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Cattolici
e Islam, cattolici e valdesi, cattolici e luterani, cattolici e il mondo che
cambia. Dall´8 al 10 ottobre Trento ospiterà un convegno internazionale ed
interreligioso. Trento può proporsi ancora come luogo di incontro fra le
diverse religioni? In un periodo di forti tensioni fra le diverse culture, la
città del Concilio ha le forze per proporsi quale «prima voce» del moderno
ecumenismo?
A
queste e ad altre domande si cercherà di rispondere durante le tre giornate di
confronto, che si concluderanno con una celebrazione che verrà trasmessa via
satellite. Durante l´incontro si ragionerà sul mandato storico che,
quarant’anni fa, Papa Paolo VI diede alla comunità trentina: «Essa dovrà
con la fermezza della sua fede cattolica non costituire un confine, ma aprire
una porta; non chiudere un dialogo, ma tenerlo aperto; non attendere chi da
quattro secoli non è venuto ma andarlo a prendere».
Partendo
da queste parole la diocesi, con l´Ufficio per l´ecumensimo e il Centro per il
dialogo interreligioso, in collaborazione con l´Itc Isr (Centro per le scienze
religiose), ha organizzato una serie di appuntamenti aperti al pubblico.
Si tratta di un evento molto importante per la realtà diocesana. «Una comunità
sul cammino del dialogo», questo il titolo del congresso, unico in Italia, si
terrà nell´aula grande dell´Itc. Servirà - dicono gli organizzatori - per
fare chiarezza, per capire a quale punto si è del cammino. Molti gli ospiti
chiamati ad intervenire: padre Avram Motei, parroco della comunità ortodossa
romena di Venezia; padre Alexandr Ranne, docente all´Accademia teologica di San
Pietroburgo; Simone, arcivescovo di Murmansk, patriarcato ortodosso di Mosca;
monsignor Siluan Span, vescovo ausiliare della Metropolia romena di ortodossa in
Europa; Vladimir Tomson, segretario della basilica di Santa Sofia di Puskhin
(San Pietroburgo); padre Igor Vyzhanov, incaricato per il dialogo
cattolico-ortodosso del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato
ortodosso di Mosca; Dimitri Volovnykiv, Accademia teologica di Kiev; Georg
Welker, pastore decano della Chiesa evangelica luterana di Merano; padre Gennady
Zverev, decano della basilica di Santa Sofia di Puskhin; Giovanni Ceret,
vicepresidente nazionale della Conferenza mondiale delle religioni per la pace;
Paolo Ricca, già preside della Facoltà teologica valdese di Roma; Keith
Clements, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee; Caterina
Dupré, pastora della Chiesa evangelica valdese di Verona e diaspora trentina;
Ulrich Eckert, pastore luterano della Chiesa di Milano; monsignor Michael Louis
Fitzgerald, vescovo presidente del Pontificio consiglio per il dialogo
intereligioso; monsignor Aldo Giordano, segretario del Consiglio delle
conferenze episcopali europee; monsignor Claudio Gugerotti, nunzio
apostolico in Georgia, Armenia e Kazakistan; Hartmuth Lindenmeyer, della
Chiesa evangelica luterana di Passau, pastore della Chiesa di Bolzano e Trento;
padre Ioan Catalin Lupastean, parroco della comunità ortodossa romena di
Trento; monsignor Georges Yeghiayan, Superiore del convento e vicario
patriarcale del clero di Bzommar della Chiesa armena cattolica; padre Vartan
Kazanjian, segretario generale dell´Istituto patriarcale del clero di
Bzommar; Ingrid Rauh Kubler, pastora della Chiesa evangelica luterana di
Arco; il cardinal Jorge Maria Mejia, già segretario della Commissione della
Santa Sede per i rapporti religiosi con l´ebraismo; don Luigi Duacastella,
segretario personale del cardinal Mejia e, naturalmente, i vescovi di Trento e
Bolzano, monsignor Luigi Bressan e Wilhelm Egger.
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