ARCO – 03 luglio 1016 – Concerto dei Ladaniva

ARCO – Secondo appuntamento, venerdì 3 luglio, con il nuovo festival «Geografie», che nel prato della Lizza al castello di Arco propone il concerto dei Ladaniva. Ingresso 10 euro, prenotazioni sul sito di Trentino Spettacoli.

Formazione armena tra le più interessanti della nuova scena world music europea, il duo, nato dall’incontro tra la cantante Jaklin Baghdasaryan e il musicista Louis Thomas, propone una musica energica e contemporanea che intreccia folk armeno, chanson francese, reggae e ritmi globali. Le suggestioni sono da un lato quelle delle canzoni tradizionali dell’Armenia, della Russia e dei Balcani, dall’altro quelle della musica dell’America Latina, dell’Africa e dell’isola della Riunione. I Ladaniva, che nel 2024 hanno rappresentato l’Armenia all’Eurovision Song Contest, si caratterizzano per uno stile fortemente identitario ma allo stesso tempo aperto alla contaminazione, che rappresenta al meglio lo spirito del nuovo festival «Geografie», spazio stabile di incontro tra culture, linguaggi musicali e tradizioni provenienti da tutto il mondo, la cui prima edizione, quest’anno, è dedicata alle musiche dell’Europa orientale, territorio ricchissimo di incontri sonori, di tradizioni popolari e di nuove esperienze artistiche.

Inizio alle ore 21. L’accesso al luogo dei concerti comporta una escursione a piedi di circa venti minuti partendo dal centro del paese, con tratti pendenti non adatti a chi soffre di difficoltà motorie.

I posti non sono numerati. In caso di maltempo l’evento si sposta nel salone delle feste del Casinò municipale.

Informazioni: Comune di Arco, Ufficio cultura, 0464 583619

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Lucca – fino al 12 giugno – San Davino, il pellegrino armeno

 

Lucca riscopre la figura di San Davino, il pellegrino armeno morto in città il 3 giugno 1050 e venerato da quasi mille anni come uno dei santi più significativi della tradizione lucchese. In occasione della sua festa, la Parrocchia del Centro Storico propone un calendario di iniziative religiose e culturali che intendono valorizzare non solo la sua storia, ma anche l’attualità del suo messaggio di carità, accoglienza e dialogo tra i popoli.

Secondo la tradizione, Davino giunse a Lucca durante il suo pellegrinaggio verso Roma. Nella città medievale trovò ospitalità e assistenza e, a sua volta, si mise al servizio dei poveri e dei malati presso un antico ospedale cittadino. Alla sua morte, avvenuta il 3 giugno 1050, la fama di santità si diffuse rapidamente fino alla canonizzazione. Ancora oggi il suo corpo incorrotto è custodito nella chiesa di San Michele in Foro.

Il momento centrale delle celebrazioni sarà martedì 3 giugno con la Messa delle 10 e, alle 18, la solenne celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti, alla presenza dell’ambasciatore della Repubblica Armena presso la Santa Sede, Boris Sahakyan. Durante la liturgia sarà eseguito il mottetto dedicato al santo composto dal maestro Guido Masini.

La stessa sera, alle 21 nella chiesa di San Michele in Foro, si terrà la tradizionale “Serata San Davino”, con gli interventi dell’antropologo Antonio Fornaciari e dello storico Alessio Pisani, che accompagneranno il pubblico alla scoperta della Lucca dell’Anno Mille e dei più recenti studi sul corpo del santo.

Il programma proseguirà il 9 giugno nella chiesa di Sant’Alessandro Maggiore con un incontro dedicato alla storia di San Davino e al pellegrinaggio medievale, con la partecipazione dello storico Giovanni Macchia, autore del volume San Davino pellegrino armeno. La serata sarà arricchita da brani musicali sui cammini medievali eseguiti dal Concentus Lucensis.

Il 12 giugno, sempre a Sant’Alessandro, il giornalista e scrittore Filomeno Lopes proporrà una riflessione sul significato contemporaneo della figura di San Davino, simbolo di integrazione e dialogo tra culture diverse.

Accanto agli appuntamenti storici e spirituali, spazio anche al cinema con due serate dedicate alla conoscenza della storia e delle vicende del popolo armeno. Il 4 giugno sarà proiettato Amerikatsi di Michael Goorjian, mentre l’11 giugno sarà la volta di Ararat – Il monte dell’Arca di Atom Egoyan. Entrambe le proiezioni si terranno alle 21 al Palazzo delle Esposizioni della Fondazione Banca del Monte di Lucca con ingresso libero.

Un programma che guarda al passato per interrogare il presente, riscoprendo in San Davino non soltanto una figura della tradizione religiosa lucchese, ma anche un simbolo di solidarietà, accoglienza e incontro tra i popoli.

 

MILANO – 07 giugno 2026 – “Armeni a Milano: storia e prospettive”

  Milano Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 340210117
Facebook: Casa Armena – Hay Dun 

 

 CASA ARMENA 

HAY DUN

 
Programma di Giugno 2026
Domenica 7
 alle h.16.00
 
 
“Armeni a Milano: storia e prospettive”
 
Incontro con
Pietro Kuciukian, console onorario d’ Armenia in Italia
e
Agop Manoukian, presidente onorario UAI
Conferito ad Agop Manoukian il Premio Internazionale Empedocle
“Spazio dedicato a incontri comunitari”
 
Segue rinfresco

VINCI – 05 giugno 2026 – Diaspora degli Armeni, serata dedicato alla testimonianza di Arthur Alexanian

Venerdì 5 giugno 2026, alle ore 21.15, con il patrocinio del Comune di Vinci, la prestigiosa Biblioteca Leonardiana di Vinci aprirà le sue porte a una serata di straordinario valore culturale e umano: “Memoria e diaspora armena del Novecento: una storia da non ripetere, un monito per il presente”, incontro dedicato all’opera e alla testimonianza di Arthur Alexanian.

Un appuntamento che si preannuncia intenso, necessario e profondamente attuale, nel segno di quella cultura della memoria che oggi più che mai rappresenta uno strumento indispensabile per comprendere il nostro tempo. Attraverso la sua trilogia di romanzi — Il bambino e i venti d’Armenia. Il gioco della memoria di un bambino, Il calice frantumato e Il tempo sospeso. Un passato lontano, un futuro difficile, pubblicati da Ibiskos Ulivieri — Alexanian restituisce voce e dignità alla grande diaspora armena del Novecento, una delle più dolorose tragedie della storia contemporanea.

Autore francese di origine armena, appartenente alla prima generazione nata in Europa da famiglie emigrate, Arthur Alexanian ha dedicato la propria ricerca letteraria alla ricostruzione della memoria collettiva e familiare, intrecciando testimonianza personale, documenti storici e rigore narrativo. La sua opera, già insignita nel 2021 del prestigioso Fiorino d’Oro, rappresenta oggi un punto di riferimento culturale importante per comprendere non soltanto il passato, ma anche le grandi migrazioni e gli sradicamenti che segnano il presente di molti popoli.

Ed è proprio qui che la serata vinciana assume un significato ancora più profondo. La diaspora armena raccontata da Alexanian diventa infatti simbolo universale di resilienza, identità e sopravvivenza culturale. Una vicenda storica lontana nel tempo, ma drammaticamente vicina alle tragedie che ancora oggi attraversano il mondo, tra guerre, esodi forzati e popoli costretti ad abbandonare la propria terra. Un monito per il presente, come recita emblematicamente il titolo dell’incontro, e insieme un invito alla consapevolezza, al dialogo e alla difesa della memoria.

A condurre la serata sarà Alexandra Ulivieri, editore e responsabile del Circolo Poeti e Scrittori di Empoli, da anni protagonista di una preziosa attività di promozione culturale sul territorio. Interverranno inoltre la professoressa Maria Virginia Porta e l’avvocato Nicola Baronti, entrambi rappresentanti dell’Archivio Vinci nel Cuore, insieme a Monsignor Renato Bellini, che offriranno ulteriori spunti di riflessione sul valore storico, civile e spirituale dell’opera di Alexanian.

L’evento rappresenta anche una significativa continuità con il grande successo del primo Saloncino dei Poeti, svoltosi lo scorso 14 marzo, manifestazione che ha consacrato simbolicamente Vinci come autentica “Città della Poesia”. Proprio in quell’occasione Arthur Alexanian si era imposto come una delle voci più intense e apprezzate dell’iniziativa, conquistando il pubblico con la profondità della sua parola poetica e della sua testimonianza umana.

Non a caso, ad accompagnarlo in questa nuova tappa vinciana saranno altri protagonisti dello straordinario Saloncino, in un ideale abbraccio culturale che conferma ancora una volta la vivacità artistica e letteraria di Vinci e la capacità della città leonardiana di diventare luogo privilegiato di incontro tra memoria, poesia e impegno civile.

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BELLUNO – 22 maggio 2026 – “In Armenia attraverso i vini, dove la cultura vitivinicola ha radici antichissime”.

MILANO – 17 maggio 2026 – Tigran, il famoso pianista armeno in un concerto esclusivo

Il pianista internazionale TIGRAN sarà protagonista del concerto conclusivo di PIANO CITY MILANO, festival in programma dal 15 al 17 maggio a Milano. A inaugurare la 16a edizione sul Main Stage della GAM – Galleria d’Arte Moderna SOFIANE PAMART.

PIANO CITY MILANO
Al Main Stage della GAM – Galleria D’arte Moderna di Milano
due grandi nomi della scena internazionale

INAUGURAZIONE VENERDÌ 15 MAGGIO
SOFIANE PAMART

GRAN FINALE DOMENICA 17 MAGGIO
TIGRAN

Dal 15 al 17 maggio il pianoforte torna a essere protagonista a Milano con PIANO CITY MILANO, il festival diffuso che ridisegna la città attraverso la musica.

 Dopo l’annuncio dell’inaugurazione, affidata a Sofiane Pamart venerdì 15 maggio sul Main Stage della GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano, il protagonista del concerto conclusivo della sedicesima edizione del festival di pianoforte è TIGRAN, previsto per domenica 17 maggio sempre sul Main Stage della GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano.

 Considerato uno dei pianisti e compositori più originali della scena contemporanea, Tigran Hamasyan fonde jazz, rock progressivo e tradizione musicale armena in uno stile unico, capace di unire virtuosismo, improvvisazione e radici sonore. Acclamato a livello internazionale e vincitore di importanti premi, ha conquistato pubblico e critica con progetti che spaziano tra album, performance immersive e opere concettuali. Il nuovo album concettuale “The Bird of a Thousand Voices” (2024) unisce tradizione folklorica armena e influenze rock, ispirandosi a un antico racconto in cui un eroe è alla ricerca di un uccello mitico capace di riportare armonia nel mondo. Il progetto si estende anche a un’opera transmediale immersiva, tra musica dal vivo, teatro e installazioni.

Con la presenza dei due grandi protagonisti della scena pianistica internazionale, anche questa nuova edizione di Piano City Milano conferma la vocazione del festival a unire innovazione e tradizione, sperimentazione e condivisione, portando a Milano artisti capaci di dialogare con pubblici diversi e di ridefinire i confini del pianoforte contemporaneo. Guidato dalla direzione artistica di Ricciarda Belgiojoso e Titti Santini, il festival ha raccolto nel corso delle sue precedenti 15 edizioni un’importante eredità culturale e partecipativa, coinvolgendo centinaia di migliaia di persone e attirando un pubblico sempre più affezionato che ogni anno contribuisce in modo decisivo al suo successo.

Dal 2011 Piano City Milano ha inaugurato nuovi spazi, riaperto luoghi simbolici della cultura cittadina e promosso iniziative sociali in ospedali, case circondariali, centri di accoglienza e realtà del territorio, portandola musica oltre la tradizionale dimensione performativa.