Trento per tre giorni città del dialogo 28/9/04

Cattolici e Islam, cattolici e valdesi, cattolici e luterani, cattolici e il mondo che cambia. Dall´8 al 10 ottobre Trento ospiterà un convegno internazionale ed interreligioso. Trento può proporsi ancora come luogo di incontro fra le diverse religioni? In un periodo di forti tensioni fra le diverse culture, la città del Concilio ha le forze per proporsi quale «prima voce» del moderno ecumenismo?

A queste e ad altre domande si cercherà di rispondere durante le tre giornate di confronto, che si concluderanno con una celebrazione che verrà trasmessa via satellite. Durante l´incontro si ragionerà sul mandato storico che, quarant’anni fa, Papa Paolo VI diede alla comunità trentina: «Essa dovrà con la fermezza della sua fede cattolica non costituire un confine, ma aprire una porta; non chiudere un dialogo, ma tenerlo aperto; non attendere chi da quattro secoli non è venuto ma andarlo a prendere».

Partendo da queste parole la diocesi, con l´Ufficio per l´ecumensimo e il Centro per il dialogo interreligioso, in collaborazione con l´Itc Isr (Centro per le scienze religiose), ha organizzato una serie di appuntamenti aperti al pubblico.
Si tratta di un evento molto importante per la realtà diocesana. «Una comunità sul cammino del dialogo», questo il titolo del congresso, unico in Italia, si terrà nell´aula grande dell´Itc. Servirà - dicono gli organizzatori - per fare chiarezza, per capire a quale punto si è del cammino. Molti gli ospiti chiamati ad intervenire: padre Avram Motei, parroco della comunità ortodossa romena di Venezia; padre Alexandr Ranne, docente all´Accademia teologica di San Pietroburgo; Simone, arcivescovo di Murmansk, patriarcato ortodosso di Mosca; monsignor Siluan Span, vescovo ausiliare della Metropolia romena di ortodossa in Europa; Vladimir Tomson, segretario della basilica di Santa Sofia di Puskhin (San Pietroburgo); padre Igor Vyzhanov, incaricato per il dialogo cattolico-ortodosso del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato ortodosso di Mosca; Dimitri Volovnykiv, Accademia teologica di Kiev; Georg Welker, pastore decano della Chiesa evangelica luterana di Merano; padre Gennady Zverev, decano della basilica di Santa Sofia di Puskhin; Giovanni Ceret, vicepresidente nazionale della Conferenza mondiale delle religioni per la pace; Paolo Ricca, già preside della Facoltà teologica valdese di Roma; Keith Clements, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee; Caterina Dupré, pastora della Chiesa evangelica valdese di Verona e diaspora trentina; Ulrich Eckert, pastore luterano della Chiesa di Milano; monsignor Michael Louis Fitzgerald, vescovo presidente del Pontificio consiglio per il dialogo intereligioso; monsignor Aldo Giordano, segretario del Consiglio delle conferenze episcopali europee; monsignor Claudio Gugerotti, nunzio apostolico in Georgia, Armenia e Kazakistan; Hartmuth Lindenmeyer, della Chiesa evangelica luterana di Passau, pastore della Chiesa di Bolzano e Trento; padre Ioan Catalin Lupastean, parroco della comunità ortodossa romena di Trento; monsignor Georges Yeghiayan, Superiore del convento e vicario patriarcale del clero di Bzommar della Chiesa armena cattolica; padre Vartan Kazanjian, segretario generale dell´Istituto patriarcale del clero di Bzommar; Ingrid Rauh Kubler, pastora della Chiesa evangelica luterana di Arco; il cardinal Jorge Maria Mejia, già segretario della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l´ebraismo; don Luigi Duacastella, segretario personale del cardinal Mejia e, naturalmente, i vescovi di Trento e Bolzano, monsignor Luigi Bressan e Wilhelm Egger.