avvicinarsi. Dopo aver incontrato queste creature, abbiamo cominciato ad amarle e a proiettarle in questo evento terribile che è stato l’eccidio armeno."

Vittorio Taviani

 

"[…] La storia d’amore tra Nunik e Yussuf, il giovane turco, per noi rappresenta la possibilità di una storia d’amore più che la storia d’amore in se stessa: la storia di un amore possibile. Quando lei verso la fine deve fuggire dal campo, va da Yussuf e gli dice: “Noi fuggiamo; io ti ringrazio… sei stato buono con me e ti sono riconoscente. Ti ho dato tutta la mia tenerezza” Lui puntualizza: “Tenerezza, non amore” e lei risponde: “Io ormai non posso amare più nessuno”. Nunik ha conosciuto l’orrore che le impedisce non solo di amare."

Paolo Taviani

 

I fratelli Taviani sono nati a San Miniato, in provincia di Pisa: il 20 Settembre 1929 Vittorio, 1'8 Novembre 1931 Paolo. Il primo contatto con il cinema avviene invece quasi per caso in un cinema pisano, assistendo alla proiezione di "Paisà" di Roberto Rossellini.

Trasferitisi a Roma si dedicano totalmente al cinema, alternando l'attività di aiuto regista con quella dì sceneggiatori e con quella documentaristica. Tra il 1955 e il 1960 realizzano alcuni documentari intorno a temi su cui torneranno nei successivi film.

Nel 1967 con "I sovversivi" producono un film di riflessione sulla crisi della società contemporanea. Nel 1969 con "Sotto il segno dello scorpione" e nel 1971 con "San Michele aveva un gallo" la loro opera si impone prepotentemente all'attenzione della critica italiana ed estera.

Nel 1977 con "Padre padrone" arriva il successo di pubblico e la Palma d'Oro al Festival di Cannes.

Nel 1982 è la volta di "La notte di San Lorenzo"; il film viene accolto trionfalmente e resta una delle opere più convincenti del cinema italiano degli anni Ottanta. Nel 1984 con "Kaos" riescono a dare vita ad una splendida lettura delle novelle pirandelliane di ambientazione siciliana. Nel 1987 con "Good morning Babilonia" dedicano un affettuoso omaggio all'arte del cinema, rievocando la Hollywood di inizio secolo e il celebre film di Griffith "Intolerance". Nel 1990 realizzano, da un racconto di Tolstoj, "II sole anche di notte", amaro apologo sulla solitudine e lo smarrimento dell'uomo contemporaneo.

Con "Fiorile" nel 1993 tornano a girare in Toscana. Nel 1996 i Taviani scrivono un'altra pagina di grande poesia con "Le affinità elettive", raffinata rilettura del romanzo di Goethe. Con gli ultimi lavori i Taviani attingono a fonti letterarie a cui si erano precedentemente ispirati: Pirandello con "Tu ridi" (1998) e Tolstoj con  il film per la tv in due puntate "Resurrezione" (2002).

 

Per informazioni:

Piero Pillon
Università degli Studi di Siena
Presidenza della Facolta' di Lettere e Filosofia
via Roma, 47 - 53100 Siena
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Fax: +39-0577-232543
mailto:pillon@unisi.it
http://www.lett.unisi.it

Per ulteriori approfondimenti:

http://www.unive.it/media/allegato/dep/Interviste%20e%20testimonianze/10-Intervista_Arslan.pdf

http://tools.rcs.it/tools/rcslibri/rassegna_stampa/pdf/rizzoli/arslan.pdf

http://tools.rcs.it/tools/rcslibri/rassegna_stampa/pdf/rizzoli/arsl.pdf

http://www.raicinema.it/sito/  -

http://libri.rizzoli.rcslibri.it/docs/6028.pdf

http://www.antoniarslan.it/

http://www.comune.san-miniato.pi.it/ospiti/TAVIANI/Centro.htm