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La
Congregazione delle Suore Armene dell'Immacolata Concezione fu
istituita ufficialmente il 5 giugno 1847 a Costantinopoli. Il
fondatore fu il Patriarca Andon Bedros IV Hassunian che con la
collaborazione di Suor Srpuhi Hagi-Andonian diede le basi per
la fondazione della Congregazione per "servire i figli
del popolo armeno, soprattutto i diseredati, dando a tutti un'educazione
religiosa e la coscienza dell'identitą nazionale".
LA CONGREGAZIONE E IL GENOCIDIO
Nel pieno fiorire delle missioni, le suore condividono completamente
giorno dopo giorno le tribolazioni del popolo armeno martire.
Ben 13 di queste infatti, indifese ed inermi di fronte alla feroce
brutalitą dei massacratori, testimoniano serenamente l'adesione
totale ed incondizionata a Dio, accettando la morte piuttosto
che tradirne l'alleanza stipulata coi sacri voti. Lasciati conventi
e scuole, le religiose insieme al popolo, sono deportate da cittą
e villaggi. All'indomani
dell'armistizio, le suore armene si trovano davanti a una responsabilitą
urgente: proteggere i sopravvissuti e curare gli orfani. Centinaia
di bambine vengono affidati alle cure delle suore a Costantinopoli,
Aleppo, Alessandria, Tessalonica e in Italia.
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TRASFERIMENTO
DELLA CASA GENERALIZIA A ROMA E LA DIAPSORA
Nel
1922, per motivi di sicurezza la Casa Generalizia e il noviziato
vengono trasferite a Roma. La sede attuale, che si trova sul colle
di Monteverde, fu comprata nel 1923 dai Cavalieri di Malta. Secondo
le aspettative il trasferimento della Casa Madre in un luogo pił
sicuro permise di rinvigorire la vita interna della Congregazione
e di rinnovare lo slancio apostolico. Fiorirono nuove missioni
nelle varie comunitą della diaspora.
MISSIONE
IN ARMENIA
Con
l'indipendenza della Madre Patria nel 1991 si realizza finalmente
il sogno delle Suore Armene e si apre davanti a loto
un campo grandissimo, con gravi responsabilitą. Il popolo armeno
amante della libertą e adoratore della croce, rimasto sotto il
giogo dell'ateismo, per lunghi anni privo della luce di Cristo
e del suo Vangelo, dopo l'indipendenza ha sete della fede dei
suoi padri, della sua liturgia, dei suoi canti liturgici e della
sua tradizione.
Dopo
il Terremoto del 1988 le suore si affrettano a recarsi sul
posto per consolare le anime afflitte e per asciugare
le lacrime della popolazione. E soprattutto per ridare speranza
e sorriso ed ispirare fiducia nei loro cuori.
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