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Euronews 12.03.2010
Svezia: il massacro degli armeni fu genocidio
Per la seconda volta in meno di dieci giorni la
parola “genocidio” viene ufficialmente applicata al massacro degli armeni. Il
parlamento svedese, contro l’avviso del governo, ha approvato una mozione che
riconosce come genocidio lo sterminio da parte dell’impero ottomano durante la
prima guerra mondiale.
“Se le vittime e la loro sofferenza non vengono
riconosciuti il trauma è destinato a restare per generazioni”, ha commentato a
caldo Hans Linde, deputato della sinistra e membro della Commissione Affari
Esteri.
Ankara ha immediatamente richiamato il proprio
ambasciatore. E le parole del Presidente turco Abdullah Gül si commentano da
sole: “Coloro che hanno votato non sono nè storiografi nè scienziati.
Sfortunatamente sono solo persone che agiscono con basse motivazioni. La
mancanza di rispetto per la storia di cui danno prova mi rattrista”.
Il 5 marzo scorso la Commissione Affari Esteri del
Congresso degli Stati Uniti aveva approvato una mozione analoga con la quale si
chiedeva al Presidente Obama di riconoscere come genocidio l’uccisione di un
milione e mezzo di armeni. La Turchia aveva definito la decisione americana una
“parodia”.
Genocidio armeno: per la Turchia è crisi
diplomatica
Dagli Stati Uniti alla Svezia, Ankara si trova nel
giro di una settimana ad affrontare la seconda crisi diplomatica per il massacro
degli armeni.
Molti cittadini turchi hanno manifestato davanti al consolato svedese di
Istambul contro la mozione votata dal Parlamento di Stoccolma che riconosce la
strage risalente ai primi del ’900 come genodicio. Una ricostruzione storica che
il governo turco respinge.
“Questo argomento deve essere affrontato dagli
storici – sostiene il premier Recep Tayyip Erdogan- Il fatto che ciò sia
presentato da diversi paesi come una minaccia, lo trovo ingiusto e
incomprensibile”.
Dal voto del Parlamento svedese ha preso le
distanze il governo di Stoccolma. Per bocca dell’ambasciatore in Turchia ha
fatto sapere che la mozione non compromette i buoni rapporti tra i due paesi.
Christer Asp – Ambasciatore svedese in Turchia:
“La decisione del Parlamento non cambierà il forte sostegno che il governo
svedese dà alla Turchia per il suo ingresso nell’Unione Europea”.
Subito dopo il voto di Stoccolma, Ankara ha
disposto il ritiro dell’ambasciatore turco e l’annullamento della visita del
premier Erdogan, fissata per il prossimo 17 marzo.
Armenia, soddisfazione per la mozione svedese
Il massacro degli armeni è ancora un muro
invalicabile nel dialogo tra Yerevan e Ankara. Alle proteste della Turchia sulla
mozione del Parlamento svedese ha fatto da contrappeso la soddisfazione
dell’Armenia.
Arman Kirakosyan – Vice Ministro degli Eesteri:
“Il riconoscimento come genocidio e crimine contro l’umanità è molto importante,
non solo per gli armeni, ma per l’umanità”.
La notizia è stata accolta con favore da tutta la
popolazione armena, come testomoniano alcuni intervistati.
Arthur Aghazhanyan – Economista: “Gli americani
hanno riconosciuto la schiavitù in America, i tedeschi l’olocausto in Europa.
Allo stesso modo i turchi dovrebbero riconoscere gli atti commessi non da loro,
ma dai loro passati dirigenti”.
Il massacro armeno risale al 1915 quando in piena
prima guerra mondiale l’etnia fu trucidata e deportata. Dopo il conflitto
mondiale fu istituita una corte marziale per giudicare i responsabili, ma fu
presto sciolta. Per la Turchia non fu genocidio.
Asianews 12.03.2010
TURCHIA - SVEZIA
Ankara richiama l’ambasciatore dalla Svezia.
Ancora problemi per il genocidio armeno
Era già avvenuto anche con gli Stati Uniti e con il
Canada. Cancellato un viaggio di Erdogan a Stoccolma. La diaspora armena contro
i rapporti diplomatici fra Armenia e Turchia.
Ankara (AsiaNews/Agenzie) – La Turchia ha
richiamato il suo ambasciatore dalla Svezia, dopo che il parlamento di Stoccolma
ha votato con uno stretto margine una risoluzione sul genocidio armeno. Il
governo turco ha bollato la risoluzione come “basata su errori madornali e senza
alcun fondamento”. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan, ha condannato il gesto
come “motivato da calcoli politici” e ha cancellato un incontro fra Turchia e
Svezia che doveva tenersi il prossimo 17 marzo.
La Svezia è uno dei più forti sostenitori
dell’entrata di Ankara nell’Unione europea. La risoluzione è passata con 131
voti contro 130, grazie ai voti dell’opposizione e a quello di alcuni
parlamentari del partito al governo.
Carl Bild, ministro svedese degli esteri , ha
detto che il voto è stato “un errore” e che non cambia la posizione del suo
governo, che rimane a favore dell’entrata della Turchia in Europa.
Una settimana fa è avvenuto un fatto simile negli
Stati Uniti, dove il comitato congressuale ha votato una mozione simile sul
genocidio armeno e la Turchia ha richiamato anche da Washington il suo
ambasciatore. L’anno scorso, un incidente simile è avvenuto col Canada.
Alla fine dell’impero ottomano (1915-17),
centinaia di migliaia di armeni sono stati uccisi mentre venivano deportati
dall’est Anatolia. Molti sono anche morti di stenti.
Molti storici e il popolo armeno considera tutto
ciò un genocidio pianificato. Secondo altri storici e la Turchia, l’uccisione
degli armeni è solo uno dei molti casi di violenze avvenute durante la guerra.
Secondo gli armeni il genocidio è costata la vita a 1,5 milioni di persone;
secondo la Turchia i morti sono stati forse 50 mila, insieme a molti turchi.
Negli ultimi tempi, Armenia e Turchia si sono
preparati ai rapporti diplomatici, ma la diaspora armena è fortemente contraria
fino a che Ankara non riconoscerà in pieno il genocidio.
Peace Reporter 12.03.2010
Turchia-Svezia,
tensioni diplomatiche dopo voto su genocidio armeno
Il governo di Stoccolma rassicura sul sostegno
svedese all'adesione della Turchia all'Ue - Il ministro degli Esteri svedese,
Carl Bildt, ha definito un errore l'approvazione da parte del Parlamento di una
risoluzione che riconosce come "genocidio" i massacri turchi contro gli armeni
durante la Prima guerra monidale. La risoluzione è passata per un solo voto,
espresso da un deputato che non ha seguito le indicazioni ufficiali del partito.
Secondo Bildt, comunque, il voto non compromette la posizione del governo,
favorevole all'ingresso della Turchia nella Ue. Lo ha confermato anche
l'ambasciatore svedese ad Ankara, Christer Asp, fiducioso che i buoni rapporti
tra le due nazioni continueranno ad essere tali. Come avvenuto dopo l'analogo
voto del Congresso Usa pochi giorni fa, la decisione aveva provocato tensioni
diplomatiche tra Turchia e Svezia. L'ambasciatore turco a Stoccolma, Zergun
Koruturk, aveva infatti lamentato che la decisione avrà un impatto drastico
sulle relazioni bilaterali, soprattutto perché "non è lavoro da deputati
decidere se c'è stato o meno un genocidio".
internazionale.it
La Turchia accusata di genocidio anche dalla
Svezia.
Il parlamento svedese ha approvato una risoluzione che riconosce come genocidio
il massacro operato dai turchi contro gli armeni durante la prima guerra
mondiale. Una risoluzione simile era stata approvata da una commissione del
congresso statunitense il 4 marzo. Il ministro degli esteri svedese Carl Bildt
ha però precisato che il suo governo continuerà a sostenere l’ingresso della
Turchia nell’Unione europea.–Le
Monde, Francia
Agenzia
Radicale
Armenia, la Svezia riconosce il genocidio.
Ankara protesta
La Turchia ha richiamato il suo ambasciatore dalla
Svezia, dopo che il parlamento di Stoccolma ha riconosciuto come genocidio il
massacro degli armeni avvenuto all'inizio del secolo scorso da parte dell'impero
ottomano.
''Il nostro popolo e il nostro governo respingono
tale decisione presa sulla base di gravi errori e senza fondamento'', ha
dichiarato il primo ministro Recep Tayyip Erdogan, precisando che il voto
svedese è stato frutto di calcoli di politica interna alla luce delle elezioni
previste a settembre di quest'anno.
Il massacro degli armeni avvenne alla fine
dell'impero ottomano (1915-17). In centinaia di migliaia furono uccisi ed altri
furono deportati dall'est Anatolia e molti di questi morirono di stenti. Secondo
gli armeni ad essere morte sono state 1,5 milioni di persone, mentre la Turchia,
che respinge fortemente la definizione di genocidio, conta in tutto circa 50
mila vittime, tra le quali molti suoi cittadini.
Ankara si aspetta che Stoccolma compia dei passi
per compensare questa decisione che potrebbe danneggiare i rapporti bilaterali.
Carl Bild, ministro svedese degli Esteri, ha detto che il voto è stato “un
errore” e che non cambia la posizione del suo governo a favore dell’entrata
della Turchia in Europa. La Svezia è infatti uno dei più forti sostenitori
dell’entrata della Turchia nell’Unione europea. Negli ultimi tempi Armenia e
Turchia si sono preparate ai rapporti diplomatici, ma la diaspora armena è
fortemente contraria fino a che Ankara non riconoscerà in pieno il genocidio.
Per ristabilire le relazioni diplomatiche e
riaprire le frontiere, le due nazioni ad ottobre dello scorso anno si sono
impegnate nella sottoscrizione di un accordo che, tra le altre cose, prevede
l'istituzione di un organismo indipendente di storici che si occupino di
studiare gli eventi del massacro. Ma il processo è in fase di stallo, con Ankara
che accusa Yerevan di cercare di modificare i termini dell'accordo e l'Armenia
che si difende dicendo che la Turchia non si è impegnata a ratificare l'accordo.
La
settimana scorsa anche negli Stati Uniti il governo turco aveva richiamato
in patria il suo ambasciatore da Washington perchè il comitato congressuale
aveva votato una mozione simile al quella svedese riguardo il genocidio armeno.
La Voce d'Italia
Scontro diplomatico
Svezia riconosce genocidio, Erdogan cancella la
visita
Il premier turco infastidito dalla mozione di
Stoccolma sui massacri di armeni
Milano – A rischio i rapporti diplomatici tra
Stoccolma e Ankara, dopo che il parlamento svedese ha adottato una mozione che
riconosce come primo genocidio moderno i massacri di armeni avvenuti all'inizio
del secolo scorso da parte dell’impero ottomano. L'ambasciatore di Svezia in
Turchia, Christer Asp, è stato convocato questa mattina dal Ministero degli
Esteri turco in segno di protesta, a seguito della decisione del premier turco
Recep Tayyip Erdogan di cancellare la visita in Svezia prevista per il vertice
intergovernativo tra i due Paesi in programma il 17 marzo e di richiamare in
patria a tempo indeterminato l'ambasciatore turco a Stoccolma, Zergun Koruturk.
Secche le parole del diplomatico: la decisione avrà un impatto drastico sulle
relazioni bilaterali, soprattutto perché "non è lavoro da deputati decidere se
c'è stato o meno un genocidio". Secondo il ministro degli esteri svedese, Carl
Bildt, comunque, il voto non comprometterà la posizione del governo, favorevole
all'ingresso della Turchia nella Ue.
In 131 hanno votato a favore, 130 si sono detti contrari, ma decisivi sono stati
i 4 deputati di maggioranza che hanno disatteso le indicazioni del governo.
Secondo il ministro degli esteri svedese, Carl Bildt, comunque, il voto non
comprometterà la posizione del governo, favorevole all'ingresso della Turchia
nella Ue. Qualche giorno fa anche il
Congresso americano ha presentato al presidente Barack Obama una simile
mozione, così come già è stato fatto da venti Paesi, tra i quali l’Italia, che
hanno riconosciuto ufficialmente lo sterminio di un milione e 200 mila armeni
come operazione programmatica volta a distruggere un’intera etnia.
Silvia Valenti |