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INVITO
Per
il ciclo “Il filo d’oro”
La
Televisione svizzera di lingua italiana presenta:
DALLA
CROCE AL MANDALA
Mercoledì
10 ottobre 2007, TSI 2
ARMENIA,
FERITA APERTA (in onda alle 21) è basato sulla testimonianza di un ticinese di
origine armena, Sarkis Shahinian, co-presidente dell'Associazione
Svizzera-Armenia, che da anni si batte per il riconoscimento del genocidio del
suo popolo. La realtà del genocidio continua a essere negata dalle autorità
politiche di Ankara. Tale ostinazione genera in molti discendenti delle vittime
un'ossessionante sete di giustizia e verità.
Il
documentario ripercorre un viaggio alla ricerca del significato e delle
conseguenze di un trauma difficile da cancellare da ciò che ormai fa parte del
codice genetico di generazioni di questo popolo, anche se non hanno vissuto in
prima persona il genocidio del 1915. La memoria di Sarkis è fortemente
influenzata dalla negazione e dunque dalla perpetuazione di tale crimine; egli
si è dedicato fin dall'adolescenza alla ricerca di un riconoscimento che
rompesse l'omertà manifestatasi paradossalmente all'interno del suo stesso
nucleo familiare. L'intreccio
del documentario si sviluppa lungo le esperienze di ricercatori, storiografi,
scrittori, etnografi, architetti, psicologi e, non da ultimo, Komitas,
compositore ineguagliabile, che si presume perse l'equilibrio psichico a causa
della deportazione. Anche
la croce, gli stupendi Khatchkar (steli di pietra a forma di croce) che sono il
motivo conduttore del documentario, segnano questa volontà di perpetuare la
propria esistenza, nata dalla costante sensazione del pericolo di scomparire.
Il
secondo documentario del Filo d'oro verrà diffuso verso le 22, ed è
intitolato PRIGIONIERI
DI PECHINO E SHANGRI-LA. Nel
filmato si rievoca la tragedia dei tibetani oppressi dal 1951 e da allora in
attesa di una solidarietà internazionale che tarda a manifestarsi, nonostante
il Dalai Lama, leader spirituale del suo popolo, goda di una vasta popolarità.
Filo conduttore è Tashi, una donna tibetana giunta in Svizzera insieme al
fratello nel 1961, dopo l'insurrezione contro l'occupazione
cinese a Lhasa nel 1959. La vita
di Tashi è segnata dalla continua ricerca della propria identità e del senso
di appartenenza. Per vent'anni aveva perso i contatti con la propria madre,
rifugiata in Nepal. Il documentario la riaccompagna mentre riprende contatto con
la propria famiglia, imparentata con il Dalai Lama, e con la cultura e il
buddismo tibetano ormai fortemente radicati nella valle di Kathmandu. Attraverso
Tashi, attiva in campo umanitario nell'Associazione Ticino-Tibet,
conosceremo la precarietà dei rifugiati tibetani e la difficile situazione dei
diritti umani in Tibet.
Due
simboli - la croce e il mandala - rappresentano il nucleo culturale e
religioso dei due popoli. Il bisogno di giustizia degli Armeni trae energia dal
senso più profondo della croce, mentre l'identità tibetana
si alimenta col mandala, al
centro di molte cerimonie religiose buddiste
e simbolo dell'impermanenza e
dell'interdipendenza dell'esistenza.
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"Fin
dai tempi più antichi, il filo d’oro è il simbolo di un sapere che nasce
dall’esperienza personale e che è libero dai condizionamenti istituzionali.
È un filo perché rappresenta la continuità di un’esperienza sempre antica e
sempre nuova ed è esile perché in ogni generazione questa consapevolezza viene
mantenuta da una minoranza di individui. Questo filo è d’oro perché è
immortale: resta sempre, anche nei periodi più caotici e oscuri; a volte più
apparente, a volte più nascosto."
Con
la descrizione riportata qui sopra,
Werner Weick
ha deciso di aprire la maggior
parte dei suoi documentari del ciclo intitolato, appunto,
Il filo d'oro. Il regista ha
realizzato splendidi ritratti di personaggi, saggi, mistici e filosofi, che
ha sapientemente e pazientemente composto nel corso degli anni della sua
brillante carriera di documentarista, seppur poco esposta ai riflettori. Werner
Weick li ha incontrati, studiandoli, a volte riscoprendoli ma sempre
ascoltandoli in giro per il mondo. Un viaggio dunque attraverso molte
regioni del nostro pianeta, ma soprattutto attraverso le molte regioni dello
spirito, dell'anima e della mente.
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Autore
Werner Weick - fotografia Angelo D'Auria - suono Luca Maccanetti
Montaggio
Gabi Weick - sonorizzazione Mauro Pessina.
La
prima puntata, ARMENIA-FERITA APERTA, sarà presentata giovedì 4 ottobre 2007
alle 20.30 al Cinestar di Lugano, alla presenza del regista e di Sarkis
Shahinian. L'entrata è libera fino a esaurimento dei posti.
Nella
seconda parte della serata, dopo un rinfresco, verrà proiettata la riedizione
di ARMENIA, PATRIA NEGATA, documentario di W. Weick diffuso dalla TSI nel 1980.
PRIGIONIERI
DI PECHINO E SHANGRI-LA verrà presentato alle 20.30 di venerdì 5 ottobre 2007
nell'Auditorium del Monte Verità,
alla presenza del regista e di
Tashi. Entrata libera. La proiezione sarà seguita da una conferenza sulla
situazione attuale della causa tibetana.
Il
cofanetto con i tre documentari verrà messo in vendita dalla TSI (homevideo@rtsi.ch)
dopo la diffusione, prevista per il 10 ottobre 2007 su TSI 2, con inizio alle
ore 21.
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