Perpetuare la saggezza di una nazione
Mons. Kevork Noradunghian
Il Collegio e la chiesa sono stati nel tempo un punto di riferimento importante per la popolazione armena della capitale. La struttura ecclesiastica ha assolto, durante gli anni, il compito di raccogliere attorno a sé i fedeli abitanti in città. Molte sono le attività di questa struttura, che spaziano dagli ambiti religiosi a quelli di carattere sociale ed artistico. Ogni rettore del collegio ha perseguito questa tradizione e appena arrivato ho avuto la richiesta di esporre nel chiostro del collegio una mostra di libri d’artista dedicata alla poesia armena. Non ero a conoscenza di questo tipo di arte.

Alla presentazione di alcuni dei libri ho riconosciuto la validità di questo progetto poiché permette di sposare con un unico atto l’immaginario visivo e letterario, suscitando nel destinatario dell’opera un travolgente flusso di sentimenti. Ritengo sia necessario rilevare l’internazionalità del progetto, che permette una commistione di diversi punti di vista riguardanti, tutti, la nostra cultura.
Qui si intende mostrare una tonante modernità ancorata ad una memoria e ad una tradizione ancestrali, che, attraverso, come si è detto, il mezzo poetico e quello visivo, ha come obiettivo perpetuare la saggezza di una nazione.
Il meraviglioso e la fantasia di questo insieme puntano ad evidenziare la realtà: le rovine di un passato magnifico, ma al contempo l’importanza della monumentalità di una patria che al presente sta tentando di formarsi. Il passato doloroso, bisogna ricordarlo, vivifica la promessa e la speranza di un giusto proseguimento nella visione di un futuro migliore.
