COMUNICATO
STAMPA
Sua
Santità Benedetto XVI presiederà la
cerimonia di inaugurazione della Targa toponomastica in onore di San Gregorio
l'Illuminatore
Cortilone
della Basilica Vaticana .
Il
22 febbraio 2008, alle ore 12.00, nel Cortilone Nord della Basilica di San
Pietro in Vaticano, Sua Santità Benedetto XVI presiederà la cerimonia di
inaugurazione della Targa toponomastica in onore di San Gregorio armeno
l'Illuminatore.
Alla
cerimonia oltre a Sua Beatitudine Nerses Bedros XIX Catolicos Patriarca degli
armeni Cattolici di Cilicia accompagnato da alcuni vescovi e da membri del
clero, sarà presente Sua Ecc. Mons Narek Alyemezian in rappresentanza della
Chiesa Armena Apostolica di Antelias (Libano) e Sua Ecc. Norvan Zakarian Parigi
in rappresentanza della Chiesa Armena Apostolica di Etchmiadzin (Armenia) e il
Capo della chiesa armena evangelica.
Saranno
presenti inoltre in rappresentanza della Repubblica Armena il Vice Ministro
degli Esteri Armen Gharibgianian, l’ Ambasciatore armeno presso la Santa Sede
S. Ecc Edouard Nalbandian, l’
Ambasciatore presso lo stato italiano Sua Ecc. Rouben Shougarian nonché vari
rappresentanti delle associazioni e comunità armene italiane ed europee.
Il
19 gennaio del 2005 il compianto Papa Giovanni Paolo II aveva benedetto con una
solenne cerimonia la grande statua di San Gregorio L'Illuminatore, apostolo
della Chiesa Armena, collocata oggi in una delle nicchie dello stesso Cortilone.
A
distanza di due anni la Santa sede vuole rendere ancora omaggio al
popolo armeno per la sua fedeltà al messaggio evangelico.
<<La
Chiesa armena, è certamente partecipe a pieno titolo delle vicende storiche
vissute dal Popolo armeno lungo i secoli e, in particolare, delle sofferenze
che esso ha patito in nome della fede cristiana negli anni della terribile
persecuzione che resta nella storia col nome tristemente significativo di Metz
Yeghèrn, il grande male.
"Gli
Armeni che si sono sempre sforzati di integrarsi con la loro operosità e la
loro dignità nelle società in cui si sono venuti a trovare, continuano a
testimoniare anche oggi la loro fedeltà al Vangelo". >>
Sua
Santità Benedetto XVI
________________________________
Pontificio Collegio Armeno:
064245801
Alcuni cenni sulla Statua di San
Gregorio Illuminatore
La
Statua di San Gregorio l'Illuminatore (l'Armeno) è stata scolpita da un armeno
cittadino francese, di origine libanese, Khatchik Kazandjian.
Nel
2001, il Vaticano, in collaborazione con il Patriarcato Armeno Cattolico, lanciò
un concorso internazionale per il
progetto di questa statua. Kazandjian vinse il concorso e partì per Carrara per
scegliere il marmo statuario, quello stesso utilizzato da Michelangelo per
scolpire "la Pietà". I lavori sono durati quasi due anni e il costo
è stato di quasi 250.000 Euro.
La
statua è collocata in una nicchia del Cortilone Nord della basilica; è alta
5,64 metri e pesa 18 tonnellate. La nicchia è alta mt 6,12, profonda mt. 1,62 e
larga mt. 2.70.
Descrizione
della Statua
San
Gregorio tiene nella mano destra la croce armena (alta 50 cm. bronzo dorato per
elettrolisi) nella mano sinistra un Vangelo (il soffio di Dio) decorato dei
simboli dei quattro Evangelisti. Il suo volto barbuto è inquadrato nell'alto
collo della sua cappa armena. Sul davanti del suo vestimento ci sono anche due
croci armene, simili a quelle che porta nella mano. Sulla mitra la colomba dello
Spirito Santo.
Il
medaglione pettorale, in fondo a una spessa catena, rappresenta la Vergine di
Narek e il Bambino Gesù. Sul piedestallo, le iscrizioni in armeno e in latino,
lo identificano come San Gregorio l'Illuminatore dell'Armenia, con la data 301.
Lo stemma di Sua Santità Giovanni Paolo II e lo stemma di Sua Beatitudine Nersès
Bedros XIX inquadrano l'iscrizione.
Chi
è san Gregorio l'Illuminatore ?
“Nato
presumibilmente verso il 250-52 da nobile famiglia arsacide, perciò è anche
nominato Parthew (parto).
Suo
padre Anak, uno dei principali satrapi, indotto dai Sassanidi della Persia,
uccise Cosroe I, Re d'Armenia, unico superstite arsacide, ed a sua volta fu
massacrato insieme alla famiglia dai fidi di Cosroe I nella fuga verso la
Persia. Un solo bambino, salvato dalla nutrice e poi battezzato, fu chiamato
Gregorio.
Gregorio,
già adulto si trovò, nel seguito del re Tiridate, davanti all'arca della dea
Anahit. E poiché rifiutò di venerare l'idolo fu sottoposto a molteplici
torture; quindi, condotto verso la provincia di Ararat, fu gettato in una fossa
prigione nominata Khorvirap, presso Artašat, perché fosse cibo delle
vipere.
Tiridate
fu poi colpito da una grave malattia. Sua sorella Khosrovidukht vide in sogno
che solo per l'intervento di Gregorio, sarebbe guarito il Re. Liberato, Gregorio
guarì corpo e anima del monarca e convertì la sua corte. Un editto bandì per
tutta l'Armenia la fede di Gregorio. Pressato dalle istanze della corte e del
popolo, Gregorio fu condotto in Cesarea di Cappadocia con pompa e fu ordinato
dall'esarca Leonzio sacerdote e vescovo, e quindi metropolita dell'Armenia. Di
ritorno, accompagnato da uno stuolo di chierici raccolti da Sebaste e da varie
città dell'Armenia Minore, Gregorio entrò nella provincia di Taron e nelle
acque dell'Eufrate battezzò il Re, la corte e molte migliaia di cittadini
[...].
Si
ignora la data della morte di S. Gregorio. Le reliquie, gelosamente custodite,
furono in seguito parzialmente trasferite a Costantinopoli. In Armenia rimase
sempre la mano destra, diventata poi simbolo della giurisdizione patriarcale. A
Napoli, nella Chiesa di S. Gregorio armeno, si conserva il teschio, molto
venerato dagli Armeni”.
(AMADOUNI
G., Gregorio l’illuminatore, Enciclopedia
Cattolica, Vol. VI, Città del Vaticano, 1951, coll. 1086-1087).
Biografia
dello scultore
KAZAN
(Kazandjian) Khatchik, uno scultore di gran talento e un uomo di grande
cultura e grande fede. È nato nell'agosto 1944 a Beyrouth. Diplomato alla
Scuola Superiore delle Arti Decorative (fondata da Luigi XVI), Kazan, Libanese
di origine armena, fin dalla sua più giovane età egli manifesta dell'interesse
per le arti e in particolare per la scultura. Nel 1962, egli installa già il
suo primo laboratorio.
Conversione
del popolo armeno al cristianesimo
e
la fondazione della Chiesa Armena.
L’Armenia
(in armeno HAYASTAN), è un paese montuoso che confina a nord con la Georgia, a
sud con l’Azerbaigian e l’Iran ad est con la Turchia. La capitale è Erevan
anticamente nominata Erepuni fondata nel 782 A.C. La moneta è il Dram.
Nel
1918 l’Armenia, dopo quasi 600 anni dalla morte dell’ultimo re, viene
proclamata Repubblica; nel 1920 viene sovietizzata. Nel settembre del 1991 dopo
il crollo dell’Unione Sovietica l’Armenia dichiara la propria sovranità e
diventa Repubblica d’Armenia,
libera e indipendente.
Gli
Armeni, un popolo di ceppo
indo-europeo possiede una storia molto antica,
nota agli storici greci e romani. Nel corso dei secoli l’Armenia ha
avuto relazioni diplomatiche, politiche, religiose, commerciali e culturali
con l'impero Romano, con l’impero Bizantino, con il Papato e con
l'Italia.
Il
primo incontro risale al 65 a.C.
quando Pompeo si scontrò con il re Tigran il Grande. Nel 66 d.C. il re Armeno
Tiridate I intraprese un viaggio a
Roma per essere incoronato da Nerone.
Nel
medioevo abbiamo testimonianze della presenza di
santi e vestigi armeni in Italia; San Miniato a Firenze, San Biagio a
Roma, San Gregorio l'Armeno a Napoli…
Il
popolo Armeno è stato il primo a fare del cristianesimo la religione di stato,
e questo grazie alla predicazione di san Gregorio l'Illuminatore nel 301, prima
ancora che l’imperatore Costantino proclamasse la libertà di culto
nell'Editto di Milano (315). Da allora il destino del popolo armeno è stato
indissolubilmente legato alla fede cristiana e le sue sofferenze sono state, in
larga misura, riconducibili alla tenacia con la quale si è mantenuto fedele ad
essa.
Il
Cristianesimo
Il
cristianesimo secondo un’antichissima tradizione, penetrò in Armenia
direttamente per opera degli apostoli Taddeo e Bartolomeo.
L'impero
Romano nella sua espansione ad Oriente aveva soggiogato anche la regione
dell'Armenia; Il re Armeno Tiridate III verso la fine del
terzo secolo aveva appena riconquistato il trono d'Armenia, conformemente
agli usi dell'epoca, volle rendere omaggio alla dea Anahite (Diana), che l'aveva
aiutato nella difficile impresa.
Con
lui offrirono doni tutti i cortigiani tranne Gregorio, che
giunto il suo turno, rifiutò, perché era cristiano, educato in Cesarea
di Cappadocia.
Allora
il re lo torturò per 25 giorni e lo rinchiuse nella fossa di “Khor Virap”
(cella sotterranea) nella fortezza di Artashat, piena di rettili velenosi il cui
solo nome terrorizzava i criminali più incalliti. Il Santo vi sopravvive invece
miracolosamente per 13 anni.
Frattanto
Tiridate III si innamorò della bella Hripsimé, che faceva parte di un gruppo
di giovani vergini che, scappate da Roma, dalle persecuzioni di Diocleziano, si
erano rifugiate in Armenia al seguito della loro badessa Gayané; il re la
scelse come sua
sposa
ma la giovane si rifiutò poiché
aveva scelto di consacrarsi al Signore; Tiridate sentendosi oltraggiato fece
uccidere Hripsimé e tutte le sue compagne.
Poco
dopo il sovrano fu colpito da una strana malattia, che nessuno era in grado di
curare. Si narra che la sorella del sovrano, Khosrovitoukhd, udita in sogno una
voce che le diceva che solo Gregorio sarebbe stato in grado di guarire il
fratello, lo fece uscire dalla sua fossa “Khor Virap” dopo 13 anni di
reclusione. Gregorio guarì il re, il quale si convertì al cristianesimo e si
fece battezzare con tutta la sua corte dallo stesso Gregorio. Correva l’anno
301.
Animati
di zelo per Cristo, il Re e l'Apostolo distrussero tutti i templi pagani e
stabilirono i siti delle future Chiese. Gregorio fu consacrato in Cesarea e
ritornò in Armenia come primo Catholicos della Chiesa Armena operandovi
numerose conversioni.
Questo
Santo, padre nella fede, è molto caro al popolo armeno ed il luogo in cui egli
trascorse i 13 anni di prigionia è divenuto poi meta di pellegrinaggi, con
proprio monastero e luogo di culto.
Dopo
la conversione al cristianesimo, le vicende del popolo armeno sono una costante
testimonianza di fedeltà a Cristo Signore ed alla Croce
anche a prezzo della vita. Al cristianesimo sono collegate non solo la
sua storia e l'identità nazionale, ma anche la sua ricca cultura che è ben
visibile nei vari campi in cui si è espressa: dalla letteratura alla
storiografia, dalla musica alla miniatura, dall'architettura alla liturgia.
Ma
forse, è, soprattutto, ad un simbolo il “KHATCHKAR” che è stata affidata
la testimonianza della millenaria identità e tenace adesione alla fede
cristiana.
Il
Khatchkar (croce di pietra) di cui l'Armenia è disseminata, è la vera icona
della spiritualità armena, ed è simbolo della sua identità. Il Santo Padre
durante l'udienza del 14 settembre 2000 ai pellegrini del Patriarcato
Armeno Cattolico ricordava:
"
… Le croci, di cui la vostra terra è disseminata, sono di pietra nuda, come
nudo è il dolore dell'uomo … Il popolo armeno conosce bene la Croce: la porta
incisa nel suo cuore. E il simbolo della sua identità, delle tragedie della sua
storia e della gloria della sua rinascita dopo ogni evento avverso ".
La
fedeltà a Cristo, è stata l’origine di sofferenze e di martirio in tutti i
tempi della storia del popolo armeno.
Nella
metà del V secolo, la Persia mazdeista, cercò di “assimilare” gli armeni
tentando di imporre il culto del sole; Gli armeni però
opposero un secco rifiuto, che pagarono duramente con il martirio del
Generale Vartan Mamikonian e dei
suoi 1036 compagni (Vasn Groni yev Haireniatz – Per la fede e la
patria) battaglia di Avarayr nel
451.
La
stessa fede e la stessa fedeltà a Cristo, sono state le cause della
risurrezione e della rinascita del popolo armeno. Il secolo XX, iniziato
con il “grande male” il genocidio (il primo del ventesimo secolo) perpetrato
nel 1915 dall’allora governo turco causando la morte di un milione e mezzo di
armeni, è finito con la creazione
di una repubblica Armena libera e indipendente, al termine del secolo (1991).
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