Venezia 3 aprile 2008: II Giornata di Studi Armeni e Caucasici 

La seconda Giornata di Studi Armeni e Caucasici, organizzata dal Dipartimento di Studi Eurasiatici dell'Università Ca' Foscari Venezia in collaborazione con l'Associazione Padus-Araxes e l'Associazione per lo Studio in Italia dell'Asia Centrale e del Caucaso (ASIAC), si è svolta il 3 aprile a Venezia presso la sede della Biblioteca Didattica di Ca' Foscari.


La Giornata è iniziata con un messaggio di saluto del Prof. Boghos Levon Zekiyan, il quale ha anche brevemente messo in risalto il ruolo del Caucaso come cerniera di culture tra Oriente e Occidente, tra ecumene greca ed ecumene iraniana.

Il primo relatore è stato Stefano Pellò, iranista di Ca' Foscari, che con un intervento intitolato "Il persiano in Caucaso, il Caucaso in persiano: diffusione e rappresentazione" ha messo in
rilievo la moltitudine e l'importanza dei poeti e letterati di lingua persiana oriundi del Caucaso con particolare attenzione alla personalità e attività del poeta Khaqani.

Lorenzo Pubblici, dell'Università di Firenze, ha parlato delle invasioni mongole e delle loro gravi conseguenze per la vita economica e sociale dei popoli caucasici, successivamente sottomessi, con una comunicazione dal titolo: "La penetrazione mongola nel Caucaso meridionale fra ceto dirigente e identità collettive: aspetti e problemi (secc. XIII-XIV)".

Gaga Shurgaia, kartvelologo di Ca' Foscari, con la sua comunicazione su: "'La Vita della Kartli' nel contesto storico-culturale del Caucaso", ha illustrato le origini, l'ideologia, la composizione e le fasi redazionali di quest'opera.

Aldo Ferrari, armenista di Ca' Foscari, ha trattato la tematica: "Raffi e i melik del Larabal". Il relatore, la cui traduzione, con introduzione e note, dell'opera storica di Raffi - romanziere armeno della seconda metà dell'Ottocento - sui melikati armeni del Larabal è imminente, ha presentato questo lato meno noto dello scrittore, cioè quello di studioso di storia, esprimendone una valutazione sostanzialmente positiva nonostante gli accenti nazionalistici, tipici del romanticismo e dei movimenti irredentisti del secolo XIX, pienamente assimilati da Raffi.

L'ultimo relatore della mattinata è stata Anna Sirinian, armenista dell'Università di Bologna, che ha esposto il genere letterario dei colofoni armeni illustrando la sua dotta disquisizione filologica
con la gradevole lettura e commento di due colofoni medievali armeni.

Nel pomeriggio sono seguite le comunicazioni di Marco Bais, armenista del Pontificio Istituto Orientale, sul tema: "Introduzione alla storia dell'Albania caucasica". Il relatore ha fornito le
coordinate geografiche e storiche dell'Albania caucasica e si è soffermato in particolare sulle scoperte dello scorso secolo relative all'alfabeto albano e sulle diatribe politico-ideologiche ancora aperte riguardo agli insediamenti e alla stessa esistenza di un ethnos albano.

Benedetta Contin, dottoranda all'Università di Ginevra e Ca' Foscari di Venezia, ha presentato la sua comunicazione su: "L'universo letterario armeno nella Costantinopoli di inizio '900: l'opera di Zapel Yessayean", tracciando innanzi tutto un quadro generale sulla situazione culturale e sociale della Costantinopoli della cosiddetta "generazione degli esteti" per continuare con il raffronto tra due opere della Yessayean : "La mia anima esiliata" e "L'ultimo calice", prendendo in esame, in particolare, il concetto di esilio.

Beatrice Penati, dottoranda all'Università di Parigi e alla Normale di Pisa, ha, infine, presentato la sua ricerca di dottorato sulla tematica: "Emigrati nord-caucasici ed azerbaigiani
nell'Europa interbellica tra "turchismo" e "confederalismo". La relatrice ha dato una definizione dei termini "turchismo", "panturchismo" e "panturanismo", quindi ha fornito un quadro della situazione politico-ideologica dei vari gruppi creati ad opera degli emigrati nord-caucasici ed azerbaigiani e ne ha illustrato l'organizzazione interna, il sistema di alleanze e i diversi contrasti sorti tra i membri e causa del fallimento di alleanze politiche.