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La
seconda Giornata di Studi Armeni e Caucasici, organizzata dal Dipartimento di
Studi Eurasiatici dell'Università Ca' Foscari Venezia in collaborazione con
l'Associazione Padus-Araxes e l'Associazione per lo Studio in Italia dell'Asia
Centrale e del Caucaso (ASIAC), si è svolta il 3 aprile a Venezia presso la
sede della Biblioteca Didattica di Ca' Foscari.
La Giornata è iniziata con un messaggio di saluto del Prof. Boghos Levon
Zekiyan, il quale ha anche brevemente messo in risalto il ruolo del Caucaso come
cerniera di culture tra Oriente e Occidente, tra ecumene greca ed ecumene
iraniana.
Il primo relatore è stato Stefano Pellò, iranista di Ca' Foscari, che con un
intervento intitolato "Il persiano in Caucaso, il Caucaso in persiano:
diffusione e rappresentazione" ha messo in
rilievo la moltitudine e l'importanza dei poeti e letterati di lingua persiana
oriundi del Caucaso con particolare attenzione alla personalità e attività del
poeta Khaqani.
Lorenzo Pubblici, dell'Università di Firenze, ha parlato delle invasioni
mongole e delle loro gravi conseguenze per la vita economica e sociale dei
popoli caucasici, successivamente sottomessi, con una comunicazione dal titolo:
"La penetrazione mongola nel Caucaso meridionale fra ceto dirigente e
identità collettive: aspetti e problemi (secc. XIII-XIV)".
Gaga Shurgaia, kartvelologo di Ca' Foscari, con la sua comunicazione su:
"'La Vita della Kartli' nel contesto storico-culturale del Caucaso",
ha illustrato le origini, l'ideologia, la composizione e le fasi redazionali di
quest'opera.
Aldo Ferrari, armenista di Ca' Foscari, ha trattato la tematica: "Raffi e i
melik del Larabal". Il relatore, la cui traduzione, con introduzione e
note, dell'opera storica di Raffi - romanziere armeno della seconda metà
dell'Ottocento - sui melikati armeni del Larabal è imminente, ha presentato
questo lato meno noto dello scrittore, cioè quello di studioso di storia,
esprimendone una valutazione sostanzialmente positiva nonostante gli accenti
nazionalistici, tipici del romanticismo e dei movimenti irredentisti del secolo
XIX, pienamente assimilati da Raffi.
L'ultimo relatore della mattinata è stata Anna Sirinian, armenista
dell'Università di Bologna, che ha esposto il genere letterario dei colofoni
armeni illustrando la sua dotta disquisizione filologica
con la gradevole lettura e commento di due colofoni medievali armeni.
Nel pomeriggio sono seguite le comunicazioni di Marco Bais, armenista del
Pontificio Istituto Orientale, sul tema: "Introduzione alla storia
dell'Albania caucasica". Il relatore ha fornito le
coordinate geografiche e storiche dell'Albania caucasica e si è soffermato in
particolare sulle scoperte dello scorso secolo relative all'alfabeto albano e
sulle diatribe politico-ideologiche ancora aperte riguardo agli insediamenti e
alla stessa esistenza di un ethnos albano.
Benedetta Contin, dottoranda all'Università di Ginevra e Ca' Foscari di
Venezia, ha presentato la sua comunicazione su: "L'universo letterario
armeno nella Costantinopoli di inizio '900: l'opera di Zapel Yessayean",
tracciando innanzi tutto un quadro generale sulla situazione culturale e sociale
della Costantinopoli della cosiddetta "generazione degli esteti" per
continuare con il raffronto tra due opere della Yessayean : "La mia anima
esiliata" e "L'ultimo calice", prendendo in esame, in
particolare, il concetto di esilio.
Beatrice Penati, dottoranda all'Università di Parigi e alla Normale di Pisa,
ha, infine, presentato la sua ricerca di dottorato sulla tematica:
"Emigrati nord-caucasici ed azerbaigiani
nell'Europa interbellica tra "turchismo" e "confederalismo".
La relatrice ha dato una definizione dei termini "turchismo", "panturchismo"
e "panturanismo", quindi ha fornito un quadro della situazione
politico-ideologica dei vari gruppi creati ad opera degli emigrati
nord-caucasici ed azerbaigiani e ne ha illustrato l'organizzazione interna, il
sistema di alleanze e i diversi contrasti sorti tra i membri e causa del
fallimento di alleanze politiche.
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