PARMA – 25 settembre 2026 – Gabriella Uluhogian – un ricordo a dieci anni dalla scomparsa

A dieci anni dalla scomparsa della Prof.ssa Gabriella Uluhogian, la Biblioteca Palatina di Parma ospiterà una giornata dedicata alla sua memoria e, in particolare, alla donazione dei suoi libri, che oggi fanno parte del patrimonio della Biblioteca.
Amici, colleghi e allievi si ritroveranno per ricordare Gabriella, la sua figura, il suo insegnamento e il suo lavoro di studiosa.
L’incontro si terrà venerdì 25 settembre 2026, dalle ore 15 alle 18, presso la Sala Maria Luigia della Biblioteca Palatina di Parma.

VICENZA – Dal 18 al 25 settembre 2026 – Mostra “ARMIN T. WEGNER E GLI ARMENI IN ANATOLIA, 1915 – Immagini e testimonianze”

A Vicenza dal 18 al 25 settembre presso il Salone di Villa Tacchi, Viale Pace 87 
“ARMIN T. WEGNER E GLI ARMENI IN ANATOLIA, 1915 – Immagini e testimonianze”
la Mostra rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni dalle 17:30 alle 20:00

ABANO TERME – 18 settembre 2026 – presentazione del libro “Le ali della chimera” di Vartan Giacomelli.

Ad Abano Terme (PD) venerdì 18, alle h. 17.30, presso la biblioteca civica,
 presentazione del libro “Le ali della chimera” di Vartan Giacomelli.

MONSUMMANO – 13 settembre 2026 – Festa del gemellaggio con la città di Stepanavan

MONSUMMANO – A Monsummano c’è aria di festa. Si avvicina infatti la data della cerimonia ufficiale del gemellaggio con la città di Stepanavan, in Armenia, prevista per la mattina di domenica 13 settembre nella centrale Piazza Giusti dalle 9,30.

Uno scorcio di Stepanavan

Dopo il complesso iter approvato dal Ministero, il patto di amicizia siglato negli anni 2000 tra le due città diventa adesso vero atto ufficiale. A legare Monsummano Terme e Stepanavan, oltre alla comune  città francese gemellata di Decines Charpieu la cui delegazione sarà presente alla cerimonia, ci sono affinità storiche, identitarie, naturalistiche e molto altro che le parti sono curiose di approfondire.

Stepanavan è immersa in un parco naturale, ha un castello medievale e chiese rilevanti e l’Armenia in genere condivide con il nostro territorio altri tratti distintivi importanti; in Armenia pare si dati la prima uva trasformata in vino, vantano il ritrovamento della prima calzatura in cuoio e, importante, le due comunità condividono un forte senso della memoria, legato rispettivamente all’Eccidio di Fucecchio e allo storico Genocidio. L’Armenia sta inoltre compiendo passi concreti per avviare il percorso di adesione all’Unione Europea, e a Monsummano siamo curiosi di approfondire la conoscenza di una cultura così diversa e affascinante.

Le delegazioni saranno ospiti di Monsummano Terme da venerdi 11 e lunedi 14 settembre  e avranno modo di visitare il territorio e  incontrare i cittadini anche prendendo parte a diversi appuntamenti, come la Festa medievale di Montevettolini di sabato 12 settembre e la cena dedicata al cibo italiano patrimonio Unesco organizzata dalla Parrocchia di Cintolese per la sera di domenica 13 settembre.

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MARMORA – 12 settembre 2026 – Serata dedicata all’Armenia

Prosegue la ricca stagione culturale estiva del Circolo affiliato Acli Cuneesi Luoghi di Passaggio di Marmora, che sabato 12 settembre alle 17.30, in località Parrocchia, a pochi passi dalla chiesa di San Massimo, propone un nuovo appuntamento dedicato alla scoperta di culture e tradizioni lontane. A ingresso libero, la serata offrirà una rievocazione dell’Armenia attraverso narrazioni, racconti e poesie, arricchita dalla musica tradizionale e da composizioni originali.

Sul palco la Compagnia Camèlèon, che presenta lo spettacolo musicale “Vi scrivo dall’Armenia”, un viaggio immersivo nella storia e nella cultura armena. Gli artisti porteranno in scena un intreccio di voce, strumenti e danza: contrabbasso, percussioni, tapan e daf, flauti dei Balcani e del Medio Oriente, clarinetti e l’emblematico duduk, strumento simbolo dell’identità armena, capace di evocare atmosfere profonde e antiche.

Il trio è composto da Brigitte Prévost (testi, voce, clarinetti), Sophie Chénet (voce, contrabbasso, tapan, daf) e Bénédicte Jucquois (voce, kaval, ney, clarinetti, duduk, danza). La loro proposta artistica unisce ricerca musicale, narrazione e gestualità, creando un percorso che attraversa memoria, spiritualità e tradizioni popolari.

Il presidente delle Acli provinciali cuneesi Elio Lingua ha espresso gratitudine verso l’associazione di Marmora, sottolineando il valore del lavoro culturale svolto negli anni: musica, libri, teatro, incontri sempre a ingresso libero, capaci di coinvolgere la comunità e di aprire nuove prospettive. In attesa del momento conclusivo della rassegna, previsto per domenica 26 settembre, Lingua invita i soci a partecipare a questo appuntamento dedicato a una cultura che molti forse non conoscono.

L’ingresso è a offerta libera per gli artisti. Per informazioni è possibile contattare Elena (0171 344093) o Matteo (+39 338 9899243). Per approfondire lo spettacolo e la Compagnia Camèlèon sono disponibili il sito ufficiale www.compagniecameleon.fr e l’anteprima video Vi scrivo dall’Armenia.

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GARDONE RIVIERA – 12 agosto 2026 – La musica armena tra tradizione e spiritualità

Il primo concerto, mercoledì 12 agosto alle 21.15, sarà dedicato a “Hayren – Frammenti di musica armena”. Nella Chiesa Evangelica Luterana di Gardone Riviera si esibiranno Maurizio Redegoso Kharitian, alla viola, e Antonio Sernia, al tar persiano.

Il programma nasce dall’esperienza del Progetto Nor Arax, avviato da Redegoso Kharitian dopo un viaggio in Armenia compiuto nel 2007 alla ricerca delle proprie origini materne. Il percorso musicale approfondisce la cultura armena attraverso le figure di Padre Komitas e G. I. Gurdjieff, accostando elementi di musica sacra, tradizione popolare, melodie orientali e ritmi legati a danze e movimenti sacri. Il concerto sarà quindi costruito come un dialogo tra viola e tar persiano.

 

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ROMA – 04 luglio 2026 – Nemesis, Ultimo Dio Armeno Uno spettacolo civile dedicato al genocidio armeno

 

La Compagnia InControVerso
Presenta Nemesis, Ultimo Dio Armeno
Uno spettacolo civile dedicato al genocidio armeno

drammaturgia e regia di Sargis Galstyan

con Giorgio Lupano, Mariné Galstyan, Cristian Giammarini scenografie- Gianluca Amodio musiche- Komitas, Avet Terteryan

La trama Una storia vera. Una memoria che attraversa tre generazioni. Un processo che interroga ancora il presente. Con “Nemesis, Ultimo Dio Armeno”, ispirato dal testo teatrale Il Grande Male di Sargis Galstyan, il teatro diventa luogo di testimonianza, conflitto e memoria storica. Al centro dello spettacolo c’è la figura reale di Gourgen Yanikian, ingegnere e scrittore armeno, sopravvissuto al genocidio armeno del 1915. Per tutta la vita raccolse documenti, testimonianze, articoli e atti processuali con l’idea di realizzare un film capace di raccontare al mondo ciò che aveva vissuto il suo popolo. Quel film non venne mai realizzato. Attraverso la memoria della propria nipote e dei documenti lasciati da Yanikian, lo spettacolo ricostruisce un percorso che attraversa il genocidio armeno, i processi ai responsabili dei massacri e le successive azioni di vendetta politica nate dall’assenza di giustizia e riconoscimento internazionale. Dopo decenni di silenzio e negazione, il 27 gennaio 1973 Yanikian attirò due diplomatici turchi in una stanza d’albergo e li uccise. Si consegnò immediatamente alla polizia. Quel gesto venne percepito come l’ultimo eco dell’Operazione Nemesis: una lunga catena di vendette politiche e di “giustizieri individuali”, convinti di poter ottenere con le armi quel riconoscimento e quella giustizia che la storia e la diplomazia avevano negato. Lo spettacolo intreccia documenti storici reali, testimonianze processuali e riflessioni contemporanee sul rapporto tra memoria, giustizia e violenza. Attraverso le testimonianze emerse durante il processo a Soghomon Tehlirian, l’uomo che nel 1921 assassinò Talaat Pascià — uno dei principali responsabili del genocidio armeno — emergono interrogativi ancora aperti: Che cosa accade quando la giustizia non arriva? Può una vittima trasformarsi in un assassino? Ma davvero è un assassino? Dove finisce il diritto e dove inizia la vendetta? “Nemesis, Ultimo Dio Armeno” non cerca risposte semplici. Mette in scena il peso della memoria e il pericolo delle parole negate, in un tempo storico in cui guerre, deportazioni e massacri continuano a ripetersi sotto nomi diversi. Uno spettacolo duro, poetico e necessario, costruito attraverso materiali storici autentici, musica, testimonianze e frammenti processuali che restituiscono voce a chi è stato cancellato dalla storia ufficiale.

Perché lo spettacolo “Nemesis, Ultimo Dio Armeno”

Perché esistono ferite che non finiscono con la fine di una guerra. Esistono tragedie che continuano a vivere nel silenzio, nella negazione, nell’assenza di giustizia. Nemesis, Ultimo Dio Armeno nasce da questa domanda: che cosa accade a un popolo quando il dolore non viene riconosciuto? Lo spettacolo racconta la storia di uomini e donne che hanno perso tutto: la famiglia, la propria terra, la fede nella giustizia umana. Racconta il genocidio armeno non soltanto come evento storico, ma come trauma che attraversa le generazioni e continua a interrogare il presente. Il titolo unisce due mondi apparentemente lontani. Da una parte c’è Nemesis, la dea greca della vendetta e della giustizia retributiva. Dall’altra c’è il popolo armeno, uno dei primi popoli cristiani della storia, che durante il genocidio del 1915 venne perseguitato anche per la propria identità religiosa. Di fronte al silenzio del mondo, all’assenza di punizione per i responsabili e al fallimento della diplomazia internazionale, alcuni armeni smisero simbolicamente di aspettare la giustizia degli uomini e persino quella divina. Rimase soltanto Nemesis: la vendetta come ultima forma di risposta possibile. Da qui nasce il titolo Ultimo Dio Armeno. Non come celebrazione della violenza, ma come riflessione tragica su ciò che può accadere quando un popolo viene lasciato solo con il proprio dolore. Lo spettacolo non vuole giustificare gli omicidi politici né trasformare i suoi protagonisti in eroi. Vuole però porre domande scomode: Può esistere giustizia senza riconoscimento della verità? Che differenza c’è tra un assassino e un uomo che cerca disperatamente giustizia? Quanto può sopportare la memoria prima di trasformarsi in vendetta? Attraverso documenti reali, testimonianze processuali e vicende storiche autentiche, Nemesis, Ultimo Dio Armeno mette in scena il conflitto eterno tra legge, diritto, memoria e coscienza.

L’Associazione Culturale Italo-Armena InControVerso

L’Associazione nasce in Italia. Viene fondata da Sargis Galstyan e Mariné Galstyan. Si tratta di un nuovo gruppo di artisti professionisti del panorama culturale in Italia, che è composto da artisti di nazionalità italiana e armena. L’obiettvo è quello di promuovere la diversità e il dialogo delle culture, contribuire alle cooperazioni culturali italiane e alla diffusione della cultura armena in Italia: produzioni teatrali, manifestazioni artistiche, promozione del patrimonio artistico e culturale, cooperazioni linguistiche e universitarie, politica del libro e nuovi media. Punto di forza della compagnia è proprio il confronto tra culture e scuole di arte di Paesi diversi. Ha all’attivo la produzione di diversi spettacoli, tra cui: A porte chiuse, regia di Mariné Galstyan, rappresentato in vari teatri, tra cui il Piccolo Eliseo, il Teatro Vittoria, e il Teatro Cometa Off di Roma, nonché il Manzoni di Pistoia. Pole Dance di Sargis Galstyan, messo in scena nel 2024 al Teatro De Servi, Blablateca di Tango di Sargis Galstyan, La Proposta di Matrimonio, regia di Mariné Galstyan, in programmazione per la stagione 2022 al Teatro Cometa Off di Roma, La Casa delle Api di Sargis Galstyan, in programmazione per la stagione al Teatro Belli.

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